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Kantar/Consumatori, Brand e Comunicazione. Capeci: "Dal lockdown ereditiamo maggior pianificazione delle attività, selezione delle fonti di informazione, digital payments, attenzione alla mobilità e attaccamento alla casa"

In questo appuntamento nato dalla collaborazione fra ADVexpress e la company, il Ceo Italy, Greece & Israel di Kantar Insight Division, illustra ulteriori 6 macro-trend identificati dalla società di ricerche.

Prosegue l’analisi dei 12 trend emersi dalla 4^ wave del COVID-19 Barometer, lo studio globale di Kantar che monitora le attitudini degli individui, i comportamenti e le attese in questa fase di pandemia in più di 50 Paesi nel mondo.

Prima di spiegare ai microfoni di ADVexpressTV i 6 nuovi trend,  Federico Capeci, CEO Italy, Greece & Israel Kantar Insights Division at Kantar,  esprime il proprio parere positivo sulla scelta effettuata da WPP nel cambio di leadership del gruppo, promuovendo come nuova country manager una professionista già interna al gruppo, Simona Maggini, già Ceo VMLY&R, al posto di Massimo Costa. 

Nella scorsa puntata (leggi news), il manager aveva spiegato che quanto successo e vissuto dalle persone negli ultimi tre mesi, rimarrà nella loro memoria: il compito delle aziende  alla fine del lockdown sarà dunque identificare e recuperare i ricordi e gli aspetti positivi, lavorando per evitare e tenere a distanza i lati negativi.

Il settimo trend emerso dall'indagine riguarda l’esigenza di dover pianificare la propria vita e le proprie attività. “C’è una rinnovata voglia di prendersi del tempo per se stessi e quindi anche per i propri acquisti e per gli investimenti finanziari - spiega Capeci - Questo a discapito di tantissimi acquisti di impulso che sono diminuiti drasticamente”. In particolare, il 71% degli italiani dichiara di essere proattivo in merito alla pianificazione dello shopping. 

Segue poi la necessità di selezionare le fonti di informazione. Nel pre-lockdown il consumatore riceveva frequentemente un flusso di informazioni dai social media in maniera per certi frustrante.  Oggi invece, ha riscoperto l’importanza di selezionare le fonti delle informazioni prima di fruirle. Il 37% degli intervistati afferma che è importante essere ben preparati su quello che sta succedendo.

Il nono aspetto evidenziato è l’importanza della casa nel periodo dell’emergenza. “La casa è diventata un mondo, un ambiente dove accade tutto quello che avviene nella propria vita - racconta Capeci - Siamo più grati nei confronti della nostra abitazione, che ci ha protetto e che ci ha permesso di reimmaginarci”.

E poi c’è un’altro dato che prevede la riconsiderazione del nostro modo di vivere, che in particolare affronta il problema della mobilità. Secondo la ricerca, solo il 10% dei consumatori in lockdown ha avuto la possibilità di usare un mezzo pubblico o la propria auto, soprattutto a fronte del decreto emanato dal Presidente del Consiglio. In questo momento, la scelta di un mezzo individuale è sicuramente più rassicuratoria. La mobilità, deve essere intesa non solo come qualcosa che porta da un punto ad un altro, ma come ad un momento da vivere con massimo controllo.

Il trend in penultima posizione evidenzia come i consumatori si sentano più insicuri e fragili. Il 74% infatti, ha un’importante paura della recessione. Un timore non solo per la salute, ma una paura concreta dei risvolti di questa pandemia. “Questo è un punto interessante - spiega il manager - perché seppure apparentemente banale, nasconde dinamiche diverse, per esempio a livello generazionale”. I millennials, ad esempio, divertamente da altri target, sono pronti ad affrontare il periodo, perché sono nati in un’era di incertezza.

In ultima battuta, l’utilizzo dei sistemi di pagamento digitali ha scavalcato il contante. Il 75% degli italiani che usano questi mezzi non tornerà indietro.

“Se noi siamo riusciti a comprendere che il rapporto con il denaro può essere dematerializzato - conclude capeci - significa che dovremo affrontare tutto il mondo degli acquisti e delle relazioni in generale, in una logica totalmente differente. Questo trend è molto forte e va al di là dell’impatto sull’industria dei payments o dell’e-commerce o dal rapporto con gli oggetti, come lo è anche il denaro".