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Cagnetta: La crisi, questione di tagli. Si salva chi investe nel nuovo
Intervistato in occasione dell’acquisizione di un nuovo cliente, Sodastream, e a pochi giorni dalla vittoria della gara TotalErg, Valentino Cagnetta, Ad Media Italia, spiega ad ADVexpressTV cosa pensa del mercato della comunicazione e dell’impatto della crisi sul settore.
Una crisi che definisce strutturale, in cui le richieste di crescenti ricavi imposte dalle logiche finanziarie ha costretto centri media e agenzie a continue politiche di tagli, di costi e professionisti, portando a un progressivo indebolimento delle stesse soprattutto nell’offerta ai clienti, con conseguenti tagli anche nelle remunerazioni.
Un circolo vizioso che ha risucchiato soprattutto le agenzie creative, mentre i centri media, investendo in misurazioni, strategia e in nuove competenze provenienti dal digitale, hanno saputo salvaguardare con più attenzione il proprio valore, investendo in nuovi servizi che consentono più potere nelle trattative con i clienti.
Sul tema della remunerazione, Cagnetta concorda con il modello proposto da Giuseppe Usuelli, ad McCann Erickson Italia, comprendente una base fissa e una variabile, intorno al 50% della parte fissa, basata sui risultati, purchè, dichiara, la parte fissa sia ben solida e non vi siano difficoltà nella verificabilità dei risultati. Difficilmente per l’ad si tornerà ai margini di un tempo, ma lavorando bene arriveranno i successi.
Infine, il tema delle gare: troppo lunghe e costose secondo Cagnetta, che preferisce new business per acquisizione diretta, consapevole che una strategia di questo tipo porta a una collaborazione di più lungo periodo. Intanto il 2010 per Media Italia si è chiuso con una crescita a doppia cifra e il 2011 è iniziato con due nuovi clienti.
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Una crisi che definisce strutturale, in cui le richieste di crescenti ricavi imposte dalle logiche finanziarie ha costretto centri media e agenzie a continue politiche di tagli, di costi e professionisti, portando a un progressivo indebolimento delle stesse soprattutto nell’offerta ai clienti, con conseguenti tagli anche nelle remunerazioni.
Un circolo vizioso che ha risucchiato soprattutto le agenzie creative, mentre i centri media, investendo in misurazioni, strategia e in nuove competenze provenienti dal digitale, hanno saputo salvaguardare con più attenzione il proprio valore, investendo in nuovi servizi che consentono più potere nelle trattative con i clienti.
Sul tema della remunerazione, Cagnetta concorda con il modello proposto da Giuseppe Usuelli, ad McCann Erickson Italia, comprendente una base fissa e una variabile, intorno al 50% della parte fissa, basata sui risultati, purchè, dichiara, la parte fissa sia ben solida e non vi siano difficoltà nella verificabilità dei risultati. Difficilmente per l’ad si tornerà ai margini di un tempo, ma lavorando bene arriveranno i successi.
Infine, il tema delle gare: troppo lunghe e costose secondo Cagnetta, che preferisce new business per acquisizione diretta, consapevole che una strategia di questo tipo porta a una collaborazione di più lungo periodo. Intanto il 2010 per Media Italia si è chiuso con una crescita a doppia cifra e il 2011 è iniziato con due nuovi clienti.
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