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Alex Bogusky: c'è un gorilla nella stanza ma nessuno lo vede!

Guarda su ADVexpress Tv l'intervista video ad Alex Bogusky, intervenuto all'Assemblea generale UPA 2010.  Nella stanza c'è un gorilla, anzi, almeno nove, ma non li vediamo: per il pluripremiato creativo di fama mondiale, i brand devono fare molta più attenzione a quanto sta accadendo sul fronte del digital, della trasparenza e della sostenibilità. Per evitarne i rischi e coglierne invece le molte opportunità.
Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire: per Alex Bogusky non c'è invece peggior cieco di chi non vuol vedere.
Creativo di fama mondiale ma ormai fuori dai 'giochi' dell'advertising dopo aver abbandonato la carica di 'agitatore creativo' della holding canadese MDC (proprietaria dell'agenzia Crispin Porter + Bogusky, dalla quale era peraltro già uscito tempo fa), Bogusky ha illustrato nel corso del suo intervento all'assemblea generale UPA i numerosi 'gorilla' che ci sono nella stanza ma che nessuno riesce a vedere (per la spiegazione della metafora è necessario guardare il video a questo link).

Nello scenario attuale della comunicazione di gorilla 'invisibili' ce ne sono molti, almeno 9, secondo Bogusky: nove tendenze che rappresentano al tempo stesso rischi e opportunità per le marche che sapranno aprire gli occhi e osservare con attenzione. Tutte e 9 fanno però riferimento ad alcuni grandi filoni: digital, trasparenza e sostenibilità.

Il gorilla del 'Super Io', per esempio, è quello che porta le persone a creare delle raffigurazioni virtuali di se stessi attraverso i social media, perché l'obiettivo di chi posta foto, notizie o video è quello di raccontare agli altri come è splendida la sua vita, le sue vacanze, i suoi figli... Un trend perfettamente compreso da Flip, che mentre gli altri produttori costruivano apparecchi sempre più complessi e sofisticati ha creato una videocamera semplicissima, il cui plus reale è quello di permettere a chi la adopera di postare immediatamente i suoi filmati sul social network che preferisce.

Altri gorilla sono quelli della 'Energy Economy' e dei 'Sistemi sostenibili', che per i brand vogliono dire molto più che 'fare la cosa giusta', trasformandosi in reali vantaggi competitivi. Un modo per conquistare la fedeltà delle persone anche oltre gli atti di acquisto: per esempio facendole 'lavorare' volontariamente e gratuitamente per la marca chiedendo loro idee su come cambiare il prodotto o servizio (come hanno fatto Starbucks o Walmart).

Riferiti al digital sono i gorilla della 'Digital Workforce' e del 'Super Noi'.
Nel primo caso si tratta di rendersi conto che le nuove tecnologie hanno dato un enorme 'potere' ai propri dipendenti: da un lato il video girato da un ragazzo che lavora nella più grande catena USA di pizzerie con consegne a domicilio (Domino's) - nel quale mette in mostra una serie di schifezze nella preparazione di una pizza - postato su YouTube ha fatto perdere alla catena il 10% del suo fatturato in un solo giorno; dall'altro i negozi di elettronica Best Buy mettono a disposizione di tutti i clienti attuali e potenziali l'esperienza e conoscenza dei propri commessi (la Twelpforce) attraverso Twitter, trasformandoli in un customer service senza eguali (idea che è valsa all'agenzia Crispin Porter + Bogusky il Grand Prix di Titanium all'ultimo Festival di Cannes).
Nel caso del 'Super Noi', applicazioni e piattaforme come Foursquare stanno ricanalizzando l'attenzione delle persone coinvolte dai social network virtuali sulle community reali, fisiche, localizzate.

Gli ultimi gorilla di cui ha parlato Bogusky sono quelli relativi alla 'Nutrizione' (il problema dell'obesità e del diabete che minaccia le nuove generazioni, la necessità di chiarezza e trasparenza sugli OGM, che negli USA non sono obbligatoriamente indicati per legge sulle confezioni), al 'Movimento delle persone' (per trovare alternative ai trasporti su auto e al traffico che congestiona le grandi città, che costano miliardi di dollari in tempo sprecato) per finire con il 'Nowness', l'ora e adesso: perché internet si sta trasformando da grande library di contenuti a momento da vivere al presente: non più (solo) condivisione di documenti e informazioni, ma esperienza di ogni genere di evento da provare in tempo reale.

Tommaso Ridolfi