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Celebrazione - ricorrenza

Torino Convention Bureau, dieci anni da festeggiare e un futuro da costruire

Consuntivi e progetti per Torino Convention Bureau, che ha spento dieci candeline tra festeggiamenti e momenti istituzionali. Il CB guarda alla meeting industry con la prospettiva di accrescere la competitività della destinazione. All’ordine del giorno, la fusione con Turismo Torino e Provincia, mentre si auspica la costruzione di un centro congressi di nuova generazione.

Torino Convention Bureau ha festeggiato il suo decennale con un evento che ha previsto un party serale (vedi notizia correlata) il 10 giugno scorso e, il giorno seguente, un convegno dal titolo ‘Meeting industry a Torino: la global experience dei Convention Bureau per crescere ancora’ presso il centro congressi Torino Incontra.

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(Foto: G. Minozzi)

Con l’intervento di ospiti e personalità istituzionali, il convegno è stato l’occasione per fare il punto sul settore della meeting industry a Torino e su come la città si sta attrezzando per competere a livello nazionale e internazionale con le altre destinazioni. “Negli ultimi dieci anni Torino si è trasformata - ha dichiarato Alessandro Altamura, assessore al Turismo Città di Torino -. Il Convention Bureau è stato ed è motore di sviluppo, anche e soprattutto considerando l’indotto generato dal congressuale sulla città e sul territorio. Il settore del turismo va difeso con le unghie, e a riprova di ciò posso confermare che non abbiamo toccato un euro nei bilanci, neppure nel congressuale”.
“In questi dieci anni - ha proseguito Livio Besso Cordero, presidente Torino Convention Bureau (al centro nella foto sopra) - abbiamo ottenuto importanti risultati, soprattutto per la città, e finalmente si è capito che il turismo è, a tutti gli effetti, un settore professionale”.
Il consuntivo del Torino Convention Bureau nel periodo 2000-2010 parla di oltre 200 congressi acquisiti, 127.000 partecipanti, 400.000 presenze e più di 185 milioni di euro di indotto stimato. “Nel 2009 - ha aggiunto Besso Cordero- abbiamo superato l’anno olimpico per numero di presenze. La sfida di oggi è quella di mettere insieme Turismo Torino e Provincia con Torino Convention Bureau, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e avere un’unica struttura e un’unica strategia”.

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(Foto: G. Minozzi)

Non sono mancati gli accenni al tanto atteso Convention Bureau Nazionale, sia da parte di Besso Cordero che da parte di Paolo Zona (nella foto sopra insieme a Marcella Gaspardone, direttore Torino CB). “Oggi gli sforzi vanno messi a sistema - ha precisato il presidente di Federcongressi -. Negli ultimi mesi pare ci sia stata un’accelerazione verso la costituzione del Convention Bureau Nazionale. Si tratta di un obiettivo irrinunciabile per gli operatori, perché per il brand Italia non bastano più gli sforzi delle singole associazioni” “Il Convention Bureau Nazionale - ha confermato Ado Sattanino, della Struttura di Missione per il Rilancio dell’Immagine dell’Italia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - è una priorità per il Ministro del Turismo”.

Tra le priorità del Torino Convention Bureau, invece, si pone la costruzione di una nuova struttura congressuale capace di potenziare l’offerta della destinazione e di competere con gli altri grandi centri congressi. In virtù della consolidata collaborazione tra Torino e Rimini, il convegno del decennale ha ospitato la testimonianza di Convention Bureau della Riviera di Rimini, che, per voce del suo direttore Stefania Agostini (a destra nella foto sotto), ha annunciato la data dell’inaugurazione del nuovo Palazzo dei Congressi, ovvero l’11 settembre 2010; data che non spaventa i vertici del CB, ma che anzi è stata assunta come “sfida”, come ha precisato Agostini.

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(Foto: G. Minozzi)

Il CB della Riviera di Rimini gestirà il nuovo Palacongressi con l’obiettivo, entro il 2014, di triplicare il numero degli eventi, delle presenze e, di conseguenza, del fatturato. Il congressuale rappresenta per Rimini una risorsa importantissima, il cui indotto stimato nel 2009 si aggira intorno ai 357 milioni di euro. Ma non solo: nello stesso anno la destinazione ha visto 2,5 milioni di presenze, oltre 7.000 eventi.
I numeri ben giustificano la necessità di un nuovo Palazzo dei Congressi, che ha un costo di 95 milioni di euro più il valore dell’area e alla costruzione del quale il CB contribuisce economicamente. Nello specifico, di questi 95 milioni 69 saranno pagati con il rendimento dell’attività di Rimini Fiera (a cui fa capo il CB della Riviera di Rimini), con il canone di affitto del CB riminese e con le royalty degli alberghi. Questi ultimi si impegnano per 25 anni a versare il 10% su ogni notte trascorsa nelle proprie strutture da congressisti della nuova location. “Questo dimostra - ha concluso Agostini - la forza del ‘fare sistema’ di tutto il territorio e di tutti gli operatori coinvolti”.

Chiara Pozzoli