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AssoC: Costa nuovo presidente. Più credibilità al comparto e filo diretto con UPA
Una figura forte, un manager rappresentativo, la cui candidatura è stata caldeggiata dal Comitato dei Saggi composto dai tre past president Enrico Montangero, Marco Testa e Diego Masi, convinti che l'associazione richieda una figura di peso nel panorama della comunicazione e in particolare delle agenzie, per fronteggiare una fase così delicata per il mercato dell'advertising.
Manager di formazione anglosassone e con una vasta esperienza internazionale alle spalle, Costa raccoglie il mandato da Diego Masi, (ora presidente di Confindustria Knowledge), che ha guidato AssoC negli ultimi tre anni. "Ho traghettato l'Associazione in una tempesta consegnandola integra nelle mani da Costa - ha commentato Diego Masi in conferenza stampa - con la consapevolezza che, placata ma non del tutto esaurita la tempesta, il nuovo presidente riporterà l'Associazione ad essere un punto di riferimento fondamentale per il mercato e l'industria della comunicazione".
Un'elezione attesa, quella di Costa, essendo l'unico candidato al timone dell'organismo associativo. Una nomina che assegna al manager un incarico impegnativo, quello di dare il via a un nuovo corso per l'Associazione, seguendo la logica dell'evoluzione e non della rivoluzione, come dichiara lo stesso ai microfoni di ADVexpress tv. Mettendo a disposizione degli associati la propria esperienza maturata a livello internazionale a capo della holding Wpp, precisando, però che "Wpp non trae alcun vantaggio da questa nomina". "Ho intenzione di dedicare al nuovo ruolo grande energia - ha sottolineato Costa - a patto di non cadere nella solita sceneggiata all'italiana".
Due gli obiettivi prioritari del nuovo mandato presidenziale di Costa: ridare all'associazione e al comparto della pubblicità una rappresentanza forte e maggiore credibilità e autorevolezza professionale sul mercato; creare un legame forte con UPA per affrontare insieme le questioni più urgenti, dalle gare, alla formazione dei consulenti, alla ridefinizione del sistema Audi. Ma per farlo, servono regole nuove, condivise, che riconoscano dignità al settore e il giusto valore alla professionalità delle agenzie, come accade negli altri Paesi europei, dove anche i clienti italiani rispettano le regole di quei mercati. "Una strada imprescindibile da seguire - dice Costa - altrimenti tanto vale rinunciare".
"Sono convinto che in una fase critica per il mercato, debba essere riaffermato il ruolo centrale della consulenza e della comunicazione, scaduto negli ultimi decenni in seguito ad atteggiamenti egoistici e politiche scorrette da parte delle stesse agenzie; ma nei rapporti tra aziende e agenzie vanno ridefinite le regole del gioco" ribadisce Costa.
Cominciando proprio dalla regolamentazione delle gare e dalla remunerazione, in cima alle priorità del neo presidente, che sul tema propone l'adozione nel nostro Paese della figura di un advisor, sul modello inglese, come consulente super partes che affianchi aziende e agenzie nei processi di gara. In modo che ogni gara venga retribuita in maniera adeguata e proporzionale sia all'investimento delle aziende su marche e prodotti, agli sforzi delle agenzie partecipanti.
Quali allora i primi impegni del nuovo presidente? Un confronto costruttivo con Upa sulle questioni comuni, cominciando da un corso di formazione per gli advisor tenuto da David Wethey, consulente storico per la ricerca di agenzie di comunicazione in Inghilterra. E un incontro conoscitivo con la nuova squadra formata in Associazione, con cui condividere e discutere le priorità da affrontare. Oggi, infatti, è stato eletto il nuovo Direttivo (leggi news).
E ancora, focus sulla selezione in modo che solo i migliori professionisti possano entrare a far parte delle imprese associate ad AssoComunicazione e una disciplina che imponga agli associati il rispetto del Codice Deontologico vigente che indica i corretti criteri di concorrenza leale.
Costa dichiara inoltre il proprio impegno nel far rientrare in associazione le strutture che nel corso degli anni sono uscite, da McCann a Euro Rscg, a Saatchi&Saatchi, ma anche le sigle italiane e indipendenti, come Casiraghi Greco&.
Anche le stesse agenzie dovranno cambiar pelle per affrontare la difficile situazione economica del Paese e adeguarsi al cambiamento in atto nel mercato. Ma come? "Professionalizzandosi, - risponde Costa - ovvero rinnovando modelli organizzativi e scegliendo figure manageriali con backgroud internazionali, come hanno fatto in questi anni molte aziende italiane, cresciute da imprese familiari ad aziende multinazionali". Un modello da seguire per le agenzie, per poter tornare ad essere i maggiori referenti anche per i grandi clienti internazionali, come lo erano un tempo le più grandi agenzie di comunicazione.
Parlando della comunicazione, Costa pone l'accento sui grandi cambiamenti in atto in questo scenario, dove la pubblicità non rappresenta più la variabile principale nel business delle agenzie, mentre cresce il peso del media, delle ricerche e soprattutto del digitale, che permea ogni aspetto della quotidianità, sebbene in Italia, diversamente dall'estero, sia più un argomento di conversazione che una realtà concreta. La sfida, per le agenzie, si gioca quindi nella capacità di porsi ai clienti come consulenti globali di comunicazione in grado di offrire, in maniera trasversale a tutte le discipline e ai settori merceologici, un mix variegato di discpline, dalla creatività tradizionale al digital, al direct marketing al branding alle rp. Recuperando quella credibilità che da tempo manca al comparto.
Una grande occasione, in questo senso, sia per le agenzie che per il Paese, sarà l'Expo 2015, un treno sul quale tutto il sistema Italia dovrà viaggiare per poter tornare a contare sullo scacchiere mondiale.
Elena Colombo

