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Il Giorno festeggia 70 anni a Palazzo Bovara e presenta il nuovo editore Leonardo Maria Del Vecchio
Settant’anni di storia, informazione e impegno celebrati a Palazzo Bovara in occasione dell’anniversario de Il Giorno, storico quotidiano milanese fondato nel 1956.
Un evento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’informazione, dell’università, della cultura, dell’industria e dell’associazionismo per rendere omaggio a uno dei giornali che ha segnato la storia del Paese.
A guidare l’evento è stata Agnese Pini, che ha sottolineato il ruolo del quotidiano nel raccontare i cambiamenti della società italiana: “Settanta anni rappresentano non solo una ricorrenza storica, ma la responsabilità quotidiana di continuare a fare informazione con serietà, libertà e capacità di interpretare il presente. In questo percorso, Il Giorno resta un giornale profondamente legato alla sua città e, allo stesso tempo, aperto al mondo. Abbiamo parlato di sentimenti, valori, storia: elementi che costituiscono l’identità più autentica di un giornale. Ma ogni storia, per restare viva, ha bisogno anche della capacità di rinnovarsi, di interrogare il proprio tempo e di accompagnarne i cambiamenti con coraggio e visione. È questo lo spirito che oggi anima una nuova fase editoriale, incarnata da Leonardo Maria Del Vecchio".
Con queste parole la direttrice Pini ha presentato il nuovo Editore Leonardo Maria Del Vecchio, che ha rivolto un saluto agli ospiti presenti: “Più che un passaggio di proprietà, lo considero passaggio di testimone e di responsabilità civica verso il mondo dell'informazione, che negli ultimi anni non è stata ascoltata o canalizzata nei mezzi giusti, che deve essere libera ma certificata, che deve essere data da chi ha radici, dna. Un gruppo che oggi ho la fortuna di poter guidare verso il futuro. E il futuro non può prescindere dalla storia, abbiamo una grande responsabilità. La prima verso i giovani, che non hanno più la passione e le dita sporche di nero che dà la lettura del giornale. Io ricordo quando mio padre mi passava il giornale, ricordo cosa vuol dire sporcarsi le mani. Non si può contrastare l’evoluzione, non si può fingere che la carta stampata non sia più attraente per i giovani. Quello che dobbiamo fare è non adattarsi al modo di fare oggi comunicazione, perché oggi chi parla e si fa sentire di più è quello che fa più rumore, sui social media. lo scatto nel futuro non è cambiare l’editoria, ma portare l’editoria nel mondo di oggi, le radici territoriali e nazionali a disposizione delle nuove generazioni, ricordare loro che il giorno è il giornale di Mattei, il giornale in cui ha scritto fino agli ultimi momenti Aldo Moro. Vogliamo essere il punto di riferimento per i giovani che l'hanno perso, la storia evolve e noi evolviamo con essa”.
Andrea Riffeser Monti, presidente della FIEG, ha sottolineato il passaggio simbolico di consegne al nuovo Editore: "Oggi è una giornata storica: per noi è motivo di orgoglio sapere che esistono giovani, come Leonardo Maria Del Vecchio, che credono nell’importanza della corretta informazione e con passione decidono di investire per rivolgersi ai giovani. Nel Far West del mondo dell’editoria è fondamentale definire linee di comportamento, per rinsaldare il rapporto con le istituzioni e i cittadini, e riguadagnare la fiducia necessaria per tornare a credere a quello che leggono".
Nel corso della serata sono intervenuti il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Vice Presidente della Regione Lombardia Marco Alparone e l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini.
Beppe Sala, Sindaco di Milano ha dichiarato: "Vi guardo con ammirazione perché siete popolari, che è un valore importantissimo. L'altro è che siete profondamente territoriali, l'Italia è una, ma lunga, diversa, i territori vanno rispettati, compresi, pungolati. Settant'anni di lavoro ben fatti, è il momento di guardare avanti. Vi chiedo veramente di continuare a considerare Milano la vostra casa, dove troverete gli stimoli più importanti, dove avrete lavoro ed educherete la collettività. Denunciate le cose che non vanno, ma aiutate anche a trovare soluzioni".
Marco Alparone, Vicepresidente della Regione Lombardia ha aggiunto: "La forza del giornale è in quelle persone che hanno inseguito il sogno di fare giornalismo e che quotidianamente si occupano di portare avanti la redazione"
Un augurio anche dall’Arcivescovo di Milano Mario Delpini: "Ho una visione un po' romantica dei giornali, una volta si diceva 'servizio stampa'. Servizio mi pare un programma di lavoro e una responsabilità. Auguro a Il Giorno che continui a essere un servizio per la città e per i territori di cui parla”.
“Campanile, Gadda, Pasolini sono stati solo alcuni dei grandi che hanno scritto su questo giornale. Anche Primo Levi, che sul Giorno scriveva di fantascienza, ma anche di innovazione. - ha evidenziato il Presidente del Senato Ignazio La Russa, - L'Arcivescovo ha parlato di responsabilità e io sono d'accordo. I giornalisti devono essere responsabili di quello che scrivono. Il giornalismo de Il Giorno è da sempre di grande qualità. Un giornalismo vero e puro. Quando nacque, era la novità. Oggi spero possa andare avanti più forte di prima”.
“Serve un linguaggio fresco che possa rinnovare la comunicazione. Siamo in un momento di frontiera, ci confrontiamo con un mondo algoritmico che rende l'informazione più complicata e soprattutto senza volto. Noi siamo per un'informazione che ci mette la faccia. Fare l'editore oggi è un atto di grande coraggio". – ha affermato il senatore Alberto Barachini, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’informazione e all’editoria.
Il vicedirettore de Il Giorno Guido Bandera ha ricordato il profondo rapporto del quotidiano con Milano e con il territorio lombardo, sottolineando “la capacità del giornale di essere ogni giorno vicino alle persone e ai cambiamenti della città”.
Tra i passaggi più significativi della serata il dialogo tra Agnese Pini e Amalia Ercoli-Finzi, pioniera della ricerca spaziale italiana e prima donna laureata in ingegneria aeronautica in Italia. L’incontro ha attraversato i temi della scienza, dell’innovazione e del futuro, dal progetto Rosetta fino al rapporto tra ricerca e formazione universitaria.
Grande intensità anche nei reading di Alessandro Preziosi, che ha dato voce a testi di Italo Pietra e ai diari di Rainer Maria Rilke, accompagnando il pubblico in una riflessione sul valore della parola, della speranza e del giornalismo come strumento civile.
Hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, del mondo dell’editoria e dell’informazione, delle associazioni di categoria, dell’università, della cultura e dell’industria italiana.

