Mice

Le risorse del CB Italia al progetto Mice in Italia? Zona: "Nessuno ci ha informati"

Un articolo pubblicato su Quality Travel svela l’intenzione, da parte dell’ENIT, di passare le competenze dell’ormai defunto CB Italia al network di Regioni coordinato dalla Toscana. Il presidente di Federcongressi&eventi ne denuncia la mancanza di informazione ed esprime dubbi sulla sua fattibilità e, soprattutto, sulla sua efficacia.
Finisce una vicenda sulla quale Federcongressi&eventi aveva già fatto sentire la propria voce, in modo molto forte, a metà dicembre 2012, allorché lanciò l’allarme sul fatto che, nonostante le promesse e le indicazioni in senso contrario manifestate prima dal Ministro per il Turismo Piero Gnudi e poi dal Presidente ENIT Pier Luigi Celli (il quale aveva ufficialmente dichiarato l’intendimento di conservare la forma societaria del Convention Bureau riportandolo sotto il controllo diretto dell’ENIT), il C.d.A. di Promuovi Italia S.p.A. (con il consenso dell’ENIT) si apprestasse a deliberare la fine della breve e difficile vita di Convention Bureau Italia S.p.A. dopo che gli imprenditori del settore per decenni ne avevano richiesto la costituzione (vedi notizia correlata a fondo pagina). 

In un articolo pubblicato martedì 26 febbraio su Qualitytravel.it, intitolato 'Toscana, uno scheletro nell’armadio', si legge testualmente: 
«Alla fine, Paolo Zona aveva ragione, ma non ha potuto impedirlo. La nuova capitale del congressuale non sarà né Roma né Rimini ma Firenze (…) perché (…) con ogni probabilità da oggi in avanti fondi ENIT e decisioni passeranno da quelle parti». 

babbi.JPGAndrea Babbi (nella foto), il Direttore Generale voluto dal Ministro Gnudi per risollevare le sorti dell’ENIT, preferisce annullare la gestione autonoma settoriale dei 3,5 milioni rimasti dei sette (e gli altri come sono stati spesi?) stanziati per il Convention Bureau Italia solo due anni fa.  

«Meglio affidarsi dunque - prosegue il citato articolo - (…) al network di regioni di cui la Toscana è capofila, che avrà il compito di rianimare lo scheletro (…) del Convention Bureau». L’articolo si conclude riportando la volontà di Babbi di partecipare «in maniera significativa», sotto il 'cappello' del network, alla prossima fiera Imex, in programma a Francoforte a fine maggio. 

Il commento del Presidente Federcongressi&eventi Paolo Zona (nella foto): «Sono passati due mesi e mezzo da quel nostro grido, e nel frattempo non abbiamo ricevuto risposte rispetto alle sollecitazioni che avevamo mosso. Oggi dobbiamo prendere atto che, a nostra insaputa, qualcosa è avvenuto. Pare davvero che il progetto interregionale 'Mice in Italia' sia operativo a tutti gli effetti, grazie a un atto firmato dal Capo Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. Certamente, però, per gli operatori del settore c’è un’importante differenza tra questo progetto interregionale e avere un Convention Bureau nazionale!" 

"Mice in Italia, infatti - prosegue Zona -, prevede sì azioni coordinate delle iniziative territorialiZona (1).JPG ma ogni regione gestisce direttamente i propri fondi, procedendo in autonomia allo sviluppo dei progetti. Ciò ne rende assai farraginosa se non impossibile la gestione. Tutto questo proprio mentre da anni tutti stanno auspicando una gestione unitaria dell’immagine del paese. Per quel che concerne l’ENIT, ci fa piacere che Babbi abbia dichiarato che la meeting industry italiana andrà ad IMEX con la consueta immagine coordinata e unitaria. Ma dubitiamo molto che ciò possa avvenire così facilmente, per due motivi. 

"Primo: è difficile che la farraginosità del meccanismo di Mice in Italia possa consentire all’ENIT di tradurre in pratica quest’intenzione. Secondo: Promuovi Italia, la società controllata dall’ENIT che possedeva il 100% delle quote del CB, ha sì concluso la messa in liquidazione dell’ente e ne ha messo a disposizione l’avanzo ridotto a tre milioni di euro, ma bisogna capire che fine farà questo denaro, se cioè andrà alla Ragioneria dello Stato, la quale aprirà poi un capitolo di spesa specifico sulla promozione del congressuale, o se tornerà all’ENIT, dalla quale provenne nel 2011, quando fu fondato il CB". 

"Comunque la si metta - conclude Zona -, la sola certezza, amara, è che il CB Italia non c’è più. Qualcuno l’ha detto ai mercati stranieri? Qualcuno ne ha informato gli operatori? Noi di Federcongressi&eventi queste cose le avevamo previste già nel novembre 2011, e oggi non siamo felici di aver avuto ragione. È una vicenda che dà al mondo l’ennesima conferma di quanto l’Italia sia brava a complicare le cose semplici, persino quando ci sono le risorse disponibili».