Interviste

Mark Read (WPP Group): “Troppo presto per valutare l’impatto della crisi Ucraina, ma fiducioso nonostante tutto. Con Coca-Cola un nuovo modello di relazione fra agenzia e cliente”

Nonostante ciò che sta accadendo in Ucraina, dove più di 200 persone lavorano per il Gruppo, e la forte spinta al rialzo dell’inflazione, in un’intervista rilasciata a Campaign il giorno stesso dell’esplosione del conflitto, al termine della presentazione dei risultati preliminari della holding per il 2021, il Ceo Mark Read si dichiara ottimista per il 2022, prevedendo una crescita del +5% e l’assunzione di 4.000 nuovi addetti. Anche grazie alla nuova partnership con Coca-Cola per tutte le attività di marketing, che sta dando vita a un nuovo modello per il futuro dei rapporti fra clienti e agenzie.

Dopo la perdita del -8,4% registrata nel 2020, WPP Group ha chiuso il 2021 con una crescita organica del +12,1% e un business di 12,8 miliardi di sterline, che ha portato a una netta inversione di tendenza anche sul fronte del numero di addetti arrivati globalmente a superare i 109.000: i 9.500 neoassunti nel 2021 hanno infatti compensato i 6.500 posti di lavoro scomparsi nel 2020.

Commentando i risultati con il direttore della testata specializzata inglese Campaign, il Ceo di WPP Group, Mark Read, ha definito lo scorso un anno straordinario: “Non c’è dubbio che la ripresa economica sia stata più forte di quanto tutti non si aspettassero – ha detto Read – e noi come molti altri ne abbiamo beneficiato. Soprattutto, però, i nostri risultati riflettono la forza delle nostreagenzie in aree come il digital marketing, il media, l’eCommerce, i dati e la tecnologia. Le aree, cioè, in cui i nostri clienti stanno investendo di più. E naturalmente il new business arrivato nel 2020 e nel 2021”.

Per quanto si possa essere certi che quanto sta avvenendo in Ucraina sia destinato ad avere un forte impatto, Read avverte che è troppo presto per valutarne la portata sul piano economico: “Ci sono circa 200 persone che lavorano in Ucraina per Wunderman Thompson,Ogilvy, VMLY&R, Group M e Hill &Knowlton. E altre 1.200 in Russia. Da parte nostra abbiamo messo a punto dei
piani di emergenza per aiutarli da un punto di vista finanziario, dando loro la possibilità di trasferirsi e altre forme di assistenza. Quello che è certo e che noi come loro siamo tutti scioccati da quanto è successo”.

Read spiega poi l’importanza per WPP di essere diventato il partner di riferimento di Coca-Cola per tutte le attività di marketing integrato:”Ci hanno sottoposto a un rigoroso processo di valutazione sotto ogni aspetto, dal punto di vista della creatività e del media, dei dati e della capacità di aiutarli a rinsaldare le partenrship con le principali società tecnologiche a livello globale. Quello che stiamo costruendo per loro è, per molti versi, un modello per il futuro della relazione fra cliente e agenzia”.

Riflettendo sul numero di addetti persi nel 2020, il Ceo di WPP ricorda come nei mesi iniziali, i più drammatici della pandemia, sia stato fatto di tutto per cercare di limitare il numero di licenziamenti necessario a un conto economico in picchiata, e si dichiara comunque soddisfatto del recupero avvenuto nel 2021: va notato, aggiunge, che come per il business anche la crescita degli addetti nel 2021 è avvenuta in aree diverse rispetto a quelle da cui erano usciti un anno prima.

“Il mercato del lavoro è diventato altamente competitivo – aggiunge Read – ed è per questo che dobbiamo cercare di attrarre i migliori talenti puntando sul wellness dei nostri impiegati, sulla flessibilità lavorativa, sui nostri campus, sulla formazione e sulle opportunità di carriera all’interno del Gruppo”.
Nei progetti per il 2022, con proiezioni di crescita delle revenue del +5%, il budget di WPP prevede un’ulteriore incremento degli addetti nell’ordine del 3-4%, quindi, conferma Read.

Alla domanda su quanto sia ancora sostenibile per la holding la partecipazione al Festival di Cannes, il ceo replica che probabilmente meno persone di WPP arriveranno quest’anno sulla Croisette rispetto all’ultima edizione del 2019: “Ci piacerebbe, e invitiamo gli organizzatori a farlo, che Cannes si trasformasse in un evento ibrido per poter far partecipare più persone anche se solo digitalmente. Si tratta ancora di un evento importante ed è fondamentale onorare la creatività, ma lo si può fare sia in presenza che virtualmente”.

Tornando alle prospettive di breve periodo, Read ribadisce la sua fiducia per il 2022: “Non è chiaramente il momento per fare calcoli sull’impatto economico della crisi Ucraina sul medio e lungo periodo. Non dimentichiamo che l’economia globale sta ancora recuperando dopo la pandemia. Le spinte inflazionarie nascono dalla forte domanda dei consumatori: i clienti sono cauti ma stanno dimostrando tutte le intenzioni di mantenere i loro investimenti sui brand ai massimi livelli, e questo ci dà fiducia guardando ai prossimi mesi”.

I risultati presentati solo 3 anni fa, ricorda Read – ossia quelli relativi al 2018, ultimo anno in cui le redini della holding erano nelle mani di Sir Martin Sorrell – descrivevano una WPP assai diversa, con 5 miliardi di dollari di debito, un biennio di crescita zero e il nostro più grande cliente, Ford, che aveva appena indetto una gara… “Oggi, nel 2022, cresciamo più della media dei nostri pari, abbiamo vinto la gara più importante del 2021, il nostro bilancio è solido e la salute finanziaria ottima: questo ci dà l’opportunità di investire sul nostro business sia in modo organico, sia attraverso acquisizioni, generando profitti per gli azionisti. Ecco perché riteniamo di essere in una posizione di forza per il resto di quest’anno”.

 

Tommaso Ridolfi