Mice
Un turismo sostenibile nel Friuli Venezia Giulia
Le iniziative per la qualità e la valorizzazione del territorio dei 5 Alberghi Diffusi della Carnia riguardano la difesa del paesaggio, la vivibilità, i beni culturali e naturali, le produzioni locali, la gastronomia e i servizi.
Le strutture ricettive friulane con l'etichetta ecologica di Legambiente Turismo si sono riunite a Ovaro nella sede dell'Albergo Diffuso 'Il Grop' per la riunione annuale del gruppo locale che nella regione vede l'adesione di 7 strutture con circa 800 posti letto.
Nel gruppo spicca la presenza di 5 alberghi diffusi: il Grop di Ovaro e quelli di Povolaro (Comeglians), Forgaria Monte Prat, dell'Altopiano di Lauco e Sauris di Sopra, oltre a un albergo, il San Giorgio (di S. Giorgio di Nogaro) e un Bio Agriturismo del Parco Rurale (nelle Alture di Polazzo (Fogliano - Redipuglia - GO).
L'incontro aveva il compito di valutare i risultati del 2010 e fare programmi per l'anno appena iniziato.
“Dai controlli effettuati anche nel 2010 – afferma il presidente nazionale di Legambiente Turismo Luigi Rambelli - è emerso che gli albergatori aderenti hanno ben chiara l'importanza della sostenibilità anche nella fidelizzazione della clientela e sono impegnati nella riduzione dei rifiuti; nel risparmio di acqua e energia; nelle forniture di cibo sano e di produzione locale; a promuovere la mobilità collettiva, il valore del loro territorio, del patrimonio culturale e naturalistico; la vivibilità delle località di vacanza”.
Secondo le stime degli esperti di Legambiente nel 2010 le 7 strutture turistiche del Friuli Venezia Giulia hanno risparmiato circa 522 metri cubi d'acqua; 55,3 Mwh tra energia elettrica e metano per il riscaldamento dell'acqua; 0,05 Mwh grazie all'installazione di lampadine ad alta efficienza.

Altri risparmi di risorse arrivano dal minor impiego di plastica grazie alla riduzione dei rifiuti e in particolare delle monodosi alimentari sostituite con prodotti sfusi e igieniche (sostituendo i minisaponi con dispenser).
In totale si calcola una minor produzione di CO2 per almeno 13,1 tonn./anno.
Sono misure che se applicate a tutto il settore ricettivo e turistico della Regione Friuli Venezia Giulia porterebbero ad una minor produzione di Anidride Carbonica di almeno 2000 tonnellate.
Gli alberghi diffusi hanno il grande pregio di far rivivere piccoli centri situati in aree montane socialmente ed economicamente critiche e incontrare la domanda turistica italiana ed estera.
Ciò avviene senza consumo di suolo, recuperando gli edifici esistenti con l'offerta di occasioni di vacanza in un ambiente pulito, ospitale, confortevole, dotato di spazi naturali, di opportunità culturali, dove passeggiare, fare sport, rilassarsi, divertirsi, scoprire tradizioni, storia e caratteristiche dei luoghi, con la famiglia o gli amici.
“Questa esperienza e questo rapporto che si sta consolidando – spiega Elia Mioni di Legambiente Friuli Venezia Giulia – conferma che stili di vita sostenibili possono diventare modelli di gestione delle imprese e, nel caso specifico degli alberghi diffusi carnici vista la diretta partecipazione dei residenti proprietari delle abitazioni, esiste una forte motivazione concreta al mantenimento del patrimonio edilizio storico, all’attenzione alla qualità dei servizi ambientali erogati sia ai residenti che agli ospiti anche in zone relativamente marginali, e dimostrare che il mantenimento della qualità territoriale è una grande risorsa economica”.
Nel gruppo spicca la presenza di 5 alberghi diffusi: il Grop di Ovaro e quelli di Povolaro (Comeglians), Forgaria Monte Prat, dell'Altopiano di Lauco e Sauris di Sopra, oltre a un albergo, il San Giorgio (di S. Giorgio di Nogaro) e un Bio Agriturismo del Parco Rurale (nelle Alture di Polazzo (Fogliano - Redipuglia - GO).
L'incontro aveva il compito di valutare i risultati del 2010 e fare programmi per l'anno appena iniziato.
“Dai controlli effettuati anche nel 2010 – afferma il presidente nazionale di Legambiente Turismo Luigi Rambelli - è emerso che gli albergatori aderenti hanno ben chiara l'importanza della sostenibilità anche nella fidelizzazione della clientela e sono impegnati nella riduzione dei rifiuti; nel risparmio di acqua e energia; nelle forniture di cibo sano e di produzione locale; a promuovere la mobilità collettiva, il valore del loro territorio, del patrimonio culturale e naturalistico; la vivibilità delle località di vacanza”.
Secondo le stime degli esperti di Legambiente nel 2010 le 7 strutture turistiche del Friuli Venezia Giulia hanno risparmiato circa 522 metri cubi d'acqua; 55,3 Mwh tra energia elettrica e metano per il riscaldamento dell'acqua; 0,05 Mwh grazie all'installazione di lampadine ad alta efficienza.

Altri risparmi di risorse arrivano dal minor impiego di plastica grazie alla riduzione dei rifiuti e in particolare delle monodosi alimentari sostituite con prodotti sfusi e igieniche (sostituendo i minisaponi con dispenser).
In totale si calcola una minor produzione di CO2 per almeno 13,1 tonn./anno.
Sono misure che se applicate a tutto il settore ricettivo e turistico della Regione Friuli Venezia Giulia porterebbero ad una minor produzione di Anidride Carbonica di almeno 2000 tonnellate.
Gli alberghi diffusi hanno il grande pregio di far rivivere piccoli centri situati in aree montane socialmente ed economicamente critiche e incontrare la domanda turistica italiana ed estera.
Ciò avviene senza consumo di suolo, recuperando gli edifici esistenti con l'offerta di occasioni di vacanza in un ambiente pulito, ospitale, confortevole, dotato di spazi naturali, di opportunità culturali, dove passeggiare, fare sport, rilassarsi, divertirsi, scoprire tradizioni, storia e caratteristiche dei luoghi, con la famiglia o gli amici.
“Questa esperienza e questo rapporto che si sta consolidando – spiega Elia Mioni di Legambiente Friuli Venezia Giulia – conferma che stili di vita sostenibili possono diventare modelli di gestione delle imprese e, nel caso specifico degli alberghi diffusi carnici vista la diretta partecipazione dei residenti proprietari delle abitazioni, esiste una forte motivazione concreta al mantenimento del patrimonio edilizio storico, all’attenzione alla qualità dei servizi ambientali erogati sia ai residenti che agli ospiti anche in zone relativamente marginali, e dimostrare che il mantenimento della qualità territoriale è una grande risorsa economica”.

