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Accatino (Filmmaster): "Al centro del racconto la disabilità non più come limite ma come un’armonia diversa che diventa bellezza in azione"

Assieme al presidente di Filmmaster, ai nostri microfoni completano il racconto della cerimonia di apertura, Adriano Martella, direttore creativo Filmmaster e il regista Marco Boarino.

Si intitola “Life in Motion” il concept creativo della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. Un’idea che nasce dal movimento inteso non solo come gesto atletico, ma come forza capace di trasformare la vita, la percezione della disabilità e il rapporto tra individuo e spazio.

A racontarlo ai nostri microfoni sono Alfredo Accatino, presidente e direttore creativo Filmmaster, Adriano Martella, direttore creativo Filmmaster e Marco Boarino, regista dell'opening ceremony che darà il via alle Pralimpiadi.

Il movimento è il filo conduttore dell’intero racconto scenico e trova la sua massima espressione nella sezione finale dello spettacolo, “Beauty in Action”, pensata come sintesi poetica del messaggio paralimpico. Al centro c’è una nuova visione della disabilità, non più letta come limite, ma come una disarmonia che può essere trasformata in un’armonia diversa, capace di dialogare con l’ambiente e con le persone.

Per raccontare questo equilibrio tra spazio e individuo, la cerimonia si sviluppa attraverso tre filoni artistici principali: arte, movimento e musica. Il linguaggio delle arti visive coinvolge figure di primo piano del panorama contemporaneo come Emilio Isgrò, tra i più importanti artisti italiani, il giovane Iago, molto seguito dalle nuove generazioni, e Marina Polla, mentre il movimento trova espressione nella danza grazie al contributo del coreografo Johan Bourgeois, noto per il suo lavoro sui limiti della fisica e della gravità. La musica, infine, diventa strumento di partecipazione e condivisione globale.

Proprio sul versante musicale nasce “Volare Together”, un contest internazionale che invita persone di ogni età e senza requisiti tecnici a partecipare alla creazione di una canzone collettiva: una reinterpretazione di Volare (Nel blu dipinto di blu). I contributi caricati online confluiranno nella tessitura musicale del grande finale della cerimonia, che unirà performance dal vivo e dimensione digitale, creando un abbraccio simbolico capace di superare i confini fisici.

La cerimonia di apertura paralimpica è concepita come una celebrazione della partecipazione, anche per chi non sarà presente fisicamente. Gli atleti paralimpici non saranno semplici spettatori: diventeranno parte integrante della scena, posizionati in platea e coinvolti attivamente nello spettacolo. Accanto a loro, un cast misto di performer con e senza disabilità rafforzerà l’idea di condivisione e inclusione.

Gli atleti assumeranno un ruolo centrale anche come narratori. La cerimonia darà voce a chi si troverà nei cluster e nei luoghi di gara, trasformando i loro racconti nella chiave narrativa capace di introdurre e spiegare il significato di ogni atto artistico. In questo modo, anche chi non sarà fisicamente presente potrà far parte dello spettacolo.

Il racconto dei valori paralimpici punta a evitare ogni forma di retorica. L’obiettivo è trasmettere emozioni autentiche attraverso le persone, mettendo al centro lo sport come fattore di cambiamento e superando sia l’approccio pietistico sia quello eroico. Gli atleti vengono raccontati semplicemente per ciò che sono: atleti, persone con e senza disabilità che condividono uno spazio e costruiscono insieme un’armonia.

Anche i segmenti protocollari saranno ripensati in chiave narrativa. L’issaggio delle bandiere, gli annunci ufficiali e i momenti istituzionali non saranno passaggi formali, ma parti integranti del racconto, affidate a protagonisti scelti per il loro valore simbolico e per la capacità di dare senso e profondità ai messaggi dei Giochi.

La cerimonia di apertura paralimpica di Milano Cortina 2026 si propone così come uno spettacolo capace di unire arte, sport e partecipazione, offrendo uno sguardo nuovo sul mondo della disabilità e degli sport paralimpici, e mostrando come, attraverso il movimento, sia possibile cambiare non solo la scena, ma anche il modo di guardare il mondo.