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Bilancio positivo per la V Conferenza italiana per il turismo

Spunti positivi per il congressuale e prospettive per il convention bureau nazionale alla quinta Conferenza italiana per il turismo, appuntamento biennale che vede riuniti tutti i principali attori del mondo delle istituzioni e dell’impresa operanti in campo turistico, volto a favorire il confronto sulle prospettive di sviluppo del turismo italiano.

La quinta edizione della Conferenza italiana per il turismo, svoltasi allo Spazio Villa Erba di Cernobbio, il 15 e 16 ottobre, dal titolo 'Turismo: la condivisione delle strategie per lo sviluppo del settore e la crescita del Paese', si è proposta di tracciare le linee guida e di individuare gli obiettivi che orienteranno le strategie e le politiche del turismo dei prossimi tre anni, oltre che di affrontare il tema sotto un profilo internazionale.

Il Presidente Federcongressi Paolo Zona ha tenuto un intervento, esplicitando le esigenze del comparto congressuale, mentre il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e il coordinatore degli Assessori regionali al Turismo Mauro Di Dalmazio hanno presentato il congressuale come settore strategico per lo sviluppo del turismo, affermando, inoltre, che il Convention bureau nazionale si deve fare in fretta: se ne sente la forte necessità per rilanciare il comparto.

Presieduto dal Ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, l'evento ha visto il susseguirsi sul palco di numerosi prestigiosi relatori, tra cui il coordinatore degli Assessori regionali Mauro Di Dalmazio, i presidenti di Confturismo, Federturismo, Assoturismo, Aci, Enit e di altri importanti enti, nonché, per la sessione internazionale, ilvicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e i Ministri del Turismo di Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cina, Croazia, Francia, Grecia, India, Monaco, Portogallo, Turchia e Ungheria. Le conclusioni sono state curate dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani.

Hanno inoltre partecipato rappresentanti di numerose istituzioni nazionali e locali, delle principali associazioni di categoria e delle imprese, unitamente a esperti di rilievo.

Positive le valutazioni del presidente Federcongressi Paolo Zona. Zona_Paolo.jpg"Da tutti gli interventi tenutisi durante la conferenza - ha commentato - emerge che molte problematiche sono comuni. Tutti i comparti del turismo hanno manifestato la necessità di un piano strategico e condiviso dal Ministero, dalle Regioni, dalle imprese e dalle rappresentanze di categoria".

"Sottolineo, a tal proposito, che da parte di Errani è giunta un’apertura importante perché oltre alla disponibilità politica a delineare congiuntamente un piano strategico per il turismo ha esplicitato la disponibilità a condividere le risorse economiche necessarie. A questo punto non resta che prendere atto che le condizioni per un cammino sinergico ci sono".

La conferenza, organizzata molto bene, è stata positiva anche dal lato della partecipazione: davvero ha dato spazio a tutti, con rappresentanti dall’estero.

"Nello specifico del congressuale - ha continuato -, sono soddisfatto non solo dell’attenzione accordataci dal Ministro, ma anche del fatto che sia l’On. Brambilla sia Mauro Di Dalmazio hanno presentato il congressuale come settore strategico per lo sviluppo del turismo, affermando inoltre che il Convention bureau nazionale si deve fare in fretta: se ne sente la forte necessità per rilanciare il comparto. Io, dal canto mio, ho ribadito che in questo costituendo organismo Federcongressi deve avere un ruolo importante, soprattutto affinché, grazie all’autorevolezza della nostra associazione e alla competenza dei suoi soci, il massiccio investimento che verrà fatto si riveli tale sulla base di un piano industriale condiviso nel medio-lungo termine".

"Ho altresì esortato a che il nostro comparto si confronti con tutte le associazioni turistiche - ha concluso -, anche con quelle estranee al congressuale, perché molte di esse hanno presentato problematiche perfettamente sovrapponibili alle nostre, come quelle fiscali o infrastrutturali. Insieme, in sostanza, potremmo essere più propositivi e più incisivi nel soddisfare le esigenze generali del turismo, che stanno a monte dei legittimi particolarismi di specialità".