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Editoriale

Cappuccino & Cornetto. Scoppiare di salute

Nella sua rubrica quotidiana, Marco Ferri riflette sulla tragica morte di un corridore della Maratona di Chicago. "Vogliamo fermarci un attimo, non solo per riprendere fiato, magari anche per capire che i primi a pagare il conto di quello che stiamo combinando al clima del nostro pianeta siamo proprio noi esseri umani?".

Correre, fare moto, praticare lo jogging fa bene? No. Alla Maratona di Chicago c'è stato un morto, 350 ricoverati, oltre 10 mila concorrenti si sono ritirati.

Il combinato disposto tra l'inquinamento atmosferico e l'ondata di caldo, con umidità all'85% è calato come una mannaia su i 35 mila partecipanti alla maratona.

Pare che la stessa polizia della "città del vento", come gli americani chiamano Chicago abbia tentato di sospendere "in corsa" la corsa. Ma non si è fermato nessuno, tranne il defunto, i 350 ricoverati e 10 mila ritirati.

E la festa dello sport popolare e di massa, assurto al simbolo della salute, della ragione per cui è giusto e accettabile il blocco della circolazione delle auto; lo sport più semplice e allegro del mondo, pacifico e non competitivo, se non per i professionisti della corsa, che però partono e corrono mescolati tra la folla; insomma la corsa, il simbolo dell'ecologia, equa e solidale, che consiste nel correre insieme e spensierati, vecchi e bambini, donne e uomini, ricchi e poveri si è trasformata in una ecatombe, in una folle corsa verso un disastro.

Il nome del keniano che ha tagliato il traguardo fa meno notizia del malore mortale dell'americano che si è accasciato sul rovente asfalto della città di Chicago.

La maratona di Chicago è una tragica metafora dei nostri giorni: stiamo correndo a perdi fiato sulle strade di un pianeta che stiamo distruggendo.

Vogliamo fermarci un attimo, non solo per riprendere fiato, magari anche per capire che i primi a pagare il conto di quello che stiamo combinando al clima del nostro pianeta siamo proprio noi esseri umani?

E, come proprio la legge del contrappasso vuole, il conto è arrivato proprio di domenica, mentre in calzoncini e scarpe da ginnastica, sudati e felici, stavano correndo tutti insieme verso il baratro. Beh, buona giornata.