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Italia in prima linea all'ICCA Mediterranean Chapter Summit di Roma

Organizzato dall’ICCA Italian Committee, il Summit riunisce i soci mediterranei di ICCA con l’obiettivo di creare una piattaforma per la condivisione di esperienze e di definire linee operative comuni per lo sviluppo della meeting industry nei mercati di riferimento. Dalla parte organizzativa agli interventi, la rappresentanza italiana ha fatto sentire la propria 'voce'.
Si è aperto domenica 2 febbraio allo Sheraton Hotel Roma, con la serata conviviale di benvenuto e networking per i partecipanti, l’ICCA Mediterranean Chapter Summit, l’incontro annuale del capitolo della International Congress & Convention Association che riunisce i soci di Croazia, Cipro, Egitto, Francia sud-orientale, Grecia, Israele, Italia, Libano, Malta, Monaco, Montenegro, Marocco, Serbia e Turchia (vedi notizia correlata a fondo pagina). 

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(Martin Sirk, ceo di ICCA, nella sessione 'The Client's perspective')

Organizzato dai tre PCO italiani AIM Group, Studio Ega e Triumph Group su iniziativa dell’ICCA Italian Committee presieduto da Federica Lucini, il meeting ha visto la partecipazione di 70 delegati provenienti da 11 Paesi. 

“Il Capitolo Mediterraneo è il maggiore, per numero di Paesi associati, che opera nell’ambito di ICCA - spiega la presidente Elif Balci Fisunoglu -. Il Summit nasce dall’esigenza dei soci di confrontarsi sui temi di comune interesse, analizzando lo scenario complessivo della meeting industry nell’area mediterranea per trovare soluzioni comuni alle sfide che il mercato attuale pone, con particolare riferimento ai temi del destination marketing, che coinvolge direttamente convention bureau, PCO e centri congressi”. 

“L’Italian Commitee ha accolto con entusiasmo l’invito di Martin Sirk a ospitare il Summit, progettato per dare maggiore coesione al Capitolo Mediterraneo - ha dichiarato Federica Lucini -. In particolare, sono soddisfatta che l’Italia stia dando un segnale forte di partecipazione, attraverso la presenza numerosa dei soci e l’impegno di AIM Group, Studio Ega e Triumph Group a organizzare l’evento”. 

I lavori si sono aperti lunedì 3 febbraio al Marriott Park Hotel, sede dell’evento, con l’intervento introduttivo di Emma Aru, presidente di Studio Ega, che ha affrontato il tema della competitività delle destinazioni sul mercato congressuale, spiegando che qualità, costi e reputazione degli spazi meeting, insieme all’accessibilità della destinazione, alle soluzioni di mobilità offerte e a qualità e reputazione degli alberghi, sono i principali fattori di scelta da parte di PCO e committenti di eventi. 

Il keynote speech è stato affidato a Bertrand Cabedoche, docente di Scienze dell’informazione e della comunicazione a Grenoble e presidente di Orbicom, il network mondiale dei presidenti Unesco, che si è concentrato sulla centralità dell’area mediterranea e sulla sua evoluzione. 

Il programma della giornata è proseguito con la sessione Ideas move people, things and means, moderata da Pier Paolo Mariotti, meeting manager dell’Eurac di Bolzano, durante la quale sono state illustrate tre case history di come destinazioni e sedi per eventi si organizzano secondo nuovi concept per competere efficacemente sul mercato. 

La prima, presentata da Ante Jankovic, general manager del Jonkeping Convention Bureau, è quella dello Swedish Network of Convention Bureaus, rete di 21 bureau svedesi che, in mancanza di un convention bureau nazionale, si sono organizzati con un modello collaborativo e a basso costo per darsi una governance, raccogliere i dati di settore, interloquire con le istituzioni e cercare nuove opportunità di business. 

La seconda case history è stata quella dello Swiss Tech Convention Center, il nuovo centro congressi tecnologico dell’EPFL, la Scuola Politecnica Federale di Losanna, che aprirà il prossimo aprile. Béat Kuntz, managing director della struttura, ha raccontato come lo Swiss Tech Convention Center sia stato concepito non tanto per soddisfare necessità logistiche, quanto piuttosto quale strumento per divulgare la conoscenza accademica a livello regionale, nazionale e internazionale, centro propulsivo di un ecosistema scientifico di eccellenza realizzato con una partnership pubblico/privata. 

La terza esperienza presentata è stata quella del Firenze Convention Bureau: il direttore Carlotta Ferrari ne ha descritto il processo di transizione da un modello a maggioranza pubblica a uno a maggioranza privata, con 175 soci privati che ne detengono il 65%, a tutto vantaggio dell’agilità operativa e della capacità di generare business congressuale per la città. 

Il tema della CSR è stato affrontato da Patrizia Buongiorno, vicepresidente di AIM Group International, con una relazione che ha evidenziato i benefici e le opportunità, per le associazioni che promuovono congressi, di inserire nei programmi degli eventi iniziative di responsabilità sociale che coinvolgano in prima persona i partecipanti e che lascino un’eredità positiva al territorio e alle comunità che li ospitano. 

L’intervento sugli eventi politici e istituzionali è stato condotto da Rita Zanchini e Francesca Campedelli di Triumph Group, che hanno illustrato le problematiche logistiche, e soprattutto di sicurezza, legate all’organizzazione dei G8 Summit a Genova nel 2001 e a L’Aquila nel 2009, e dell’Assemblea Generale Interpol a Roma nel 2012. 

La cena di gala si è svolta all’Enoteca La Torre, ristorante stellato Michelin ubicato all’interno di Villa Laetitia, prestigioso palazzo storico e sede per eventi di proprietà della famiglia Fendi.