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Al via la 79° edizione di Pitti Uomo
Alla Fortezza da Basso, dall'11 al 14 gennaio si svolge l'ultima edizione di Pitti Uomo. Numeri da record e molte nuove proposte rendono la fiera sempre più dinamica e digitale. In calendario progetti speciali, anteprime e ritorni importanti. Di spicco le collaborazioni artistiche con lo Studio Camuffo, Patricia Urquiola e Cristina Morozzi.
1.010 i marchi alla Fortezza da Basso, ancora una volta un record assoluto di partecipazioni al Pitti Uomo, a cui si aggiungono le 80 collezioni donna presentate da Pitti W alla Dogana, per un totale di circa 1.090 collezioni.
Il ruolo del salone come punto di riferimento sulla scena internazionale è dimostrato ancora una volta dall’aumento delle richieste estere di partecipazione (+20% le richieste di marchi e aziende straniere a questa edizione).

All’ultima edizione invernale, su un totale di oltre 30 mila visitatori, sono stati 23.360 i buyer arrivati a Firenze, in rappresentanza di tutti i negozi e i department store più importanti del mondo.
Il Pitti Club, il gruppo che raccoglie le insegne più prestigiose, conta oltre 150 negozi italiani e più di 550 esteri.
“A questo Pitti Uomo siamo fieri di annunciare una grande novità - dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine -, la costituzione di una nuova società, Fiera Digitale, e il lancio di e-Pitti, un progetto di fiera virtuale unico al mondo, che ripropone online l'esperienza della manifestazione fisica. E-Pitti ha l’obiettivo di ampliare, prolungare e rendere ancor più efficace l’esperienza della fiera, moltiplicando per tutti gli interlocutori le opportunità di contatto, e raggiungendo più rapidamente nuovi clienti e mercati, agevolando il lavoro di ricerca e selezione da parte dei buyer”.
Pitti Uomo e Firenze sono scelti dalle migliori aziende per la presentazione delle collezioni e dei progetti speciali, e per il consolidamento delle strategie worldwide all’apertura della stagione.
E aumenta la richiesta da parte delle aziende di organizzare eventi dentro le mura della Fortezza , dall'11 al 14 gennaio 2011, che è sempre più luogo in cui prolungare la propria presenza promozionale, per intercettare sempre più i gusti di buyer e stampa.
Pitty City è il tema-guida di questa edizione, una metafora visiva della città come perfetta rappresentazione della moda maschile contemporanea.
'Welcome to Pitti City' è un gigantesco e colorato billboard in grafica pop accoglierà, nel piazzale centrale della Fortezza, i visitatori che arriveranno a Firenze questo gennaio.

Nella grande installazione sono protagonisti come forme pop-up tridimensionali, ironiche e colorate, con i loghi delle 14 sezioni di Pitti Uomo, a esprimere la varietà e il mix degli stili messi in scena nelle diverse aree e anime del salone.
Pitti Uomo si distingue dalle altre manifestazioni internazionali proprio per questo: esprime la molteplicità della moda uomo e lo fa in un luogo speciale come la Fortezza, in grado di rappresentarla anche architettonicamente.
Pitty City è Firenze, e per quattro giorni Firenze diventa Pitti City, trasformandosi in fulcro internazionale della moda e del lifestyle contemporanei.
Il progetto grafico di Pitti City è realizzato dallo Studio Camuffo, uno dei più creativi gruppi italiani di graphic art.
A gennaio il progetto del nuovo layout affidato all’architetto e designer Patricia Urquiola completa la geografia del Padiglione Centrale, coinvolgendo anche il Piano Terra: una disposizione degli stand più aperta, che mette in dialogo i prodotti e i marchi come in un vero department store.
Il Padiglione Centrale diventa così sempre di più luogo in cui Pitti Uomo elabora le tendenze più attuali del lifestyle, ma anche il simbolo di come il salone si sia evoluto negli anni, coniugando tutte le anime del menswear che in questo momento sono più forti sul mercato.
Cresce il ruolo del 'nuovo formale' nella geografia del salone e della moda maschile.
Da una parte il Piano Inferiore del Padiglione Centrale è sempre più il luogo scelto dalle aziende per rappresentare con le loro collezioni lo stile emerso nelle ultime stagioni dalla contaminazione tra classico, ricerca e sportswear, espresso da altri nomi di punta del nuovo classico.
Realtà affermate che da molte stagioni puntano sulla Fortezza da Basso per rinnovare la loro identità, in sintonia con i gusti, gli stili e la velocità del presente.
Le grandi aziende dello sportswear, quelle che in questo momento stanno raccogliendo risultati importanti sul piano commerciale, fanno investimenti sempre più consistenti su Pitti Uomo, segno che il salone è riconosciuto come la piattaforma ideale per presentare le collezioni e le nuove iniziative.
Sono presenti i Pop Up Stores: un'area dedicata al design, con una speciale selezione di oggetti di 'easy design', progetti di qualità e lusso quotidiano firmati Skitsch, ideati per essere venduti nei migliori concept store.
Una collezione completa per l'abitare firmata da designer internazionali, noti ed emergenti, in collaborazione con l'art director Cristina Morozzi; e un Pop Up Store dedicato al benessere, con prodotti per la cura del corpo e della persona, sempre scelti in modo autoriale.

