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Inchiesta fiorentina, il commento del Presidente Federcongressi
Alcune agenzie di stampa hanno riportato venerdì 1° ottobre la notizia che a seguito di un’operazione condotta dai carabinieri del Nas di Firenze sotto la direzione della Procura della Repubblica del capoluogo toscano sei persone sono finite agli arresti domiciliari, due agli obblighi di dimora, tredici dirigenti di industrie farmaceutiche sono stati sospesi per due mesi dall’attività imprenditoriale e nove altre persone sono indagate a piede libero. Gli arrestati sono un noto medico dermatologo fiorentino, un suo collaboratore, una segretaria e tre organizzatori di eventi di Firenze. Le accuse sono di associazione per delinquere, corruzione, truffa ai danni dello Stato e falso. Fra le aziende coinvolte a causa della sospensione dei tredici dirigenti figurano alcune tra le più note nel mondo farmaceutico.
Il commento di Paolo Zona, Presidente di Federcongressi"La notizia è veramente grave e, se le accuse verranno riscontrate, mostra ancora una volta quanta strada ci sia da fare per giungere a una piena 'normalizzazione' deontologica di un ramo delicato della meeting industry come quello dei congressi medici. In quest’ottica appare sempre più opportuno lo sforzo che da anni Federcongressi sta portando avanti sul piano dell’etica, sia con il proprio codice – che tutti gli iscritti sono tenuti a rispettare, e mi permetto di aggiungere che non per caso nessuno degli arrestati è nostro socio – sia, ultimamente, recependo le norme affini dei codici deontologici di Farmindustria e di Assobiomedica, così da assicurare un’unitarietà disciplinare all’organizzazione degli eventi medico-scientifici. Nel loro insieme e singolarmente, questi atti tendono proprio a prevenire l’adozione e lo sviluppo di prassi delinquenziali come quelle contestate alle persone coinvolte dall’inchiesta di Firenze. Se mi si passa la metafora, direi che la nostra industria è come un grande organismo che preferisce produrre in anticipo i propri anticorpi, senza lasciare che essi nascano per reazione a malattie potenzialmente mortali".

