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Maggioni (UPA): "La radio è pronta per avere ancora una ricerca di sistema. Non deve temerla"
A margine della presentazione di RadioCompass 2015, il direttore generale UPA ha dichiarato che i dati derivanti dalle indagini realizzate dalle società private rappresentando la base strategica per un'azienda nella definizione di un piano ottimale di investimenti pubblicitari. E risultano ancora più efficaci se associate a ricerche di sistema in grado di esplorare da vicino i singoli mezzi. Ad oggi il mezzo radiofonico ne rimane ancora deficitato, dopo la chiusura di Audiradio. Da qui l'appello agli editori perché si organizzino per dare vita a una nuova ricerca di sistema.
Il direttore generale UPA Giovanna Maggioni, intervistata a margine della presentazione RadioCompass 2015 (leggi news), ha sostenuto con convinzione la necessità delle ricerche di sistema a integrazione dei dati delle indagini realizzate da società private. Queste infatti pur rappresentando la base strategica per un'azienda nella definizione di un piano ottimale di investimenti pubblicitari, sono ancora più efficaci se associate a ricerche in grado di esplorare da vicino i singoli mezzi.
Ad oggi dunque il mezzo radiofonico ne rimane ancora deficitato, dopo la chiusura di Audiradio, anche se per Giovanna Maggioni: "la radio è pronta e matura al punto giusto per tornare a beneficiare di una ricerca di sistema. Non ne deve avere paura."
Il direttore generale dell'Unione Pubblicitari Associati ha inoltre puntualizzato sulla necessità di superare un po' la logica del GRP (Gross Rating Points) nelle ricerche, dando sempre più spazio all'ambito relazionale per ogni mezzo: "Oggi servono dati sempre più incrociati. Le aziende hanno bisogno di ricerche di sistema, multimediali e relazionali. Particolarmente rilevante ai fini di pianificazioni efficaci, l'indagine tra fruitori e mezzi perché dà indicazioni raffinate che vanno oltre i numeri. Sono sei anni che come UPA finanziamo attraverso 30 associate la ricercha Eurisko Media Monitor, oggi parte di un'indagine più complessa chiamata Sinottica Single Source. Ricerche di questo tipo sono strategiche per le aziende ma non vanno a sostituire le ricerche di sistema, al massimo ne integrano il valore."
Relativamente invece alla considerazione che in Italia la spesa pubblicitaria è sempre inferiore a quella del resto del mondo, il motivo sta per Giovanna Maggioni nella minore numerosità (13 mila) di aziende che nel nostro Paese investono in advertising. "Il problema rimane legato alle PMI che ancora hanno paura di investire in comunicazione. Da qui la necessità di fare cultura. E noi come Associazione siamo impegnati in prima fila per diffondere un'adeguata formazione e gli strumenti più adatti a facilitare l'approccio delle PMI, che spesso hanno un giro d'affari elevato, alla pubblicità come leva strategica per la crescita."
L'UPA anche quest'anno, a ottobre, affiancherà Confindustria nella nuova edizione di Parola d'impresa, il Premio al miglior progetto di comunicazione pubblicitaria per le PMI. Iniziativa che nel 2014 ha fruttato a UPA l'adesione di 6 nuove realtà.
MF
Ad oggi dunque il mezzo radiofonico ne rimane ancora deficitato, dopo la chiusura di Audiradio, anche se per Giovanna Maggioni: "la radio è pronta e matura al punto giusto per tornare a beneficiare di una ricerca di sistema. Non ne deve avere paura."
Il direttore generale dell'Unione Pubblicitari Associati ha inoltre puntualizzato sulla necessità di superare un po' la logica del GRP (Gross Rating Points) nelle ricerche, dando sempre più spazio all'ambito relazionale per ogni mezzo: "Oggi servono dati sempre più incrociati. Le aziende hanno bisogno di ricerche di sistema, multimediali e relazionali. Particolarmente rilevante ai fini di pianificazioni efficaci, l'indagine tra fruitori e mezzi perché dà indicazioni raffinate che vanno oltre i numeri. Sono sei anni che come UPA finanziamo attraverso 30 associate la ricercha Eurisko Media Monitor, oggi parte di un'indagine più complessa chiamata Sinottica Single Source. Ricerche di questo tipo sono strategiche per le aziende ma non vanno a sostituire le ricerche di sistema, al massimo ne integrano il valore."
Relativamente invece alla considerazione che in Italia la spesa pubblicitaria è sempre inferiore a quella del resto del mondo, il motivo sta per Giovanna Maggioni nella minore numerosità (13 mila) di aziende che nel nostro Paese investono in advertising. "Il problema rimane legato alle PMI che ancora hanno paura di investire in comunicazione. Da qui la necessità di fare cultura. E noi come Associazione siamo impegnati in prima fila per diffondere un'adeguata formazione e gli strumenti più adatti a facilitare l'approccio delle PMI, che spesso hanno un giro d'affari elevato, alla pubblicità come leva strategica per la crescita."
L'UPA anche quest'anno, a ottobre, affiancherà Confindustria nella nuova edizione di Parola d'impresa, il Premio al miglior progetto di comunicazione pubblicitaria per le PMI. Iniziativa che nel 2014 ha fruttato a UPA l'adesione di 6 nuove realtà.
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