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Sky Italia sul DTT, Mediaset ricorre alla Corte di Giustizia

La Commissione Europea  'viste le condizioni cambiate sul mercato televisivo italiano' concede il via libera all'ingresso anticipato della tv satellitare nel mercato del digitale terrestre senza offrire servizi a pagamento per almeno cinque anni e con la limitazione di una sola frequenza. Mediaset sconcertata presenterà ricorso contro tale decisione alla Corte di Giustizia Europea.
Frequenze per trasmettere in chiaro, per 5 anni e in regime totalmente gratuito, le nuove condizioni del mercato che hanno permesso l'ingresso anticipato di Sky Italia nel mercato del digitale terrestre, rispetto all'impegno preso nel 2003 da Newscorp, dopo la fusione dei due marchi italiani della tv satellitare, Stream e Telepiù, di non partecipare al Dtt prima del 31 dicembre del 2011.

La Commissione Europea però 'viste le condizioni cambiate sul mercato televisivo italiano ha sollevato l'azienda dal rispettare questa condizione'. Come ha spiegato Jonathan Todd, portavoce dell'esecutivo comunitario. 'Sky Italia può partecipare a questa opzione, a condizione che le frequenze siano utilizzate per trasmettere in chiaro'. Quindi senza offrire servizi a pagamento per almeno cinque anni e con la limitazione di una sola frequenza.

Mediaset
è assolutamente sconcertata della decisione presa oggi dalla Commissione europea, come si legge in una nota del Biscione: 'Riteniamo che le condizioni fissate dalla commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato pay, siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto.Con questa decisione si autorizza il monopolista della televisione satellitare e pay, non dimentichiamo che Sky detiene il 99,8% della paytv satellitare e l’86% della tv a pagamento, a operare nel mercato free e lo si autorizza a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali. Per questo Mediaset ricorrerà contro tale decisione alla Corte di Giustizia Europea.

Attualmente lo spettro delle frequenze è detenuto da operatori già presenti sul mercato digitale. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l'attribuzione; Mediaset, Rai e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex.

Maria Ferrucci