E ancora, un’area dedicata alla passione per le moto: la Fine Art Dirt Collection sarà un’esposizione di 7 moto e una mostra che racconta due discipline come lo speedway e il flat track, interpretate da Roberto Totti e Mr Martini, due customizer di fama mondiale, e da uno stilista della calzatura come Alberto Fasciani, in un progetto curato dal fotografo Alberto Narduzzi.
Queste tre nuove aree speciali sono espressione della complementarietà tra abiti, oggetti e prodotti, che sempre più caratterizzano l'offerta di lifestyle di Pitti Uomo, e riflettono l'immagine evoluta del Padiglione Centrale.
Il focus sulla ricerca è all'interno della sezione Touch!, con una lunga waiting list di aziende che fanno richiesta di presentare le loro collezioni in questa sezione, e si tratta in gran parte di marchi internazionali, espressione della ricerca più eclettica nel guardaroba dell’uomo contemporaneo, degli stili più visionari, che recuperano tradizioni, materiali sofisticati e ricchi del passato, per sperimentare e rappresentare l’avant-garde oggi.
My Factory, il progetto espositivo di Pitti Uomo nato nel giugno scorso, a questa edizione si presenta, con un considerevole aumento nel numero degli espositori, negli spazi del Lyceum, con un nuovo allestimento urban curato da Oliviero Baldini.
Il ruolo del salone come punto di riferimento sulla scena internazionale è dimostrato ancora una volta dall’aumento delle richieste estere di partecipazione (+20% le richieste di marchi e aziende straniere a questa edizione).

All’ultima edizione invernale, su un totale di oltre 30 mila visitatori, sono stati 23.360 i buyer arrivati a Firenze, in rappresentanza di tutti i negozi e i department store più importanti del mondo.
Il Pitti Club, il gruppo che raccoglie le insegne più prestigiose, conta oltre 150 negozi italiani e più di 550 esteri.
“A questo Pitti Uomo siamo fieri di annunciare una grande novità - dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine -, la costituzione di una nuova società, Fiera Digitale, e il lancio di e-Pitti, un progetto di fiera virtuale unico al mondo, che ripropone online l'esperienza della manifestazione fisica. E-Pitti ha l’obiettivo di ampliare, prolungare e rendere ancor più efficace l’esperienza della fiera, moltiplicando per tutti gli interlocutori le opportunità di contatto, e raggiungendo più rapidamente nuovi clienti e mercati, agevolando il lavoro di ricerca e selezione da parte dei buyer”.
Pitti Uomo e Firenze sono scelti dalle migliori aziende per la presentazione delle collezioni e dei progetti speciali, e per il consolidamento delle strategie worldwide all’apertura della stagione.
E aumenta la richiesta da parte delle aziende di organizzare eventi dentro le mura della Fortezza , dall'11 al 14 gennaio 2011, che è sempre più luogo in cui prolungare la propria presenza promozionale, per intercettare sempre più i gusti di buyer e stampa.
Pitty City è il tema-guida di questa edizione, una metafora visiva della città come perfetta rappresentazione della moda maschile contemporanea.
'Welcome to Pitti City' è un gigantesco e colorato billboard in grafica pop accoglierà, nel piazzale centrale della Fortezza, i visitatori che arriveranno a Firenze questo gennaio.

