Interviste

NC. Nuova Comunicazione. Speciale '20 e altri 20'. Sagone (ADC Group): “La mia stella polare? Essere un punto di riferimento tra domanda e offerta”

Marina Bellantoni, anima editoriale del gruppo, intervista il Presidente Salvatore Sagone, che ci racconta la genesi, la crescita e gli obiettivi futuri di questo ecosistema editoriale che propone una piattaforma di incontro tra aziende, agenzie e fornitori di servizi, capace di testimoniare, anno dopo anno, le tendenze dei differenti comparti, raccontandone l’evoluzione con puntualità e competenza e celebrandone progressi e successi attraverso i suoi festival.

Quella che segue è una conversazione tra due colleghi legati da un rapporto di profonda stima e amicizia costruito nel corso di oltre venti anni di conoscenza e di vita professionale vissuta fianco a fianco. Alla sottoscritta Marina Bellantoni, in azienda fin dai suoi albori, il compito di moderare questa chiacchierata con il presidente Salvatore Sagone, che racconta a quali principi si è ispirato, insieme ai soci che lo hanno accompagnato in questi anni, e quali sono gli obiettivi che intende raggiungere in un futuro ancora tutto da scrivere.

Allora, Salvatore, 20 anni. Un bel traguardo, ma quante ne abbiamo viste in questi quattro lustri? Grazie Marina, anche per essere stata al mio fianco in questa grande avventura insieme alle altre persone che poi si sono aggiunte strada facendo. In effetti non ci siamo fatti mancare niente. Siamo partiti col grande ‘sboom’ della bolla internet, uno scoppio direi salutare che ha ricondotto sul pianeta terra quella che veniva chiamata la net economy, poi la crisi finanziaria del 2008, di recente la pandemia e subito dopo la guerra in Ucraina. Eventi epocali che hanno avuto e stanno avendo un fortissimo impatto anche nel mondo della comunicazione, costringendo la industry di riferimento a evolvere in maniera molto veloce.

 

Vedi un legame tra questi eventi?

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Il fil rouge, che unisce i fatti di cui sopra, è costituito dalla spinta verso la trasformazione digitale della comunicazione. Soprattutto con la pandemia l’Italia ha potuto risalire nella classifica che la vedeva tra i paesi meno digitalizzati. La Guerra ha reso ancora più evidente, se ce ne fosse stato bisogno, il ruolo dei social media nell’informazione, con le derive propagandistiche, e il dilagare delle fake news.

Veniamo ad ADC Group. Qual è il ruolo che può e potrà svolgere. Qual è il principio al quale ti sei sempre ispirato, la tua stella polare insomma...

La mission di Adc Group è semplice e concreta. I nostri prodotti, le nostre iniziative intendono proporsi come una piattaforma di incontro tra domanda e offerta, tra le aziende e i propri partner che popolano la lunga filiera di fornitori di servizi. Questa è stata, e sarà, sempre la mia stella polare.

 

Come si traduce in realtà questa mission?

Attraverso iniziative grazie alle quali questo sia possibile fisicamente. I nostri cinque Festival ne sono l’esempio lampante. Che si tratti del BC&E Awards, degli NC o degli NC Digital Awards o ancora del Bea, nella versione italiana o internazionale, le giurie sono sempre costituite dalle aziende più rappresentative dell’economia italiana, mentre le agenzie e le società di servizi presentano dal vivo alla giuria, in stile X Factor, i progetti finalisti. Da questo format inedito nascono opportunità di business per le agenzie che spesso mi confidano di essere state contattate dai clienti presenti in giuria a fronte delle presentazioni fatte e dei premi vinti. La nostra mission è, quindi, molto chiara, come è chiaro che i nostri sono i premi delle aziende. Riunire per ogni giuria dei nostri festival oltre 40 tra i clevel manager delle più importanti aziende e brand non è cosa da poco. Soltanto l’autorevolezza delle nostre iniziative rende possibile questo successo.

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LA GRANDE ‘CORSA’ DI ADC GROUP

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Una ‘corsa’, quella Adc Group, iniziata nel 2000 e che ancora oggi continua con lungimiranza e passione, grazie alle sue numerose iniziative, al suo team di preparati professionisti e soprattutto grazie alla guida instancabile del suo fondatore. Quando 20 anni fa decise di dedicarsi a questa avventura, Salvatore Sagone, giornalista professionista dal 1991 e maratoneta per passione, aveva alle spalle una dozzina d’anni di lavoro nella stampa specia- lizzata, dove ha avuto la possibilità di conoscere molto a fondo le dinamiche di questo tipo di editoria, dirigendo alcune tra le più importanti testate del settore comunicazione, tra le quali Pubblicità Italia. Poi nel 2000, in pieno boom della net economy, arrivò la classica proposta che non si poteva rifiutare. Guido Confalonieri aveva lasciato Publitalia ’80 per creare ADVexpress, che doveva essere il marketplace della pubblicità dove poter vendere e comprare spazi e servizi per la pubblicità. A Sagone il compito di realizzare una piattaforma editoriale per coinvolgere la community di riferimento. Fu così che nel 2000 nacque il sito ADVexpress, il primo nel settore a essere aggiornato in tempo reale. Una sorta di ‘Ansa della pubblicità’ che ogni giorno diffondeva, e diffonde ancora oggi, una newsletter via mail con gli alert relativi alle notizie più importanti. Ai tempi, 22 anni fa, fu una grandissima innovazione. Per rendere meglio l’idea i competitor allora diffondevano le newsletter attraverso il fax. La proposta di ADVexpress fu subito un grande successo. E quando, a fronte dello scoppio della bolla internet anche la ADVexpress Spa andò in liquidazione Sagone non ebbe alcun dubbio in merito al futuro che quello che aveva creato poteva avere. E così, insieme a Giulio Bortolussi, che nel frattempo lo aveva raggiunto in ADVexpress, e a Cristina Concari, la direttrice commerciale, nell’ottobre del 2002 venne fondata Adc, l’Agenzia della Comunicazione, poi diventata Adc Group. Da lì ha preso il via una corsa senza sosta, caratterizzata dal lancio delle iniziative, la maggior parte delle quali sono vive ancora oggi. Nel giro di pochi anni il Gruppo è diventato leader di mercato con un fatturato che nel 2019 ha sfiorato i 3 milioni, per flettere nel 2020 e risalire rapidamente nel 2021 e, con ancora maggiore vigore, nel primo semestre 2022.

