Csr

Sodalitas Day: il futuro è nella Sostenibilità

Fondazione Sodalitas ha festeggiato il suo 15° compleanno organizzando, oggi a Milano, un'intera giornata dedicata al tema della responsabilità sociale dell'impresa cui hanno partecipato aziende e istituzioni. Come spiegato dalla presidente Diana Bracco, lavoro, coesione sociale, ambiente e mercato saranno le 4 aree in cui la Fondazione continuerà a impegnarsi anche per il futuro.
Si è tenuto oggi, presso l’auditorium Assolombarda di Milano, il primo Sodalitas Day, incontro organizzato da Fondazione Sodalitas in occasione del suo 15° anno di attività. “L’impegno delle Imprese per un futuro sostenibile” è stato il tema dell'intera giornata di lavori, durante la quale sono stati presentati i risultati della prima ricerca realizzata da Gfk Eurisko sulle prospettive della Responsabilità Sociale nel nostro paese (ne parliamo diffusamente nella notizia correlata).

Dopo i messaggi di saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che ha voluto conferire a Sodalitas uno speciale premio di rappresentanza in occasione del compleanno della Fondazione -, e dell'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, il vicepresidente della Commissione Europea e responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, Antonio Tajani, ha osservato come “La strategia per la ripresa economica 'Europa 2020' riconosce la Responsabilità Sociale d'Impresa come parte integrante delle politiche a favore di una crescita sostenibile e di una maggiore e migliore occupazione. Due sfide che l'Unione Europea deve affrontare per salvaguardare il modello europeo di società, basato sulle pari opportunità, su un'elevata qualità di vita, sull'inclusione sociale e su un ambiente sano. Per questo convocherò per novembre la Conferenza europea degli stakeholder della CSR, e presenterò a inizio 2011 una nuova Comunicazione sulla CSR".

Al Sindaco di Milano, Letizia Moratti (nella foto a fianco insieme a Diana Bracco, presidente di Fondazione Sodalitas), il compito di sottolineare come oggi siano anche le istituzioni locali a creare responsabilità sociale, soprattutto “Quando semplificano le procedure, snelliscono la burocrazia, vigilano sui fenomeni di corruzione e illegalità, agevolano l’impresa e il lavoro, promuovono le pari opportunità”.
In particolare, ha ricordato il sindaco, Milano è già operativa in aree importanti: sul fronte dei giovani, dove il Comune ha investito 8 milioni di euro a fondo perduto creando 5 incubatori d'imprese che in 3 anni hanno già dato vita a oltre 70 nuove aziende in settori come l'Information Technology, l'energia, le biotecnologie, la moda e il design. A ciò si aggiungono le 1.000 borse di studio destinate ad attrarre in città nuovi talenti, con l'invito alle aziende aderenti a Sodalitas di sostenere tramite stage il loro percorso di studi.
In fondo, ha aggiunto, l'intero progetto Expo 2015 (il cui master plan è stato presentato proprio questa mattina, in contemporanea all'evento Sodalitas) si fonda proprio sullo sviluppo sostenibile, sulla qualità della vita e sull'inclusione sociale: “Istituzioni e imprese - ha concluso Moratti - sono chiamate a un'alleanza strategica per la crescita, proprio a partire dal tema della responsabilità sociale”.

Sostenibilità come valore differenziante dell'impresa

“In questi 15 anni, Sodalitas ha saputo diventare un qualificato interlocutore delle Istituzioni, comprese quelle europee, sui temi della responsabilità sociale - ha affermato Diana Bracco -, e proprio a loro desidero rivolgere un appello perché ci aiutino sostenendo la diffusione nel Paese delle buone pratiche di Responsabilità Sociale in modo che un numero crescente anche di piccole imprese possa realizzare iniziative di alto valore sociale”.
La via da seguire, ha ricordato, è quella del trattamento fiscale agevolato dei contributi destinati dalle imprese al nonprofit, allo sviluppo di processi produttivi a basso impatto ambientale, al miglioramento delle condizioni di salubrità degli ambienti di lavoro, alla formazione professionale dei dipendenti, e così via.

Per quanto riguarda Sodalitas - ha continuato -, il suo impegno si concentrerà soprattutto su quattro ambiti di attività prioritari: “Il mondo del lavoro, con un'attenzione particolare ai giovani, all’integrazione e alla diversità; l’inclusione e la coesione sociale, con un coinvolgimento più attivo delle imprese nella comunità; l’ambiente e la tutela delle generazioni future; il mercato, con la spinta verso una maggiore trasparenza nella relazione tra fornitori e clienti. In un mercato in cui i prodotti sono sempre più indifferenziati agli occhi dei consumatori, infatti, la diversità che il pubblico riconosce alle imprese capaci di trasmettere la cultura delle loro scelte sostenibili diventa un beneficio sempre più rilevante: un’impresa sostenibile e responsabile migliora la propria reputazione e accresce la propria legittimazione nel contesto in cui opera”.

Confindustria: leggi no, aiuti sì

Per Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, presente a Milano attraverso un messaggio video, “In una competizione globale che si farà sempre più forte e che vedrà probabilmente nei prossimi anni dettare l’agenda da paesi emergenti che sono ormai grandi potenze industriali - la Cina, l’India o altri - il tema della Responsabilità Sociale diventa sempre più strategico da una parte ma ancora più critico dall’altra, perché spesso noi dobbiamo competere con paesi che non hanno la minima attenzione verso temi fondamentali come il rispetto dell’ambiente e del lavoro. Questo significa che dobbiamo continuare a impegnarci su questi temi ancora di più”.

Operativamente, giorno per giorno, questo vuol dire affrontare temi importanti come la sicurezza del lavoro, la formazione e il maggior coinvolgimento dei lavoratori, l'ambiente, la legalità e il rispetto delle regole.
“Certamente, però, abbiamo anche bisogno di un supporto del Governo e delle altre Istituzioni - ha ribadito Marcegaglia -: servono meccanismi che attraverso la leva del fisco, attraverso la leva della formazione e della ricerca, aiutino tutto il sistema imprenditoriale italiano a fare questo passo in avanti, che è un passo fondamentale e che ci vede impegnati come Confindustria in prima linea. Il modo migliore per diffondere la cultura della RSI, infatti, non è imporre leggi ma scambiare buone pratiche ed esperienze, avendo la possibilità di sentire da chi professa la RSI come si può fare”.

TR