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Havas Creative Network Italy accelera sulla crescita: integrazione, nuovi talenti e AI al servizio della creatività. Tonini: «Il futuro è un equilibrio tra passato, potenzialità tecnologiche e realtà umana»

La manager racconta la nuova fase del gruppo, tra un modello organizzativo sempre più integrato, l’ampliamento delle competenze e il rafforzamento della squadra. Al centro anche l’evoluzione dell’offerta, il ruolo dell’intelligenza artificiale e la necessità di costruire per i brand relazioni più rilevanti, diversificate e durature con i propri pubblici.

Nuova sede, nuovi clienti, nuovi talenti e un’offerta sempre più integrata.  Havas Creative Network Italy attraversa una fase di forte crescita e trasformazione, puntando sull’integrazione tra creatività, strategia, eventi, PR, produzione e tecnologia.

A fare il punto è  Caterina Tonini, CEO di Havas Creative Network Italy e co-founder & CEO di Havas PR Milan, che descrive un mercato italiano particolarmente dinamico all’interno del network internazionale.

«È un anno molto importante, come credo sia un anno altrettanto importante per il nostro settore. Tante trasformazioni, molti cambiamenti», spiega Tonini. E proprio in un mercato in rapida evoluzione, la strategia di Havas Italia parte da un ritorno ai propri valori distintivi:  persone, creatività e integrazione delle competenze.

 

Una crescita costruita sull’integrazione

La nuova sede di via Crocifisso a Milano rappresenta concretamente questa strategia: riunire sotto lo stesso tetto le diverse competenze del network, superando la frammentazione tra discipline e favorendo un modello di lavoro ibrido, tra presenza e smart working.

«Abbiamo deciso di puntare fortemente su quello che è il nostro DNA, da sempre molto attento al valore umano», racconta Tonini. Un modello che sembra incontrare le esigenze delle aziende, sempre più orientate verso  progetti integrati, nei quali creatività, advertising, PR ed eventi possano essere concepiti insieme.

Elemento centrale di questo modello è la scelta di avere  un unico reparto strategico  al servizio delle diverse practice. «Quando studi una campagna devi già pensare che questa campagna potrebbe diventare qualcosa d’altro, toccare diversi touchpoint e offrire alle aziende la possibilità di ampliare il raggio d’azione».

 

Nuovi clienti e nuovi asset

La crescita passa anche dall’acquisizione di nuovi clienti. Tra i progetti citati da Tonini figurano Amadori, attualmente on air, il recente Il Mio Brodo/Star, e Medicilio, Madrigal pharma, Enerzona, i mondiali di Kings League 2026, Tenacta Group Brand Imetec Bosch Mobility per PR e comunicazione integrata, e Metro C per progetto creativo di racconto delle cesate delle 6 nuove stazioni della Metropolitana di Roma

«Riteniamo che la creatività si debba basare fortissimamente sulla conoscenza della cultura di un Paese, di un territorio e di un target». ha sottolineato la manager.

Parallelamente, Havas sta ampliando la propria offerta attraverso nuovi asset. In Italia è stata lanciata  Shortcut Havas, la società di eventi del gruppo, con una particolare focalizzazione su creatività, tecnologia ed execution, soprattutto nei mondi del lusso, della moda e del design.

A completare l’ecosistema c’è POP Studios, hub produttivo dedicato ai contenuti e ai nuovi formati, dai podcast ai vodcast, fino alla formazione e al media training.

L’obiettivo è chiaro: offrire ai clienti un ecosistema sempre più completo, capace di accompagnare un progetto dall’idea alla produzione e dalla dimensione fisica a quella digitale.

 

AI, acceleratore ma non sostituto della creatività

Al centro della trasformazione c’è inevitabilmente l’intelligenza artificiale. Ma per Tonini l’AI non deve essere considerata semplicemente una tecnologia destinata a sostituire il lavoro umano. «Non è una tecnologia di AI, è un  compagno di viaggio».

L’intelligenza artificiale diventa uno strumento per aumentare conoscenze e competenze, mentre il valore umano resta decisivo nella costruzione della creatività e della relazione tra brand e persone.

«Noi crediamo che ci debba essere un bilanciamento molto forte tra la potenzialità che ci viene data dall’intelligenza artificiale e la realtà umana».

Una visione che si lega direttamente al nuovo posizionamento internazionale di Havas, Growth Powered by Desire, fondato sull’idea che la crescita dei brand passi dalla capacità di generare desiderio e rilevanza, oltre la semplice funzionalità.

Secondo Tonini, infatti, circa l’84% dei brand presenta una rilevanza molto limitata per i consumatori. La sfida diventa quindi riaccendere il desiderio della marca attraverso creatività, emozione e capacità di costruire mondi nei quali le persone possano riconoscersi.

 

Talenti e leadership per la prossima fase

La crescita del network passa infine dalle persone. Havas Creative Network Italy ha continuato a rafforzare la propria squadra con nuovi talenti, tra cui Elena Karogeropoulos, entrata alla guida della Business Transformation.

«Non è facile per le aziende e non è facile per le agenzie trattenere e individuare i talenti», osserva Tonini, sottolineando la necessità di creare un ambiente nel quale i professionisti possano contribuire concretamente alla trasformazione del settore.

Una trasformazione che richiede anche un nuovo modello di leadership. «Un leader deve avere la consapevolezza di non avere tutte le risposte», afferma Tonini. Il suo compito è creare le condizioni perché le persone possano trovare nuove soluzioni, sperimentare e crescere.

È questa, in definitiva, la direzione di Havas Creative Network Italy: crescere attraverso l’integrazione, ampliare l’offerta, investire nei talenti e utilizzare l’AI come acceleratore, senza perdere il valore distintivo della creatività e della cultura.

Un modello che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici: la tecnologia cambia gli strumenti, ma sono ancora persone, idee e desiderio a costruire il valore dei brand.

Davide Riva