Nella grande installazione sono protagonisti come forme pop-up tridimensionali, ironiche e colorate, con i loghi delle 14 sezioni di Pitti Uomo, a esprimere la varietà e il mix degli stili messi in scena nelle diverse aree e anime del salone.
Pitti Uomo si distingue dalle altre manifestazioni internazionali proprio per questo: esprime la molteplicità della moda uomo e lo fa in un luogo speciale come la Fortezza, in grado di rappresentarla anche architettonicamente.
Pitty City è Firenze, e per quattro giorni Firenze diventa Pitti City, trasformandosi in fulcro internazionale della moda e del lifestyle contemporanei.
Il progetto grafico di Pitti City è realizzato dallo Studio Camuffo, uno dei più creativi gruppi italiani di graphic art.
A gennaio il progetto del nuovo layout affidato all’architetto e designer Patricia Urquiola completa la geografia del Padiglione Centrale, coinvolgendo anche il Piano Terra: una disposizione degli stand più aperta, che mette in dialogo i prodotti e i marchi come in un vero department store.
Il Padiglione Centrale diventa così sempre di più luogo in cui Pitti Uomo elabora le tendenze più attuali del lifestyle, ma anche il simbolo di come il salone si sia evoluto negli anni, coniugando tutte le anime del menswear che in questo momento sono più forti sul mercato.
Cresce il ruolo del 'nuovo formale' nella geografia del salone e della moda maschile.
Da una parte il Piano Inferiore del Padiglione Centrale è sempre più il luogo scelto dalle aziende per rappresentare con le loro collezioni lo stile emerso nelle ultime stagioni dalla contaminazione tra classico, ricerca e sportswear, espresso da altri nomi di punta del nuovo classico.
Realtà affermate che da molte stagioni puntano sulla Fortezza da Basso per rinnovare la loro identità, in sintonia con i gusti, gli stili e la velocità del presente.
Le grandi aziende dello sportswear, quelle che in questo momento stanno raccogliendo risultati importanti sul piano commerciale, fanno investimenti sempre più consistenti su Pitti Uomo, segno che il salone è riconosciuto come la piattaforma ideale per presentare le collezioni e le nuove iniziative.
Sono presenti i Pop Up Stores: un'area dedicata al design, con una speciale selezione di oggetti di 'easy design', progetti di qualità e lusso quotidiano firmati Skitsch, ideati per essere venduti nei migliori concept store.
Una collezione completa per l'abitare firmata da designer internazionali, noti ed emergenti, in collaborazione con l'art director Cristina Morozzi; e un Pop Up Store dedicato al benessere, con prodotti per la cura del corpo e della persona, sempre scelti in modo autoriale.

E ancora, un’area dedicata alla passione per le moto: la Fine Art Dirt Collection sarà un’esposizione di 7 moto e una mostra che racconta due discipline come lo speedway e il flat track, interpretate da Roberto Totti e Mr Martini, due customizer di fama mondiale, e da uno stilista della calzatura come Alberto Fasciani, in un progetto curato dal fotografo Alberto Narduzzi.
Queste tre nuove aree speciali sono espressione della complementarietà tra abiti, oggetti e prodotti, che sempre più caratterizzano l'offerta di lifestyle di Pitti Uomo, e riflettono l'immagine evoluta del Padiglione Centrale.
Il focus sulla ricerca è all'interno della sezione Touch!, con una lunga waiting list di aziende che fanno richiesta di presentare le loro collezioni in questa sezione, e si tratta in gran parte di marchi internazionali, espressione della ricerca più eclettica nel guardaroba dell’uomo contemporaneo, degli stili più visionari, che recuperano tradizioni, materiali sofisticati e ricchi del passato, per sperimentare e rappresentare l’avant-garde oggi.
My Factory, il progetto espositivo di Pitti Uomo nato nel giugno scorso, a questa edizione si presenta, con un considerevole aumento nel numero degli espositori, negli spazi del Lyceum, con un nuovo allestimento urban curato da Oliviero Baldini.

