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Se i social media aiutano il viaggio d’affari

In un contesto difficile, segnato dagli effetti della crisi economica, i social media possono influenzare positivamente il mercato dei business travel. L’argomento al centro di uno dei dibattiti svoltosi nell’ambito del BizTravel Forum 2010.

Dei social media ci si tende a fidare, perché sono la voce della community che ci siamo costruiti. La forza Facebook & co. nell’ambito dei business travel parte da qui, dalla loro capacità di alimentare il settore dei viaggi d’affari, generando fiducia e senso di neutralità. L’argomento è stato affrontato nel corso del dibattito ‘Social media e viaggi d’affari’, moderato dal giornalista del TG3, Giuliano Giubilei (in foto), e realizzato nell’ambito del BizTravel Forum 2010, l’evento per i viaggi d’affari, il turismo e la mobilità svoltosi a Milano, presso l’AtaHotel Quark, il 13 e 14 ottobre. L’appuntamento annuale, organizzato da Uvet American Express, rappresenta un importante momento formativo per i responsabili aziendali e agenti di viaggio affiliati Uvet ITN, che hanno l’occasione di interagire con i maggiori attori del settore travel and transportation (compagnie aeree, catene alberghiere, autonoleggi, Gds, società di servizi IT, tour operator).

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Come ricordato da Antonella Vecchio, amministratore delegato Sabre Italia, la recente crisi economica ha colpito pesantemente il settore dei viaggi d’affari, soprattutto sul versante fatturato, facendo registrare un pesante -40%, e un po’ meno sul lato delle 'singole teste' coinvolte nei  business travel, dove ci si è fermati sul -20%. La differenza tra i due dati, come spiegato da Vecchio, evidenzia la corsa alla “ricerca della tariffa più bassa”, abbandonando sempre più le logiche della ‘business class’. Negli ultimi mesi, tuttavia, il mercato ha dimostrando netti segni di ripresa, anche se, continua sempre Vecchio, attestandosi su un livello più basso rispetto a quello precedente la crisi.

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Difronte a un tale contesto, afferma Fabio Lazzarini, amministratore delegato Amadeus Italia, i social media possono svolgere un ruolo positivo, ampliando il livello e la forza di diffusione dell’informazione turistica. Inoltre, aggiunge Damiano Sabatino, regional general manager Southern Europe Travelport, la 'conversione in acquisto' è decisamente più alta per gli internauti che provengono dai social network. È come se le informazioni lette e viste sulle pagine di Facebook & co. godessero di un status di maggiore neutralità rispetto alle semplici comunicazioni pubblicitarie in cui ci si può imbattere altrove.
 
Tuttavia, come precisato da Vecchio, il ruolo delle agenzie viaggi non deve e non può essere sottovalutato, perché è solo grazie a esse che il cliente può misurarsi con un sapere davvero esperto, rispetto alla confusione che spesso domina le informazioni presenti sulla rete.

Infine, come sottolineato da Lazzarini, ciò che può davvero favorire il successo del settore dei viaggi è la messa a punto di una comunicazione che sappia utilizzare con competenza tutti i canali a disposizione. A cominciare dai social media, ma senza fermarsi a essi. Se infatti è vero che televisione e stampa, come gli altri media classici, hanno perso parte della loro efficacia, è altrettanto vero che svolgono un ruolo che non va sottovalutato. È dunque necessario mettere a punto logiche di comunicazione di tipo multicanale, che riescano a raggiungere il consumatore utilizzando una molteplicità di touch point. Ricordando, tuttavia, che una strategia che non sfrutti il mobile e le tecnologie fondate sulla geolocalizzazione ha, oggigiorno, poche possibilità di successo.

Mario Garaffa