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Editoriale

Cappuccino & Cornetto. Aridatece er dejà vu

Nella sua rubrica quotidiana, Marco Ferri riflette su una ricerca condotta presso il Massachusetts Institute of Technology sull'effetto del dejà-vu, e sul 'visto e rivisto' degli avvenimenti verificatisi nelle ultime 48 ore: "Uno vorrebbe che lo cose fossero diverse, ma invece appaiono sempre uguali".

Il dejà-vu nascerebbe da una 'interferenza' tra alcuni neuroni deputati a rievocare luoghi e esperienze somiglianti, ma diverse tra loro.
Tale meccanismo è stato scoperto in uno studio diretto dal Nobel per la Medicina 1987 Susumu Tonegawa del Massachusetts Institute of Technology a Boston.

Secondo la ricerca in una regione dell'ippocampo si crea una sorta di 'stampa fotografica' di ogni luogo visitato, utile per riconoscere differenze tra luoghi simili.

Sarà. Questo però non spiega perché uno vorrebbe che lo cose fossero diverse, ma invece appaiono sempre uguali.

Nelle ultime 48 ore avremmo voluto le cose fossero leggermente diverse, e invece: il G8 non ha deciso niente di nuovo, Bush a Roma ha fatto le solite gaffes, Prodi non detto niente di niente, le rispettive signore hanno circolato del più e del meno, che le donne si sa devono stare al posto loro, Berlusconi ha preso solo un caffè e l'ha raccontato in tv ( e dove, se no?!), quattro gatti a Piazza del Popolo, più una volpe al bar, Cossiga. Più poliziotti che manifestanti tra piazza Esedra a Piazza Navona, con la pantomima finale di scontri, tipo comiche finali dei film alla ridolini. Roma blindata: lo spiegamento di forze è riuscito a fare ingorghi di 8 vetture e sei- sette motorini nelle vie laterali, che quelle principali erano piene di poliziotti, come in una fantascientifica ora di punta.

Magari avessimo avuto un bel dejà-vu. Manco quello.

Beh, buona giornata.