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Federcongressi: difesa dei provider esterni e deducibilità fiscale a BTC International
In risposta alle polemiche scatenate qualche giorno fa (vedi notizia correlata) dal sottosegretario al welfare Ferruccio Fazio, che dichiarava 'guerra' al turismo congressuale pronunciandosi contro l'utilizzo di provider esterni, Federcongressi porterà a BTC International una tavola rotonda sul tema, molto sentito dall'industria, della deducibilità fiscale dei costi d'impresa (nella foto Adolfo Parodi, presidente Federcongressi).
Alle 12.30 di venerdì 7 novembre, si terrà la tavola rotonda dal titolo Le nuove disposizioni in materia di detraibilità dell’IVA e deducibilità dei costi per i servizi alberghieri e di ristorazione: i riflessi negativi sulle imprese organizzatrici di eventi. Il riferimento è all’art. 83 del Decreto legge 112/2008, convertito nella legge 103/2008, in materia di trattamento, ai fini dell’Iva e delle imposte sul reddito, delle prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande. Questo decreto innova in modo sostanziale la deducibilità di queste prestazioni limitandola al 75% della spesa complessivamente sostenuta, ed estende tale limite alla generalità delle imprese e dei liberi professionisti.
Le società che organizzano congressi ed eventi sostengono notevoli costi per l’acquisto dei servizi di ristorazione e dei soggiorni alberghieri che poi rivendono: queste voci rappresentano circa il 25% del volume d’affari annuo. Un esempio: una società che sostiene costi annui pari a 5 milioni di euro per spese alberghiere e ristorative rifatturate poi ai propri Clienti avrebbe oggi una maggiore imposta pari al 31,40% di 1.250.000, ossia 392.500 euro.
Pertanto coloro che nell’esercizio d’impresa sostengono questi costi diretti di produzione dovranno riaddebitare al cliente un maggior onere del prezzo di acquisto per avere un risultato di pareggio. Ma spesso un organizzatore congressuale non è l’organizzatore diretto del congresso, e dunque acquista questi servizi dalla segreteria organizzativa del congresso stesso, che a sua volta li ha acquistati dai fornitori che hanno erogato il servizio (alberghi e ristoranti). La segreteria organizzativa dovrà per i motivi sopra espressi maggiorare il prezzo di acquisto nel rivenderlo e l’organizzatore congressuale dovrebbe a sua volta ricaricare al proprio Cliente: si genererebbe pertanto un effetto moltiplicatore del costo per il cliente e moltiplicatore delle entrate dello Stato, pur non lucrando alcuno da queste operazioni.
Federcongressi sottolinea che l’acquisto di prestazioni alberghiere e ristorative da parte di organizzatori congressuali costituisce il sostenimento di costi diretti e strettamente inerenti l’attività d’impresa, e non costi indiretti come la natura di queste prestazioni normalmente implica.
Considerato inoltre che tale deducibilità parziale è stata voluta per recuperare l’Iva, resa detraibile per questi servizi, si vanifica l’effetto riequilibratore che la raggiunta detraibilità dell’Iva su questi servizi voleva generare.
Secondo Federcongressi, pertanto, corretto sarebbe il riconoscimento della integrale deducibilità di questi costi diretti di produzione, e a tal fine incentiva un emendamento legislativo, avendo inviato una specifica lettera a tutti i parlamentari e gli organi istituzionali competenti.
Al convegno in BTC interverranno, oltre a Roberto Rocca, anche Elisabetta Polimeni, Funzionario della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso presso l’Ufficio Persone Fisiche dell’Agenzia delle Entrate, e Mauro Zaniboni, Presidente MZ Congressi. Coordinerà Valeria Bortolotti, Consulente Amministrativo Federcongressi.

