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Antitrust: sui contributi alle tv locali, criteri da rivedere

L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha espresso nei giorni scorsi alcune considerazioni sulle “problematiche di carattere concorrenziale” emerse nell’applicazione delle modalità di ripartizione dei contributi statali alle tv locali. Come già denunciato dal Comitato Radio Tv Locali, anche per l’Antitrust i criteri previsti per l’assegnazione dei benefici finiscono con il premiare “in modo maggiormente significativo le imprese che già realizzano fatturati elevati e che già dispongono di un consistente numero didipendenti”.
Il sistema di ripartizione dei contributi alle tv locali -e quindi delle graduatorie dei Corecom - va rivisto. L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha espresso nei giorni scorsi alcune considerazioni sulle “problematiche di carattere concorrenziale” emerse nell’applicazione delle modalità di ripartizione dei contributi statali previste dal DM 292/2004, riguardante il regolamento per la concessione dei benefici previsti a favore delle tv locali dall’art. 45, c.3, L.448/1998 e s.m.i.

Come già denunciato dal Comitato Radio Tv Locali, anche per l’Antitrust i criteri previsti per l’assegnazione dei benefici finiscono con il premiare “in modo maggiormente significativo le imprese che già realizzano fatturati elevati e che già dispongono di un consistente numero didipendenti”. “Le imprese televisive che realizzano fatturati più elevati - scrive l’Agcm presieduta da Corrado Calabrò (nella foto) -ottengono un significativo numero di punti aggiuntivi che contribuiscono ad elevare la posizione in graduatoria delle stesse e, di conseguenza, il contributo ad esse spettanti”.

Servono nuovi criteri equi ed in linea con l’evoluzione tecnologica. Come al tempo suggerito da questo Comitato, a tali criteri ne andrebbero aggiunti altri, quali la valutazione del tempo riservato dalle tv locali ai programmi informativi e l’innovazione tecnologica degli impianti di radiodiffusione televisiva eserciti. Tali criteri, infatti, scrive l’Agcm, consentirebbero di raggiungere l’obiettivo principale per cui era stato emanato il DM292/2004 “consistente nel sostenere ed incentivare l’esistenza e l’operatività di imprese televisive in ambito locale a tutela del pluralismo dell’informazione”.

Norme che favoriscono il gigantismo di pochirelegando al nanismo la maggioranza delle emittentiIl DM 292/2004 prevede l’attribuzione, in modo proporzionale, alle sole emittenti che rientranonel primo 37% della graduatoria predisposta dai Corecom Regionali dei 4/5 della somma totale stanziata, determinando disparità di trattamento. Per tale ragione, l’Antitrust ha proposto al Governo ed al Parlamento di modificare la normativa vigente, prevedendo che i 4/5 della somma totale vengano ripartiti, in modo proporzionale al punteggio ottenuto, tra tutte le emittenti presenti in graduatoria, in modo che la parte più ingente del contributo possa essere distribuito ad un maggior numero di imprese, mentre “la restante parte (il 20% diviso in parti uguali) potrebbe comunque continuare a sovvenzionare le emittenti presenti negli ultimi posti della graduatoria”.

Ha commentato così la decisione dell’Agcm il presidente del Comitato Radio Tv Locali: “E’ la dimostrazione della fondatezza della denuncia da noi avanzata all’Antitrust. Se si vuole guarirele tv locali dal nanismo imprenditoriale bisogna urgentemente rimettere mano al DM292/2004”.

MF