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Interviste

Coronavirus. Burgio (Alpitour): “I viaggi sono bloccati, ma non per questo non si possono sognare le vacanze. Rafforzeremo la nostra brand awareness. Sarà importante parlare di emozioni semplici e trasmettere sicurezza e affidabilità per chi si sposta"

Come spiega ad ADVexpress il presidente e AD, il gruppo sta studiando più scenari, dai più ottimistici ai più complessi, per offrire alle persone le soluzioni più sicure. "Ora è ancora presto per dire quale sarà la situazione post covid, ma di una cosa siamo sicuri: ci sarà la voglia di viaggiare" dichiara. Per questo la company mette in campo i propri valori e racconta le proprie azioni con webinar, interviste, comunicazioni e campagne istituzionali.

Il giro di microfono avviato da ADVexpress tra le maggiori aziende del mercato per conoscere come stanno reagendo alla crisi sanitaria e come stanno cambiando messaggi e strategie di comunicazione si arricchisce con la voce di Gabriele Burgio, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Alpitour.

Partendo dalla campagna stampa lanciata di recente sui principali quotidiani, raffigurante una pagina bianca che invita le persone a sognare (leggi news), ci spiega quali decisioni avete preso e quali cambiamenti avete attuato sul fronte degli investimenti pubblicitari, delle scelte di pianificazione e delle strategie di comunicazione?

"Tutti i settori dell’industry sono stati colpiti dall’emergenza in atto e il turismo è sicuramente uno dei comparti più coinvolti e che subirà più conseguenze a lungo termine da questa situazione. Come Gruppo e grande realtà turistica italiana, abbiamo intensificato la nostra presenza sui media, avviando un dialogo aperto e continuo con le persone per cercare di portare la nostra presenza e vicinanza in questo momento complesso. Attraverso interviste, comunicazioni, webinar e campagne istituzionali stiamo raccontando le nostre azioni, la nostra solidarietà e proviamo, per quanto possibile, a trasmettere messaggi di serenità e positività. La campagna corporate della pagina bianca si inserisce proprio in questo ambito: è una prima iniziativa a cui, probabilmente, ne seguiranno altre. Stiamo ancora lavorando per scegliere al meglio i tempi e le modalità, ci deve essere un giusto equilibrio fra rispetto e presenza, per non essere fraintesi".

Messaggi mirati alla brand awareness, alla corporate image, iniziative di sostenibilità... Come vi state rapportando con i consumatori,  anche in considerazione del progetto lanciato oggi, a quali target e con quali obiettivi state comunicando?

"La scelta di realizzare questa campagna risiede nella volontà di essere vicini alle persone proprio ora che, per il bene di tutti, non possiamo essere con loro. I viaggi sono bloccati fino a nuovo ordine, ma non per questo non si possono sognare le vacanze, un potente antidoto all’attuale situazione di quarantena. Ora più di prima, è importante parlare e restituire una brand image coerente con la corporate identity di Alpitour World e con i suoi valori. Stiamo lavorando per rendere la brand awareness di Alpitour World più forte: il mother brand del Gruppo è autorevole, professionale, affidabile, innovativo e attento all’ambiente. Valori che si esplicitano lucidamente nelle comunicazioni corporate, che seguono sia canali B2C sia B2B, con molteplici messaggi declinati a seconda dei media".

Qualcuno già ipotizza che molti di questi cambiamenti possano diventare 'definitivi': come vi immaginate la comunicazione al termine della crisi?

"È ancora presto per trarre conclusioni, ma sicuramente ci sarà maggiore sensibilità e attenzione alla sfera psicologica delle persone, probilmente segnate da questa emergenza a lungo. Sarà importante parlare di emozioni semplici, per trasmettere sicurezza e flessibilità, elementi portanti per il turismo organizzato dei tour operator e di Gruppi strutturati come il nostro. L’organizzazione professionale del tempo e della vacanza, il problem solving, la tutela e la presenza concrete sono elementi che dopo questa crisi verranno presi molto più in considerazione dalle persone. Riteniamo che i viaggi organizzati avranno una grande accelerata: si ha bisogno di certezze, e la competenza dei professionisti dei viaggi, unita alla vasta scelta di proposte, orienteranno le scelte dei consumatori. Ovviamente tutto questo deve essere comunicato con delicatezza e personalizzazione: oggi più di prima, le persone sono connesse e ricevono molte comunicazioni e i target sono sempre più segmentati per realizzare messaggi ad hoc".

Parlando della vostra company, come vi siete ri–organizzati e quali modelli di lavoro avete adottato per far fronte alla crisi e proseguire le attività tutelando sia il business che i dipendenti? Su quali asset avete puntato?

"Come Gruppo abbiamo immediatamente messo in atto tutte le tutele necessarie per i dipendenti, sanificando gli ambienti e ampliando lo smart working a tutti: avevamo già attivato questa modalità di telelavoro, condizione che ci ha permesso di essere immediatamente pronti, senza danneggiare l’operatività. Il business sta infatti proseguendo, soprattutto su progetti per riorganizzare e innovare dei processi interni, così da essere preparati e più efficienti non appena possibile. Durante l’emergenza ci siamo reinventati anche nelle attività: Neos, da compagnia leisure, ha iniziato a operare in cooperazione con la Farnesina voli di rimpatrio, oltre a voli umanitari per portare aiuti e materiale sanitario; il tour operating sta studiando nuovi contratti con le strutture per offrire più flessibilità ai clienti; mentre la nostra catena alberghiera VOIhotels sta lavorando per rendere i resort sicuri per questa estate. Inoltre, come player forte del mercato turistico, siamo fra i promotori di una campagna corale per la tutela del settore: il Manifesto per il turismo italiano, che invita a ripartire dall’Italia appena sarà possibile e chiede aiuti immediati dalle istituzioni per sostenere la filiera e tutte le realtà del turismo".

Guardiamo all'orizzonte. Quando l'Italia sarà pronta al restart si prospetta un clima sociale ed economico molto diverso da com'era prima dell'emergenza sanitaria: come e quanto vi state organizzando per 'reinventarvi' così da essere pronti quando il mercato ripartirà?

"Come anticipato, stiamo studiando più scenari, dai più ottimistici ai più complessi, per poter offrire alle persone le soluzioni più opportune e sicure. Ora è ancora presto per dire quale sarà la situazione post covid, ma di una cosa siamo assolutamente sicuri: ci sarà la voglia di viaggiare. In Cina si è assistito a quello che hanno chiamato “revenge spending”, fenomeno che ha visto una crescita esponenziale dei consumi dopo la quarantena. Saranno sicuramente necessarie misure di prevenzione, ma la voglia di viaggiare non mancherà di certo".