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IAB Forum/1. Ippolito: "2011 a +15%. E nel 2012 l'adv online supererà la stampa quotidiana"

Salvatore Ippolito presidente vicario Iab Italia e chief sales officer Libero, ha parlato di quest’era come “una realtà che ci costringe a guardare le cose in modo diverso, proprio come Alice dopo che ha incontrato il Bianconiglio”. E la diversità della realtà di oggi, sempre più digitale, è evidente anche nei dati relativi al mercato pubblicitario (vedi documento allegato).I dati: 2011 a +15%+15%, con una quota pari a 1,2 miliardi. L’Italia è quindi al quarto posto in Europa dopo Uk (4,7 miliardi), Germania (3,6 miliardi) e Francia (1,9%). A trainare il mercato ancora il display, che vale 455 milioni (+16%), e il search (448 milioni, +18%).torta degli investimenti in comunicazione. “Siamo passati dal 4% di cinque anni fa al 14% quest’anno - continua Ippolito -. Dieci punti in cinque anni cominciano a essere ‘new normal’. E per il prossimo futuro prevediamo di crescere ancora avvicinandoci al 20%”.utenti pubblicitari sono cresciuti in maniera importante: dai 1744 clienti del 2005 ai 3.607 del 2010. Fra i settori maggiormente presenti, vi sono le tlc, seppure in lieve calo, le automobili, i media. Mentre il grande assente rimane quello dell’alimentare/largo consumo. “questo importante comparto investe solo il 3% su internet, mentre rappresenta l’11% sul totale del mercato”, continua Ippolito.’audience di internet, censita mensilmente da Audiweb, dimostra da sola quanto il web sia una realtà sempre più presente nella vita degli italiani: 35 milioni gli utenti al mese, solo a giugno 26, 2milioni, di cui 13 si connettono al web ogni giorno.mobile, la cui importanza nel panorama del digitale è in costante crescita. “Anche se dal punto di vista pubblicitario è un mercato ancora un po’ sfuggente, sono convinto che l’anno prossimo sarà l’anno del mobile” dichiara Ippolito.couponing, con oltre 12 milioni di utenti registrati sui siti che offrono questo tipo di servizio.
Il mercato del digital advertising si è progressivamente consolidato raggiungendo la quota del miliardo già nel 2010, in un contesto economico particolarmente critico, facendo registrare un tasso di crescita superiore alla media europea (+19% per l’Italia vs il 15% dell’Europa).

Negli ultimi 5 anni l’investimento medio delle aziende in pubblicità sui media cartacei è diminuito del 27.7%, l’ investimento medio in TV ha registrato un calo dell‘11,7% mentre quello sulla radio ha avuto una crescita del 9,3%. In tutti questi settori, inoltre, c’è stata una diminuzione del numero delle aziende che hanno investito. Al contrario, il digitale ha registrato il una crescita del 46,1%, ed è aumentato del 107% il numero di aziende che hanno investito in rete.
 Alla conquista del ‘new normal’ritardo rispetto agli altri Paesi e ai livelli che potenzialmente potremmo raggiungere? “Certamente sì - ammette Ippolito - . Basti pensare che la internet economy rappresenta oggi solo il 2% del PIL. C’è ancora della strada da fare, per rendere ‘normal’ alcuni aspetti che a oggi non lo sono diventati”. Fra questi, la formazione su questo mondo, colmare il gap culturale e, soprattutto, gli investimenti sulle infrastrutture, che renderebbero molto più agevole utilizzare tutto ciò che è digitale, ovunque e in ogni momento. (e che avrebbero reso possibile il collegamento con il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, invece non riuscito).Si guarda, sempre e comunque, al futuro. E per il 2012 è previsto un importante traguardo: il superamento da parte degli investimenti pubblicitari di quelli sulla stampa quotidiana, con una cifra pari a 1,350 miliardi su 1,330. “E per il 2015, il nostro obiettivo, e speranza, è che internet diventi il secondo mezzo dopo la tv, a quota 2 miliardi di euro, e che arrivi a costituire il 4% del PIL. Pazzia? Forse, ma, come invitò a essere Steve Jobs, siamo foolish, siamo hungry, e soprattutto appassionati. Quando ciò succederà, festeggeremo, come Alice di Carroll, un non-compleanno di Iab. E lo IAB Forum diventerà una bella e grande festa: lo Iab Party”.Ilaria Myr   <