Mice
Alberghi, vince il lusso discreto
Diminiusce il numero degli eventi a grandissima partecipazione, mentre aumentano le convention da 50-100 partecipanti in strutture top. A beneficiarne, infatti, sono gli alberghi di lusso posizionati nei centri storici delle grandi città che offrono sale per meeting e servizi per eventi business.
Il Corriere Economia di lunedì 25 ottobre 2010 dedica un articolo al trend attuale di meeting e convegni.Ciò che emerge è che negli ultimi due annisono cresciuti gli eventi di piccole dimensioni, (da 50 a 100 partecipanti), mentre è calata la domanda di quelli medi e grandi. Una tendenza che si è affievolita nel secondo semestre 2009, con una ripresa dei congressi di dimensioni medie e delle presenze congressuali che hanno registrato un + 2,9 %. (nella foto, Bernabò Bocca, presidente Federalberghi).
In questo scenario, a beneficiarne sono gli alberghi di lusso posizionati nei centri storici delle grandi città che offrono sale per meeting e servizi per eventi business.
È il caso, ad esempio, del Gruppo Baglioni, che nell'ultimo anno ha raddoppiato il giro d'affari proveniente dal business. Il Gruppo, ora punta anche all'estero: in particolare, nel 2012, aprirà a Marrakech una lussuosa struttura polivalente che si proporrà al mercato internazionale anche come destinazione business.
Chi al turismo congressuale ha addirittura dedicato una strategia specifica è il Gruppo Boscolo, che da tempo si dedica a questo settore con cura. Il Gruppo ha realizzato un vero e proprio catalogo di proposte da presentare ad aziende e privati con soluzioni per qualunque tipo di eventi e congressi, il tutto declinato secondo la mappa europea delle strutture del Gruppo.
Da notare il fatto, significativo, che l'Italia non risulta in testa alla classifica dei Paesi più 'gettonati' per il turismo d'affari. Commenta Angelo Boscolo, presidente dell'omonimo Gruppo: "Il nostro settore è imbrigliato da troppi legacci burocratici: basti solo pensare che per far mangiare nel ristorante di un albergo dei clienti che vengono da fuori, serve una doppia licenza. Abbiamo bisogno di una burocrazia più leggera e di una normativa pensata per il nostro settore. Altrimenti faremo fatica a tenere il passo degli altri".
(Articolo tratto da Corriere Economia di lunedì 25 ottobre 2010)

