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Merkat lancia Urkah!, l'App che unisce brand e consumatore. Cogliolo: "Uniamo solide competenze di business alla creatività rivolgendoci alle PMI. Per il 2024 puntiamo ai 3,5 mln di fatturato"

Si tratta di una realtà fondata da Giuseppe Cogliolo e da altri sei manager di importanti aziende con alla guida il Ceo e partner Fausto Ortolani. Nei due anni di vita la company si è strutturata effettuando acquisizioni strategiche. Composta da un team di 30 persone, l'agenzia (che non vuole essere definita tale) basa una componente della sua filosofia sull'assenza della direzione creativa, credendo fermamente in una creatività comune, orizzontale, che permette grandi risultati e innovazione.

Merkat, un Gruppo nato due anni fa, e che per volontà dello stesso fondatore e Presidente Giuseppe Cogliolo (ex McCann Erickson Italia) ha deciso di rimanere in "sordina" per due anni. Anni di acquisizioni, di strutturazioni, durante i quali sono nati i primi progetti, anche per brand importanti come Iper, Barilla, GenAgricola, Tonno Consorcio, Dentalpro, per poi cogliere di sorpresa il mercato lanciando Urkah!, una App forse destinata a sconvolgere gli schemi classici di dialogo tra azienda e consumatore.

Si tratta di una piattaforma che vuole utilizzare il classico budget adv media per “restituirlo" sotto forma di punti e soldi al consumatore. Una visione sovversiva in possesso di enormi potenzialità, e scalabilità.

In anteprima ad ADVespress, lo stesso Cogliolo insieme al Ceo e Amministratore Delegato Fausto Ortolani hanno svelato in anteprima l'App Urkah!, nonché posizionamento, struttura, e futuro di Merkat, un'agenzia che non vuole essere definita tale e che punta sulla filosofia che “la creatività appartiene a tutti” per unire forte esperienza aziendale, marketing, comunicazione e innovazione da destinare alle PMI italiane (che rappresentano il 90% del PIL) affinché quest'ultime possano ralazionarsi con un partner capace di parlare un linguaggio comune, in grado di coniugare la comunicazione col marketing, di comprendere i problemi aziendali e realizzare la messa a terra delle idee aziendali che spesso non trovano i giusti canali per concretizzarsi.

“Il nostro vuole essere un approccio comunicativo in grado di generare valore per le aziende e i consumatori – esordisce Cogliolo – Crediamo che le PMI italiane abbiamo molta voglia di fare e potenzialità. Vogliamo posizionarci come un incubatore di possibilità che si sieda al tavolo con il proprietario d'azienda come con il board.”

Con 30 dipendenti all'attivo, e una galassia composta da molte unit, Merket ha acquisito nei mesi scorsi Etnocom, realtà (unica) che si occupa di etno-marketing; Medialab, società legata alla produzione video che ha portato con sé un paniere di clienti importanti. “Vogliamo che le nostre competenze lavorino non solo per i clienti ma anche per portare innovazione nel mercato della comunicazione.” dichiara Ortolani – “Vogliamo aiutare i clienti a realizzare progetti grandi e piccoli, che vanno da chi voleva letteralmente (e lo ha fatto) mandare messaggi nello spazio, per il quale abbiamo creato un piano di comunicazione abbinandolo ad una estensione del concetto con un e-commerce per il merchandising, alle aziende del largo consumo; oppure, per fare un solo altro esempio, riguardante il brand Mood (acqua in bottiglia), al quale abbiamo dato il nostro aiuto proponendo un approccio totalmente nuovo sul fronte della sostenibilità fondando una Onlus che risolvesse il problema della plastica usata trasformandola in una risorsa con la quale creare protesi per i bambini privi delle mani.” Un progetto forte quanto efficace, nato "guardandosi dritti negli occhi con i comandi aziendali", per sondare quanto realmente si è disposti ad accettare la sfida di rinnovarsi nel profondo, come da filosofia Merkat.

