Interviste

Oddo e De Micheli (Casta Diva Group): "Con il Blue Note di Milano abbiamo realizzato il sogno di La La Land"

I soci della multinazionale tascabile della comunicazione con sede a Milano commentano a caldo il film vincitore di sei Oscar, che racconta il sogno del protagonista di aprire un Jazz Club come quelli di una volta. Il parallelismo con il Blue Note di Milano è, a dir poco, immediato.

Si è conclusa da poche ore la cerimonia di premiazione degli Academy Awards, una delle edizioni che più ha fatto discutere per l’errata consegna dell’Oscar al miglior film. Vittima della gaffe è stato 'La La Land', il musical che aveva peraltro già vinto sei statuette, tra le quali miglior regia, miglior interprete femminile e miglior colonna sonora, e aveva ottenuto ben quattordici nomination.

“Ho visto il film con due mie figlie, di 18 e 29 anni - afferma Andrea De Micheli, ceo di Casta Diva Group -. Entrambe l’hanno trovato estremamente noioso, mentre io l’ho apprezzato molto, forse perché sono un fan dei musical fin da ragazzo. Quando avevo 20 anni arrivai a noleggiare una copia in 35mm di 42th Street, famoso per le coreografie di Busby Berkeley, per studiarmelo con comodo in moviola, scena per scena. 'La La Land' mi ha anche colpito perché racconta il sogno del protagonista, quello di aprire un Jazz Club come quelli di una volta, nonostante il mondo non sembri più apprezzare il jazz: musica per vecchi, come viene definita a un certo punto del film. Ebbene, questo sogno noi di Casta Diva l’abbiamo appena realizzato, acquisendo l’estate scorsa il Blue Note di Milano, che per fortuna attira un pubblico di tutte le età (60.000 presenze all’anno, ndr), che ama il jazz in tutte le sue accezioni, comprese quelle musicate magistralmente da Hurwitz in La La Land”.

Il film racconta, con una nostalgia ispirata ai musical degli anni ’50 e ‘60, una storia d’amore ambientata ai giorni nostri tra un musicista jazz e un’aspirante attrice ed è subito diventato uno dei film più premiati e apprezzati del 2016, fin dalla sua presentazione alla 73ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove la protagonista, Emma Stone, ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. Si è quindi aggiudicato sette Golden Globe (record mondiale), su sette candidature ricevute, il Premio del Pubblico al Toronto International Film Festival e molti altri numerosi riconoscimenti internazionali.

Il suo regista, Damien Chazelle, è un giovane sceneggiatore e musicista di 32 anni, che ha esordito con Guy and Madeline on a Park Bench, un lungometraggio ancora una volta dedicato al jazz, uscito nel 2009 e mai distribuito in Italia. Ha scritto la sceneggiatura di 'La La Land' nel 2010, quando l’industria di Hollywood sembrava decisamente fuori portata per lui.

Solo dopo il successo del suo Whiplash, nel 2014, il progetto ha ottenuto l'interesse degli studios. Chazelle ha sempre avuto il desiderio di realizzare un musical vecchio stile, ma proiettato nella vita contemporanea, in un mondo in cui le cose, soprattutto per i giovani, spesso non funzionano, anche se questo non è valso certo per lui, che si è rivelato a soli 32 anni un talento capace di sbaragliare la concorrenza e diventare il più giovane di tutti i tempi tra i premiati con l’Oscar per la miglior regia.

Justin Hurwitz, il compositore premiato per la migliore colonna sonora originale, è coetaneo del regista, di cui è stato compagno di corso all’Università di Harvard: l’idea di scrivere un musical insieme l’avevano già espressa nella loro tesi di laurea, in cui avevano presentato un progetto per la realizzazione di un musical a basso costo. Il ritmo jazz che ha permeato l’intera pellicola è diventato un tributo ai film musicali di un tempo, non mancando però di raggiungere il primo posto al box office sia negli USA che in Italia.

Luca Oddo, presidente di Casta Diva Group aggiunge: “Quando abbiamo iniziato il 'cantiere' per l’acquisizione del Blue Note, poco più di un anno fa, così come facciamo sempre in questi casi, abbiamo creato un nome in codice per l’operazione. L’abbiamo chiamata 'Whiplash' perché ci sembrava che quel film rappresentasse esattamente lo spirito d’amore per la musica, e per il jazz in particolare, che ci animava. Ora Chazelle, con 'La La Land', ci ha regalato un altro pezzo della storia, quello in cui il protagonista realizza il sogno di creare un Jazz Club come si deve. E la lunga carrellata con cui la protagonista entra nel club è stata impressionante per me: sembrava esattamente di entrare nel nostro Blue Note: stesse pareti azzurre, stessi quadri, stessa illuminazione. Un regalo inaspettato!”