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Una delle innovazioni più importanti di Adc Group è stata la creazione della composita piattaforma dedicata la mondo degli eventi. Qualcuno ha detto che il mondo degli eventi si divide in due ere, prima e dopo Sagone. Non ti rende orgoglioso questo riconoscimento?

È vero, corre questa voce. Lo devo ammettere, sì è trattato di un’intuizione azzeccata, avvenuta nel momento giusto. Vent’anni fa gli eventi, che pure rappresentavano già un’industria con numeri interessanti, poi certificati dalla nostra ricerca commissionta ad AstraRicerche, non venivano considerati una leva di comunicazione ed erano semplicemente relegati all’area ora delle relazioni esterne, delle relazioni pubbliche o delle iniziative promozionali. Non esisteva una proposta editoriale dedicata. Quello che ho cercato di fare è ricondurre questo mezzo potente e moderno sotto il cappello del marketing e della comunicazione. Una sfida vinta grazie a un impe- gno costante. Il lancio della rivista e20, che proprio l’anno prossimo compirà 20 anni, seguito dal premio Best Event Awards, nella duplice versione italiana e mondiale, oggi di- ventato un Festival, dalla directory e dall’E- vent Marketing Book, hanno reso il nostro polo un punto di riferimento imprescindibile.

 

Poi ci sono stati il Club degli Eventi e della Live Communication e il lancio di #italialive... Anche in questo caso ho colmato un vuoto. Il comparto non aveva una sua rappresentanza. Il Club, che vive all’interno di Adc Group, ha dato la possibilità alle più importanti agenzie di eventi di aggregarsi in una forma fluida e leggera dal punto di vista gestionale e di governance. Costituito da oltre 40 agenzie e da diversi partner/fornitori, è un luogo dove ci si incontra, ci si confronta con le aziende, si dà vita a iniziative volte ad accre- scere la cultura degli eventi e della live communication. Poi è arrivato il Covid e ci ha obbligati a fare un salto di prospettiva, a guardare al nostro mondo in maniera più ampia e aperta. Per questo motivo col Club mi sono fatto promotore di #italialive, un agglomerato di associazioni che dai diversi punti di vista e approcci ha voluto dare una voce univoca al settore degli eventi e dei congressi, soprattutto nei confronti del mondo politico e istituzionale che ancora oggi non ha compreso bene chi siamo e cosa facciamo.

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So che ci tieni a ringraziare le persone che ti hanno seguito nel tuo percorso... Certo, e permettimi di citare le figure di riferimento che mi hanno seguito in questa bellissima avventura. Inizio con gli altri soci fondatori Giulio Bortolussi, Cristina Concari e Samantha Tiano che, in tempi diversi, hanno cambiato settore o sono andati in pensione. Sono invece con me da moltissimi anni Ioana Popa, altra colonna portante come te che oggi ricopre l’incarico di Finance, HR & IT Manager, aiutata da Nunzia De Nuccio. Per i contenuti del sito Advexpress ed e20express la mia gratitudine va a Elena Colombo insieme agli storici collaboratori come Tommaso Ridolfi, per anni coordinatore della collana dei Quaderni, Maria Ferrucci e Serena Roberti e le new entry come Davide Riva. Come pure non posso non citare i colleghi della divisione eventi come Erminia Piccolella, Ilaria Scapolo, Chiara Forlì e Barbara Rosselli, e ancora, Francesca Chittaro, il punto di riferimento della segreteria redazionale, e lo staff grafico, composto da Marco Viale e Simona Marconi. La leadership che abbiamo costruito in questi anni non sarebbe stata possibile senza la divisione commerciale con figure storiche quali Paola Morello, Andrea Gervasi, ed Elisabetta Zarone, insieme agli arrivi più recenti come Elena Rossi, Franco Trerotola e Ilaria Aguzzi per quanto riguarda gli abbonamenti. Ma allo stesso tempo voglio ringraziare anche coloro che sono passati da Adc Group per pochi mesi o anni. Tra queste persone voglio ricordare Ilaria Granato, fautrice del successo del Bea World, Andrea Parmigiani, Ilaria Myr, Mario Garaffa, Chiara Pozzoli, Brenda De Biasio, Serena Piazzi, e ancora, Francesca Caratù, Stefano Grimaldi, Serena Fuart e Ilenia La Leggia.

Parliamo del futuro, cos’hai in serbo?

Come recita il titolo del nostro Speciale, i 20 anni che ci siamo lasciati alle spalle aprono la strada ai prossimi 20. Rimarremo fedeli alla nostra mission e al nostro posizionamento. In cantiere abbiamo nuove iniziative di cui al momento non posso anticiparne i contenuti ma, certamente, non mancheranno di sorprendere chi ci segue da tanti anni.

 

Marina Bellantoni

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