Mice

IF! La creatività degli eventi secondo le agenzie

L’evento non si replica. La creatività va coltivata, espressa, messa su carta e riconosciuta nel budget. Osservare la realtà prendendo spunto dalle esperienze di vita personale, mantenere viva la curiosità, creare nuovi format, porsi l’obiettivo di trasmettere al pubblico emozioni vere. Questi e molti altri gli input emersi dalla tavola rotonda che ha coinvolto le agenzie di eventi al festival di If! 
Venerdì 3 ottobre il festival IF! di Milano ha ospitato la round table ‘Contaminazioni: la creatività degli eventi’, che ha visto schierati sul palco Alfredo Accatino (Filmmaster Events), Mario Viscardi (Piano B), Gilles Morange (Next), Dino Lupelli (Elita) e Federico Gusman (Sinergie), moderati da Alessandra Lanza (Assocom). 

Fil rouge del dibattito, la creatività degli eventi nelle sue declinazioni, evoluzioni, contaminazioni. A partire da storia ed esperienza personale dei relatori. Una delle prime interessanti osservazioni è stata sollevata da Accatino

2.jpg

“Qui seduti con me ci sono ‘uomini degli eventi’ con background molto diversi. Io ero un autore e sceneggiatore, c’è chi viene dalla regia, chi dalla danza…E’ incredibile come nel nostro settore le professionalità di origine siano tanto eterogenee, ma allo stesso tempo convoglino tutte verso lo stesso punto di eccellenza. Percorsi differenti che portano agli stessi risultati quando lo standard qualitativo è alto”. 

Il segreto, come sottolinea Accatino, è essere diversi e mettere la propria differenza, la propria esperienza di vita a servizio della creatività dell’evento. “Mettetevi in gioco: se avete competenze e passioni, sfruttatele. Se siete filosofi, ballerini, comici…fate dei vostri talenti il punto di forza per proporre qualcosa di innovativo e unico”. 

Altro topic, l’evoluzione del mercato dagli inizi a oggi, con la trasformazione dell’evento da ‘qualcosa che succede’ a strumento di comunicazione. Ne parla Morange, il primo ad aprire un’agenzia di eventi in Italia, Promoconvention, nei primi anni’80. 

Gli eventi erano veramente ‘basic’. Bastavano un fondale, uno schermo, delle sedie e si ascoltavano gli interventi aspettando con impazienza il momento della cena. Col tempo, poi, il ‘momento magico’ dell’evento si è consolidato, sviluppato, perfezionato. Esso ha la caratteristica di essere ‘live’, come si dice, ‘non esiste replica’. E questo è un forte limite per la creatività. Dura poco, per cui il processo di costruzione creativa è complesso e deve tenere conto di questo fattore. Io credo che uno dei segreti per creare eventi unici sia osservare la realtà, le situazioni che il mondo ci presenta, la gente. Una volta, soffermandomi su un pazzo fuori da un bar ho avuto un’idea fulminante per il lancio di un’auto”. 

1.jpg

Ma da cosa nasce la creatività? Quale l’approccio vincente per creare eventi efficaci e unici? Spiega Viscardi. “Io credo che l’ingrediente principale sia nella curiosità di chi fa gli eventi, questo è il segreto. Bisogna divertirsi, mantenersi sempre un po’ ‘dilettanti’ nel senso letterale del termine, non stancarsi di scoprire mondi nuovi. I veri creativi hanno dentro una curiosità che non si placa, sono sempre in evoluzione, pensano già al prossimo evento, al cambiamento”. 

Un altro punto fermo fondamentale è quello messo in evidenza da Gusman. “Mi piace definirmi ‘specialista di creatività applicata’. Nel senso che credo che lo step che distingue una vera agenzia di eventi sia la capacità di incanalare le idee pure, il pensiero, nella soluzione che meglio ‘vesta’ il cliente, che risponda al brief e alle esigenze di budget. A volte le idee restano solo sogni. Il creativo deve lasciar correre la mente ma sapere anche, al momento giusto, mettere su carta ciò che ha pensato e realizzarlo con un’ottimizzazione di risorse e investimenti”. 

Testimonianza ‘sui generis’ quella di Lupelli, socio fondatore di Elita. “Siamo una realtà diversa rispetto alle agenzie, non abbiamo mai fatto una gara. Perché siamo un’associazione culturale che fa anche eventi corporate per potersi poi permettere di dare sfogo alla propria creatività attraverso eventi per il pubblico. Io penso che la creatività sia la capacità di saper tirare fuori le idee e di farle funzionare. E regalare al pubblico emozioni vere. il vero creativo degli eventi non è mai soddisfatto. Perché è il guardare avanti che non ci fa invecchiare”. 

Guardare avanti ed essere innovativi. “Un’idea vincente? Creare nuovi format – suggerisce Accatino -. Noi, ad esempio, abbiamo appena ultimato un format unico, Enigma, per un parco tematico italiano, con l’obiettivo di portarlo nel mondo. La creatività del nostro Paese è vincente, dobbiamo solo strutturarci meglio”. 

Una creatività, che, come concordano tutti i relatori, va riconosciuta nelle voci del fee dell’agenzia e quotata nel preventivo al cliente

“Tutti ci stiamo battendo su questo fronte – commenta Gusman -. I progetti vincono soprattutto per la forza dell’idea creativa ed è assurdo che essa non venga riconosciuta”. “Noi mettiamo la voce ‘creatività’ come prima della lista, e la teniamo separata dalla produzione dell’evento – aggiunge Viscardi -. All’ideazione vengono dedicati tempo e risorse e ne va più che mai compreso il valore”. Perché come ha concluso Lupelli appellandosi a una citazione, “La testa è rotonda perché le idee devono girare dentro senza rompersi”. 

La creatività è libera, fluttua, i pensieri girano. Ma i risultati si vedono, eccome.

Serena Roberti