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Piccolo: Sogno un futuro senza DN

La trasparenza è la chiave di volta del nuovo rapporto tra mezzi, aziende e centri media. Per il presidente e ad di Universal McCann i diritti possono non essere fondamentali per l’esistenza dei centri media se viene dato un valore aggiunto alla consulenza (vedi l'intervista su http://tgcannes.advexpress ).

I diritti di negoziazione, e la loro cancellazione prevista dalla legge sull'Editoria si sono inevitabilmente ritagliati la propria fetta di attenzione nella conferenza stampa di presentazione della nuova Universal McCann, questa mattina presso i nuovi uffici di via Valtellina.

La posizione di Gianfranco Piccolo (nella foto)- sulla quale pesa anche il suo precedente impegno sul fronte aziendale quando era alla guida della comunicazione di Vodafone - è diversa rispetto a quella espressa dai centri media sotto l'egida di AssoComunicazione, schierata contro il disegno Legge (vedi l'intervista su http://tgcannes.advexpress ).

La materia per UM è particolare: "La holding di riferimento, Interpublic, da oltre due anni riconosce i dn ai clienti internazionali come Microsoft, Mastercard e General Motors. Questo non vuol dire che non li possa raccogliere per quanto riguarda i clienti locali ma, certamente, non costituiscono il 50% dei ricavi di UniversalMcCann". Come dire, si può anche vivere senza affidarsi con tanta rilevanza sui dn. Se poi si riesce a dare un valore aggiunto in termini di servizi erogati e di innovazione, allora ce la si può fare a rimanere in piedi: "Indietro è difficile tornare – aggiunge Piccolo – , quello che si è perso in termini di remunerazione a fronte dei diritti di negoziazione non sarà facile recuperarlo. E lo si potrà fare, almeno in parte, ridando alla consulenza il giusto valore".

Quando poi il presidente e ad di UM parla da ex uomo d'azienda il giudizio è più secco e si avvicina alle posizioni dell'Upa, espresse dal presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi quando invoca la trasparenza nel rapporto cliente-agenzia: "In passato in Italia non c'è stata trasparenza. Detto questo non ritengo sia giusto oggi eliminarli del tutto, piuttosto li manterrei rendendoli trasparenti, regolarizzandoli e dichiarandoli ai clienti. In ogni caso, riterrei opportuno che se il legislatore volesse abolirli almeno lo facesse con una dilazione più lunga (anche in questo caso concorda col presidente dell'Upa, ndr). A mio parere bisognerebbe prorogare la data al 2011 invece che obbligare tutti ad adeguarsi al nuovo sistema entro il 2009".

Quanto hanno pesato i dn nel media mix delle aziende? "Francamente non credo che i dn abbiano condizionato più di tanto il media mix delle aziende. Molti utenti fanno tv, anche se forse sarebbe meglio utilizzassero altri mezzi, non tanto e non solo per i dn quanto, piuttosto, perché non c'è confidenza con la pianificazione di altri mezzi. E in ogni caso il tema è sempre lo stesso, il mondo della comunicazione sta cambiando e deve cambiare il tipo di proposta e di consulenza in una visione più ampia e nuova".