“Da noi non c'è una direzione creativa. – continua Cogliolo – Crediamo che ci sia molta più creatività fuori da noi, nella moltitudine che non in una singola persona. Ognuno di noi ha una componente creativa, generativa, innovativa. Quando affrontiamo un progetto in Merkat formiamo delle starup multidisciplinari mettendo tutte le competenze insieme, fisicamente, attorno ad un tavolo per confrontarsi, divenendo così un incubatore di idee. Oggi la creatività, il mondo, sono orizzontali. Bisogna mettere in campo tutte le risorse ideative che le persone possono esprimere; e ciò comporta, oltre ad un migliore risultato, la nascita e sviluppo di competenze, attitudini, entusiasmo. Fondamentali per le persone e la qualità dell'esperienza lavorativa.”

“Con Urka! vogliamo creare un collegamento diretto fra aziende e consumatori in modo che i brand possano domandare direttamente all'utente dei quesiti, dialogare con lui. – spiega Ortolani – Una richiesta di comunicazione che l'azienda mette in opera senza che ci sia invasione, nel totale rispetto della privacy. Se il consumatore accetta l'interazione viene premiato con dei punti con i quali si possono acquistare dei regali. In Italia vengono spesi all'anno circa 10 miliardi di euro per il media, di cui all'utente non arriva un euro, anzi, spesso si sente infastidito dall'adv onnipresente. Noi non vogliamo fare 'una imboscata al target', vogliamo che il consumatore abbia un rapporto trasparente, diretto e onesto con il marchio e di reciproco interesse.”

In questa ottica e approccio il consumatore guadagna sia economicamente che come ruolo. Il brand non paga più il media ma il consumatore. Il marchio, da parte sua, non deve produrre contenuti incredibili perché la funzione d'intrattenimento gammificato dell'app è il contenuto stesso. “All'azienda costa molto meno e l'utente in pochi minuti guadagna qualche euro e si sente valorizzato dal marchio.”

All'interno della piattaforma Urka! ci sono diverse sezioni: di gioco, di risposta a questionari dell'azienda, la possibilità visualizzare dei prodotti che poi si possono acquistare ovunque il soggetto preferisca per poi, attraverso l'invio di una fotografia dello scontrino, ottenere punti, oppure facendo altre varie attività che l'azienda può proporre tramite la piattaforma.

Nel futuro a breve termine Merkat lancerà, tra circa un mese, una nuova proposizione chiamata That's Us, nata dall'acquisita Etnocom (marketing multiculturale). Realtà che punta a coinvolgere il top manager delle imprese, poi il middle manager, e via via tutta l'azienda, sul tema della diversità e inclusione, “Perché se l'azienda dimostra di praticare le giuste dinamiche di valorizzazione dei talenti, la messa a fattor comune delle diversità, è in grado di trattiene talenti e ne attrae di nuovi.” sottolinea Cogliolo.

Poi a gennaio sarà la volta del lancio di Second Brain, un coadiuvatore (consulenziale e di progettualità) che affiancherà l'imprenditore e il top management, per mettere a frutto le esigenze che nascono dai bisogni presenti nell'azienda. Spesso le PMI si trovano a non avere interlocutori in possesso di una forte esperienza aziendale capaci di parlare “la stessa lingua”, e molte idee che la struttura vorrebbe realizzare non trovano possibilità di sviluppo e realizzativa. “Noi vogliamo aiutare le aziende togliendo le loro idee dal solo incubatore del pensiero per portarle nel concreto alla vita.”

I soci di Merkat, oltre a Cogliolo e Ortolani, sono sei manager ancora alla guida di importanti imprese che hanno creduto nel progetto, mettendo la loro disponibilità e competenza a fattor comune già su alcuni progetti in base alla loro esperienza. Il giro di affari previsto per il 2023 si aggira attorno ai 2 milioni di euro. Con il lancio dei nuovi servizi, tra cui Urka! la Company prevede di chiudere il 2024 con un fatturato di circa 3,5 milioni di euro.