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Diritti di negoziazione. Assocomunicazione chiama a raccolta contro Levi. La freddezza di Upa e Fcp

La riunione della consulta delle centrali di AssoComunicazione di giovedì 13 settembre ha riportato alla ribalta il tema dei diritti di negoziazione. Il ddl Levi , aggiornato il 3 agosto, non tiene conto del documento condiviso elaborato da centri media, editori e aziende. Intanto Upa e Fcp fanno un passo indietro, appoggiando l'abolizione dei dn.

Continua con nuovi sviluppi il percorso (a ostacoli) del DDL Levi, che (come già spiegato su ADVExpress - vedi notizia correlata) affronta in maniera diretta la questione dei diritti di negoziazione prevedendone l'abolizione.

Penultima tappa, il 3 agosto, quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, ha depositato quella che è per ora l'ultima versione del suo ddl di riforma dell'editoria, senza le modifiche richieste dal documento elaborato e sottoscritto da AssoComunicazione, Upa e da una buona parte degli editori (tranne RCS Media Group). Il testo condiviso chiedeva che i diritti di negoziazione fossero riconosciuti e anzi legittimati dalla legge in una logica di massima trasparenza.

Il sottosegretario non ha dunque 'ascoltato' il documento, e nell'integrare l'ultima versione del testo del suo ddl si è piuttosto allineato al pdl di Renzo Lusetti (attualmente responsabile informazione della Margherita), "ostile" ai centri media.

Per completezza, ribadiamo che al ddl Levi e al pdl Lusetti, in materia di diritti di negoziazione si aggiunge il ddl Alessio Butti (favorevole ai centri media), che, essendo anch'esso stato riproposto, prosegue a sua volta l'iter parlamentare al Senato.

Ultima puntata, giovedì 13 settembre. La consulta delle centrali di AssoComunicazione, di cui è presidente Ernesto Pala, si è riunita ieri per fare il punto della situazione e definire la linea di comportamento da assumere.

Tra le prime scadenze messe in agenda dalla consulta dei centri media, quella di riavviare i contatti con Upa e con le concessionarie che avevano condiviso e sottoscritto il documento inoltrato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Ricardo Franco Levi.

Il colpo di scena, nel frattempo, è venuto da Upa, nel momento in cui il nuovo presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi, contattato da testate di settore ha spiegato che l'associazione è favorevole alla totale eliminazione dei diritti di negoziazione, e quindi concorde con le inidicazioni del pdl Lusetti e del ddl di Ricardo Franco Levi.

Upa, del resto aveva aderito al documento di AssoComunicazione sostanzialmente sul richiamo alla trasparenza che, sempre secondo quanto dichiarato da Sassoli, non può che passare attraverso l'eliminazione dei diritti di intermediazione. Nello stesso tempo Upa, ha dichiarato l'intenzione di venire incontro ai centri media, rivedendo anche i listini dei compensi e richiedendo che i tempi di adozione della nuova normativa siano adeguatamente più lunghi di quelli indicati.

Ultimo attore sulla scena, Fcp, che secondo quanto dichiarato dal presidente di Michele Muzii a testate di settore, dimostra una certa freddezza. Se il testo del progetto di legge resta com'è ora, semplicemente le concessionarie non pagheranno più i dn.