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Caiazza (S&S): il nostro approccio? Buone idee e sinergia con le sigle 'cugine'
Sono stati diffusi ieri, 22 gennaio, i dati Nielsen relativi agli investimenti pubblicitari in Italia nei
primi 11 mesi del 2013 (leggi news). Il dato è piuttosto scoraggiante: il calo è ancora a doppia cifra e si attesta a -13%, mentre negli ultimi 3 anni i budget pubblicitari sono scesi complessivamente di oltre il 30%. In questo scenario, tuttavia, c'è anche chi dichiara performance positive: è il caso ad esempio di Saatchi & Saatchi che, come ha dichiarato Giuseppe Caiazza, Ad di Saatchi & Saatchi Italia e head of automotive business di Saatchi & Saatchi EMEA, in occasione del tradizionale incontro di inizio anno, nel triennio 2011-2013 ha visto il proprio business crescere di circa il 10%.
In particolare, dopo un 2011 a +5/6% e un 2012 in linea con il 2011, nel 2013 l'agenzia ha messo a segno un +4% circa, grazie al consolidamento delle relazioni con i clienti già esistenti e alle nuove acquisizioni. E' proprio di oggi, 23 gennaio, la notizia della vittoria della gara Peroni (leggi news), che si è aggiunta ad altri importanti clienti acquisiti lo scorso anno come Whirpool, Salmoiraghi & Viganò, Club Med, Novartis e Twinings. "Abbiamo vinto una gara al mese", ha sottolineato orgoglioso Caiazza.
Ma, come ha sottolineato lo stesso manager, il 2013 è stato un anno da ricordare anche a livello creativo. Saatchi & Saatchi Italia si è riconfermata per il terzo anno consecutivo come l'agenzia più premiata dall'Art Directors Club Italiano e ha conseguito altri eccellenti risultati come l'Oro e il Grand Prix all'Art Directors Club Europeo, 3 Leoni al Festival Internazionale della Creatività di Cannes che si sommano agli 8 Leoni vinti l'anno precedente, per un totale di 11 Leoni in 2 anni.
Un andamento che fa ben sperare anche per il 2014: come ha dichiarato Caiazza ai microfoni di ADVexpressTv, quest'anno il manager si aspetta che il mercato dell'advertising chiuda 'flat' o comunque con un calo degli investimenti in advertising a una sola cifra, mentre per l'agenzia di cui è a capo ipotizza risultati positivi. Una situazione che non rende necessari drammatici tagli al personale, operazione che sono state invece costrette a fare altre strutture operanti in questo mercato.
Dunque la (buona) creatività paga ancora? Sicuramente, come ha affermato l'Ad di Saatchi &
Saatchi Italia ai nostri microfoni, le buone idee portano ancora risultati in termini di business.
Soprattutto se a portarle avanti sono le persone giuste. Proprio per questo l'agenzia non esita a darsi da fare per accaparrarsi i migliori talenti presenti sul mercato. E se da un lato l'adv tradizionale resta il core business dell'agenzia, non bisogna dimenticare che a questo si affiancano altre discipline, come ad esempio l'analisi strategica. "Il punto di partenza sono sempre le idee, poi come queste vengono declinate è un fatto puramente esecutivo", ha spiegato Caiazza.
La parola chiave, anche all'interno del Gruppo Publicis, sembra essere integrazione. Come ha dichiarato Caiazza ai nostri microfoni, la gestione del business tra le strutture del Gruppo passa attraverso il gioco di squadra tra le diverse sigle del gruppo focalizzato sui singoli clienti.
Esemplare il caso di Toyota, cliente che S&S Italia segue insieme a ZenithOptimedia, per
garantire la migliore sinergia possibile.
Riflettendo sul mercato dell'advertising a un livello più generale, ricordiamo che Luca Lindner, presidente mondiale di McCann Worldgroup, ha dichiarato recentemente ai microfoni di
ADVexpressTv (leggi news) che le grandi aziende tendono sempre più a non avere più strutture di riferimento in tutti i mercati in cui operano, ma punti di riferimento strategici nelle città più importanti, ovvero San Paolo, Dubai, New York, Londra, Shanghai, Mumbai. Come pure, come sottolinea il country manager di Wpp Italia Massimo Costa (leggi news), un approccio multidisciplinare ai clienti, seguiti attraverso unit create su misura, può essere la chiave di successo per competere sui mercati.
Secondo Caiazza tuttavia anche l'Italia rimane un mercato importante anche per le aziende estere: basti pensare che Saatchi&Saatchi è hub di Enel per il Sud America e di Whirpool, e che a seguire Toyota, che ha sede a Bruxelles, sono tre creativi italiani, a dimostrazione del fatto che più che la collocazione geografica a contare siano proprio i talenti. Caiazza è invece d'accordo con Lindner nel dire che lo stato di salute di un'agenzia si misuri anche dal numero di clienti locali, poiché avere molti clienti locali significa poter contare su un posizionamento ben preciso sul mercato.
Inutile ribadire che il modo di fare comunicazione sta cambiando: come ha spiegato Caiazza ai
nostri microfoni, dopo essere entrata nell'area dello shopper marketing, digital e social hanno un peso sempre più rilevante nel fatturato dell'agenzia, tanto da aver spinto quest'ultima a prendere in considerazione l'acquisizione di un'agenzia digital: l'operazione, di cui al momento nulla di più è dato sapere, verrà conclusa a breve.
Riguardo alla tanto attesa fusione di Publicis e Omnicom, se prevarrà l'anima Publicis oppure
Omnicom, il manager non si sbilancia: "Non ho elementi per azzardare alcun tipo di previsione a riguardo - ha commentato -, non ci resta che aspettare per vedere quale sarà l'assetto definitivo".
Nel frattempo, guardando all'Italia, le agenzie del Gruppo Publicis si stanno preparando per
traslocare in una nuova sede, situata in viale Jenner, a Milano. Come ha anticipato Caiazza ai
microfoni di ADVexpressTv, si tratta di un'operazione a cui Saatchi & Saatchi non si è opposta e che dovrebbe realizzarsi entro la fine del 2014 o, al più tardi, all'inizio del 2015. D'altra parte un trasferimento di Saatchi & Saatchi, Leo Burnett, Publicis e forse anche di altre sigle in un unico stabile potrebbe avere ricadute positive, se non altro in termini di maggiore integrazione e di possibili sinergie. Anche se, come ha tenuto a precisare Caiazza, i tratti differenzianti delle varie sigle resteranno ben evidenti.
Per restare in tema di progetti futuri, l'incontro di questa mattina è stato anche l'occasione per
presentare i risultati di una ricerca realizzata da Saatchi & Saatchi per indagare come il Made in Italy e il Made in France vengono percepiti da statunitensi e cinesi. Da qui è nato lo spunto per un'innovativa proposta: la trasformazione del Made in Italy in Created in Italia con annesso il lancio di una campagna biennale di promozione della nuova denominazione, promossa da aziende e istituzioni (leggi news). Per ora si tratta solo di un'idea, ma Saatchi & Saatchi ne sta valutando la fattibilità con clienti e istituzioni: "Sarebbe bello se il progetto venisse davvero realizzato - ha affermato l'Ad di Saatchi & Saatchi Italia -, anche in vista di Expo 2015".
Serena Piazzi


