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Confalonieri: 'Niente tasse, né costi di produzione né vincoli sulla privacy per i colossi della rete. Eliminiamo i loro vantaggi competitivi'

In occasione dell'Assemblea degli Azionisti Mediaset, il presidente Fedele Confalonieri si schiera ancora una volta contro gli Over The Top, ovvero colossi come Google, Facebook, Amazon. "Se vogliamo la deregulation facciamola. Ma anche per i televisivi", ha affermato il manager. Che a proposito dell'opas di Ei Towers su Rai Way ha dichiarato: "Siamo sicuri che la questione di creare una grande unica infrastruttura italiana per la diffusione del segnale tv tornerà in primo piano. E noi ci saremo, con grande disponibilità. E' fuori dal tempo condannare i campioni italiani della comunicazione a un nanismo industriale che porta solo ad essere preda di gruppi stranieri".
Oggi, 29 aprile, presso la sede Mediaset a Cologno Monzese, si è tenuto il tradizionale incontro con gli azionisti per commentare i risultati del Gruppo nell'esercizio 2014, comunicati ufficialmente lo scorso marzo (leggi news).

Il 2014, lo ricordiamo, per Mediaset si è chiuso con ricavi netti consolidati a quota 3,4 miliardi di euro, in linea con l'esercizio precedente. I ricavi pubblicitari televisivi lordi si sono attestati a 1,98 miliardi di euro, registrando una flessione del 3,8% sul 2013.

In Spagna, la raccolta pubblicitaria lorda di Publiespana ha raggiunto 889,2 milioni di euro, registrando una crescita del 10,8% rispetto al 2013.

Riportiamo qui di seguito alcuni stralci del discorso di apertura del Presidente Fedele Confalonieri (nella foto).

"Vorrei esprimere la nostra soddisfazione e anche il nostro orgoglio per come Mediaset ha condotto le sue attività nel 2014, anno difficile ma affrontato con grande determinazione e coronato alla fine da un successo indiscutibile in tutte le più importanti attività", ha esordito il Confalonieri.

"Come nel 2013, anche nel 2014 siamo in utile, e in più quest'anno torna il dividendo, che proporremo a questa assemblea. L'indebitamento è stato dimezzato. E' stato consolidato l'assetto economico patrimoniale, con prospettive anche di lungo termine, e sono state difese le quote di mercato, pur in presenza di eventi speciali, come i Mondiali di calcio che sono stati trasmessi da Sky e da una Rai mai come oggi spregiudicata nell'abbattimento dei prezzi della pubblicità".

(...)

"Una Rai competente e ben guidata è senz'altro qualcosa di positivo per il Paese e anche per noi suoi storici concorrenti. Se si tratta di aumentare la vocazione di servizio pubblico noi siamo d'accordo. Le risorse Rai sono già in gran parte pubbliche. Per la parte di presenza sul mercato della pubblicità è evidente che i comportamenti dovranno essere conseguenti".

"Ma la realtà concorrenziale che più ci preoccupa è un'altra. Si sente la presenza sommersa ma dal peso potenzialmente schiacciante dei cosiddetti Over The Top, per non fare nomi Google, Facebook, Amazon. Si stima, ma appunto possiamo solo congetturare, che Google dreni risorse pubblicitarie per quasi un miliardo e mezzo di euro all'anno".

"Tre temi. Uno fiscale: queste compagnie non pagano tasse in Italia. Lo abbiamo detto l'anno scorso e ci ritorniamo ora. I Paesi europei stanno reagendo. E' una sveglia anche per l'Italia e il nostro governo, mi auguro, faccia seguire i fatti al progetto di tassare alla fonte i ricavi del gruppi americani nel nostro Paese". (...)

"Secondo tema, questi Gruppi non sottostanno alle regole sulla privacy, che per noi sono, giustamente direi, molto rigide. (...) Facebook detiene tutti i dati dei nostri ragazzi. Google è in grado di fornire gli ultimi quattro anni di ricerche fatte sul suo motore . E' una gigantesca schedatura digitale di informazionisu centinaia di milioni di persone, gli orientamenti di consumo di tutti noi da vendere agli investitori pubblicitari. E noi per raccogliere dati e profilare i clienti abbiamo bisogno di autorizzazioni dall'Authority competente, che fa il suo mestiere di proteggere il cittadino-consumatore".

"Terzo tema, i contenuti. Quando il vertice di Google dice che il suo mestiere non è fare l'editore, distorce la realtà e calpesta l'evidenza. La verità è che distribuisce contenuti editoriali fatti da altri, anche da noi, senza accollarsi i costi di produzione ma incamerando i ricavi della pubblicità. Di fatto la strada è tracciata: prima o poi, Netflix già lo fa, i giganti globali produrranno anche direttamente potendo sfruttare enormi economie di scala. Attenzione: produrranno, a casa loro, contenuti per il mondo". (...)

"Il nostro obiettivo è di business: vogliamo che siano eliminati i rilevanti vantaggi competitivi di operatori che prosperano anche grazie all'illegalità".

Alle considerazioni generali, sono seguite alcune riflessioni relative in modo specifico a Mediaset.

"Con Telefonica e altri stiamo pensando a come operare nel mondo delle offerte triple e quadruple play. Con molta determinazione noi proteggeremo i nostri contenuti, che come è evidente, sono il carburante di tutte queste iniziative. E quindi non permetteremo a nessuno di sfruttare i nostri contenuti al di fuori di accordi commerciali che ne rispecchino il valore. In questa linea chiederemo un Re Trasmission Fee adeguato a tutti gli operatori".

"Ha destato grande interesse dei media e un vero entusiastico sostegno del mercato l'opas di Ei Towers su Rai Way. Era ed è un progetto di razionalizzazione in grado di generare valore. Il fuoco di sbarramento che ha bloccato l'operazione non è del tutto comprensibile, e quando le polemiche si saranno placate siamo sicuri che la questione di creare una grande unica infrastruttura italiana per la diffusione del segnale tv tornerà in primo piano. E noi ci saremo, con grande disponibilità. E' una battaglia di retroguardia impedire l'integrazione. Ed è fuori dal tempo condannare i campioni italiani della comunicazione a un nanismo industriale che porta solo ad essere preda di gruppi stranieri".

SP