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Massari: il Direct non è più 'busta e lettera', vince la call to action

Il creativo indipendente Arturo Massari, giurato italiano nella sezione Direct al Festival di Cannes, ha spiegato ai nostri microfoni la rilevanza in giuria di progetti con una call to action specifica su un target preciso, come 'American Rom' che si è aggiudicato il grand prix anche in questa categoria, oltre che in Promo&Activation.

Il Direct non è più solo 'busta e lettera', ma con l'avvento delle nuove tecnologie sono cambiati gli strumenti utilizzati in questa disciplina che, in un'ottica di totale integrazione con gli altri mezzi, assume nuove forme.  
 
Al Festival nulla di fatto per l'Italia anche nella sezione Direct, dove un solo lavoro era riuscito ad entrare in shortlist, la campagna firmata da Lowe Pirella Fronzoni per la Onlus Ccsvi nella Sclerosi Multipla, che però non si è aggiudicata alcun Leone nonostante l'esaustiva presentazione in giuria e la buona esecuzione del progetto.

Per il creativo, che ha molto creduto nel lavoro italiano, nonostante l'esaustiva presentazione in giuria e la buona esecuzione, il progetto non è riuscito a convincere il numero necessario di giurati.

I lavori italiani iscritti sono ancora troppo pochi, quest'anno solo 10, per tornare vittoriosi da sezioni in cui la giuria si trova a valutare 1.858 campagne. Dai progetti internazionali esaminati Massari non ha dubbi, molti lavori nostrani che non hanno partecipato avevano le caratteristiche per primeggiare nell'arena competitiva del Festival.

Ci vuole solo più coraggio e fiducia nella bontà di un progetto perchè agli occhi della giuria prende una nuova vita.

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