Editoriale

Editoriale. Caso Barilla: La rete accetta e Zalone chiude con ironia

 L’intera vicenda mette ancora una volta in evidenza il ruolo e la responsabilità dei comunicatori, salvo poi essere sistematicamente ignorati nelle scelte politiche ed economiche che riguardano l’intero sistema della comunicazione
Sul recente caso Barilla è stato scritto e detto quasi tutto. Si sono mossi premi Nobel, sociologi, politici, opinion maker di diversa natura e provenienza, esperti di comunicazione. Ma, soprattutto, si è mossa la rete che ha commentato, giudicato, condannato e, infine, assolto. Interessante notare, infatti, che le migliaia di commenti al video riparatore di Guido Barilla (leggeteli sui vari siti di informazione) vadano per lo più nella direzione di un sostanziale accoglimento delle scuse e che tutta la vicenda, alla fine, non sembra debba nuocere più di tanto dal punto di vista commerciale e di reputazione. Anzi, forse ha dato qualche stimolo, e suggerimento, in più alle agenzie e agli strateghi della comunicazione dell’azienda parmense. 

Di oggi l’ultima chicca dell’immenso Checco Zalone: la nuova versione degli ‘Uomini sessuali’, tratta dal film record di incassi per il cinema italiano ‘Cado dalle nubi’ (2009) e utilizzata come promo per il lancio del nuovo film ‘Sole a Catinelle’, in uscita il 13 di ottobre. Un’esecuzione esilarante di un minuto postata sul proprio profilo Facebook, e subito ripresa da tutti i siti di informazione, dal Corriere della Sera e Repubblica in giù. Un video che già spopola in rete e che ha dato un grande aiuto all’azienda di Parma per ‘sdrammatizzare’ una caduta di stile, una inammissibile gaffe o un atto di sincerità politicamente scorretto , a voi la scelta.

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Quello che da operatore della comunicazione mi interessa sottolineare è un aspetto che quasi nessuno ha rimarcato: ossia che la pubblicità, nel bene e nel male rimane un punto di riferimento fondamentale nell’evoluzione della società e, pertanto, ha una grandissima responsabilità. Proprio per questo motivo è ancora più sorprendente come i comunicatori, vuoi anche per la frammentazione e la litigiosità dei propri rappresentanti istituzionali, non vengano mai interpellati nei momenti e nelle sedi in cui si prendono decisioni importanti relative allo sviluppo delle infrastrutture per la comunicazione, l’agevolazione economica e fiscale per le imprese che lavorano nella comunicazione, o le problematiche relative ai contenuti stessi dei messaggi commerciali.
Insomma, si spara sul pianista soltanto quando sbaglia una nota ma non lo si considera quando è necessario comporre la musica. C’è di che riflettere.

Salvatore Sagone
Presidente ADC Group


(Sull’argomento, vedi anche la lettera di Fulvio Zendrini a Guido Barilla (leggi news) e la risposta a Zendrini da parte di di Giovanni Pagano (leggi news).