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MPI Italia Chapter: presto l'Economic Impact Study anche in Italia
Il modello è l’unico che si avvale di un metodo internazionalmente riconosciuto per misurare l’impatto della meeting industry nell’economia. MPI Italia vuole applicare il metodo anche all'Italia e cerca investitori tra gli enti pubblici.
Si è tenuta martedì 5 febbraio, presso LP Fashion Studio di Milano, una tavola rotonda di Qualitaly for events, neonata associazione per la promozione nel mondo della meeting & event industry italiana.

«In Italia non c’è consapevolezza diffusa di che cosa sia l’industria degli eventi, di quali benefici apporti al business l’atto di incontrarsi, discutere, condividere - ha considerato Sciatà (nella foto) -. Sembra anzi che ci sia una consapevolezza contraria: i codici etici più noti tendono a limitare la quantità e la qualità degli eventi per evitare che si trasformino in occasioni di piacere per i delegati, il che è miope, oltre che potenzialmente dannoso. Intanto il Convention Bureau Nazionale chiude avendo sprecato tre milioni di euro e la politica continua a gestire miliardi di euro senza destinare neppure le briciole al nostro settore».

Moderato dal chairman di Qualitaly for events Jacopo Angri, il titolo dell’evento era 'La meeting & event industry tra impatto economico e formazione' e partecipava anche MPI Italia Chapter.

Il Presidente di MPI Italia Chapter Gaetano Sciatà CMP e la president-elect Olimpia Ponno hanno presentato alle istituzioni il documento Economic Impact Study, coordinato da Convention Industry Council (l’interassociazione di categoria di cui MPI è socia), best practice per calcolare e mostrare il valore economico della meeting & event industry: una metodologia di studio fra i cui partner c’è MPI Foundation, già adottata da Canada, Usa e Messico, e attualmente in lavorazione nel Regno Unito, in Francia e in Germania.
«Negli Usa la meeting industry esercita una contribuzione diretta al Prodotto interno lordo pari a 106 miliardi di dollari - ha dichiarato Ponno -. Possiamo dire, pertanto, che il nostro segmento incide sul Pil come la siderurgia, l’agroalimentare e l’automobilistico, se non in misura addirittura superiore. E questo studio serve a misurare non solo l’incidenza sul Pil ma anche l’incidenza su orari e posti di lavoro, tasse e numerosi altri indicatori-chiave dell’andamento delle economie. Per questo sono convinta che nel quantificare l’impatto di quest’industria in Italia si debba tener presente l’internazionalità della platea: parliamo al mondo, non solo all’Italia, ed è col mondo che dobbiamo metterci in linea. Per questo dobbiamo adottare una metodologia di ricerca riconosciuta e applicata ovunque».
L’Economic Impact Study è focalizzato sia sul lato dell’offerta sia su quello della domanda. Seguendo questo modello, negli Stati Uniti sono arrivati a stimare in 907 miliardi di dollari l’impatto diretto, indiretto e indotto della meeting industry: cifra scaturita dal valore di 1,7 milioni di posti di lavoro, 263 miliardi di spesa diretta, 106 miliardi di contribuzione al Pil, 14,3 miliardi di tasse e così via.
Gaetano Sciatà ha annunciato la volontà, da parte di MPI Italia, di avviare e concludere la ricerca anche nel nostro Paese: «Occorrono due anni e un investimento di 250mila euro. Cercheremo investitori sia nel pubblico sia nel privato, università comprese.

"Meeting industry e turismo - ha ribadito Ponno - devono essere considerate realtà separate e parallele, che poi s’incontrano avendo indubbiamente punti d’intersezione. Altrimenti il rischio è di fare confusione e non riuscire a tirare fuori quei dati precisi che devono servire a investitori, operatori e ogni altro stakeholder. Occorrerà tenerne conto, nell’elaborazione dell’Economic Impact Study».
Sciatà e Ponno hanno infine approfittato della presenza dei due politici per obiettare alle istituzioni una scarsa consapevolezza sul valore del settore, emersa in modo evidente con il recente Piano strategico per il rilancio del turismo (vedi notizia correlata a fondo pagina), nel quale "al congressuale - ha detto Sciatà - sono dedicate poche righe malgrado contribuisca per il 24% al fatturato globale».

