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MPI, auspicabile anche in Italia l'Economic Impact Study

Negli Stati Uniti la meeting industry produce il 30% di fatturato in più e impiega il doppio dei lavoratori dell’industria automotive: è lo strabiliante risultato della ricerca che un numero crescente di Paesi sta adottando come metodo di studio e di cui MPI Italia Chapter raccomanda la realizzazione anche in Italia, auspicandone il completamento entro il 2015, anno dell’Expo.
sciata.JPGPresso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, MPI Italia Chapter, nella persona del suo presidente Gaetano Sciatà (nella foto) e della president-elect Olimpia Ponno, ha presentato in anteprima nazionale il documento Economic Impact Study, coordinato da Convention Industry Council (l’interassociazione di categoria di cui MPI è socia), per calcolare il valore economico della meeting & event industry. MPI Foundation, già adottata da Canada, Usa e Messico, e attualmente in lavorazione nel Regno Unito, in Francia e in Svizzera.  in tutto il mondo ed è in grado di fornire dati credibili e spendibili presso qualsiasi stakeholder, così da superare i pregiudizi dei politici che tagliano le risorse per organizzarli, in Italia come all’estero. Uno dei dati citati da questo studio è che ogni dollaro investito in un incontro face-to-face produce 12,50 dollari in crescita economica, perché le persone, quando si incontrano, fanno crescere un business, o hanno lo scopo di aumentare le vendite, motivare i collaboratori a dare il meglio di sé, aggiornare la ricerca o mille altri obiettivi". 907 miliardi di dollari l’impatto diretto, indiretto e indotto della meeting industry: cifra scaturita dal valore di 1,7 milioni di posti di lavoro, 263 miliardi di spesa diretta, 106 miliardi di contribuzione al Pil, 14,3 miliardi di tasse e così via. È questo il famoso studio che ha mostrato incontrovertibilmente come l’industria Mice contribuisca al Pil più ancora del comparto automotive. 30% in più del fatturato e impiegano il doppio dei lavoratori - ha chiosato Sciatà -. La nostra prossima battaglia sarà quella di effettuare uno studio di questo genere in Italia. Il costo non è irrilevante, dai 250mila ai 300mila euro, ma non disperiamo di trovare finanziatori".Expo, con questo studio - ha continuato la president-elect Olimpia Ponno -. Il metodo di questa ricerca ha valore globale, perché riconosciuto e applicato in tutto il mondo. Offrendo dati così raccolti e rielaborati, potremmo effettuare benchmarking su scala internazionale. Adotteremmo un linguaggio comune contribuendo con ciò stesso a fare sistema. Sapremmo quali tasse genera la nostra industria e come le si potrebbe reinvestire nel comune interesse".