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Editoriale

Cappuccino&Cornetto. Sordi e sordidi

Nella sua rubrica Marco Ferri riflette sul diffuso difetto della sordità . "Quando non si sente il bisogno di cambiare, la sordità diventa cronica: infatti, siccome pare che a nessuno venga il sospetto che è giunto il momento di sturarsi le orecchie e ascoltare attentamente i cambiamenti, la pubblicità italiana è ridotta in uno stato terminale".

Una anziana signora di Roma ha vinto la causa davanti al Giudice di Pace, che ha deciso di revocare la multa per la contravvenzione alle norme che vietano di usare il telefono mobile alla guida di un autoveicolo. La notizia è stata riportata da www.ilmessaggero.it , che ci dice anche il perché la multa è stata ritenuta ingiusta e ingiustificata: la signora è sordomuta, quindi fisicamente impossibilitata all'uso del telefonino, men che meno alla guida del sua auto.

Mi pare una allegoria dei tempi che corrono. La signora alla guida del Ministero dell'istruzione non ha voluto ascoltare le mille voci che chiedevano il ritiro del decreto legge che passerà alla storia col suo nome, tanto per fare un esempio di stretta attualità. Ma la sordità sembra essere un difetto molto diffuso.

Sordi ai cambiamenti del comportamento dei consumatori, molti investitori continuano a ritenere la tv il totem di tutta la comunicazione pubblicitaria, invece che mettere in campo tutta la filiera della comunicazione commerciale.

Sorde ai tempi che cambiano, molte agenzie di pubblicità continuano a far largo uso di testimonial, invece che di buone idee.

Sorda alla pluralità dei linguaggi moderni, la nostra tv sforna palinsesti decotti: saranno meno "ansiogeni" come chiede qualcuno, di sicuro appaiono sempre più inefficaci, sia agli ascolti che al successo delle marche e dei loro prodotti, come dimostrano i pesanti cali dei consumi.

Dice: ma c'è la crisi. Infatti, sorde alle reali preoccupazioni legate allo sfavorevole ciclo economico, le agenzie di pubblicità italiane hanno dimenticato il valore della creatività, unica leva in grado di stimolare l'attenzione verso le marche.

Sordi ai fondamentali dell'advertising, i manager della pubblicità sono più creativi a tagliare che a investire nelle idee, dimenticando che la crisi è da sempre il terreno favorevole all'innovazione.

Ma loro, appunto, sono sordi, da quest'orecchio non ci sentono da tempo, da prima dell'attuale crisi.

Loro sono sordi, ma il mercato ci sente e ci vede bene. Infatti continua a punirli, tagliando i budget previsti in comunicazione per il prossimo anno. Ma loro, siccome sono sordi, fanno finta di niente, dicono che va tutto bene, rilasciano dichiarazioni roboanti, vantano acquisizioni, millantano solide relazioni con i clienti, inventano comunicati stampa surreali, mentre a casa affilano le lame dei tagli del personale. A forza di essere sordi, si diventa sordidi.

Quando non si sente il bisogno di cambiare, la sordità diventa cronica: infatti, siccome pare che a nessuno venga il sospetto che è giunto il momento di sturarsi le orecchie e ascoltare attentamente i cambiamenti, la pubblicità italiana è ridotta in uno stato terminale. Beh, buona giornata.