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Media Italia. Miss Italia 2010: cresce l’ascolto, ma non tutto brilla

Il bilancio di quest’anno della kermesse dedicata alla bellezza è stato complessivamente positivo: +5,6% rispetto all’edizione 2009 (4,2 vs 4,0 milioni nel minuto medio). Una crescita dovuta, soprattutto alla minor durata delle serate. Il bilancio d’ascolto è apparentemente positivo, ma guardando più in dettaglio, la share complessiva è calata di 1 punto, da 24,8% a 23,8%. L’evento sta diventando sempre più di nicchia.

Un po’ di storia

Miss Italia
accompagna la storia del nostro paese sin dal 1939. In tv dal 1988, il concorso si è piegato alla “ragion televisiva” allungandosi dapprima a 2 serate (93-94), poi a 3 (dal ’95 al ’99) ed infine a 4 (dal 2000), senza contare lo spin-off di Miss Italia nel Mondo. Il rito dell’elezione della più bella d’Italia quindi non può non essere considerato un evento. Però non si può nemmeno negare che nel corso degli anni abbia perso parte del suo smalto, come dimostrano i dati Auditel. Da un lato il pubblico non ha bisogno di attendere settembre per vedere in tv qualche bella ragazza scosciata. Dall’altro le ragazze scosciate non hanno bisogno di attendere la manifestazione guidata da Mirigliani dal ‘59 per mettersi in mostra in tv. Dopo il tonfo del 2002 (-16% vs 2001), costato la testa a Frizzi, alla sua 15a conduzione, nel 2003 c’era stato un segnale di ripresa (+4%) grazie ad una serie di innovazioni: cambio di conduttore (Conti), ritmo più serrato, minor durata del programma (un “trucco” per ottenere una media d’ascolto più alta) e posticipo di una settimana (un “trucco” per sfruttare un bacino d’ascolto più ampio). Negli anni seguenti, nonostante Conti ed altre innovazioni, come le sfide frontali tra Miss a colpi di televoto istantaneo, le crepe sono riemerse e l’ascolto ha ripreso il trend discendente, a parte l’exploit del 2005. Dopo la parentesi con la strana coppia Bongiorno-Goggi, che aveva bloccato l’emorragia d’ascolto, il ritorno di Conti nel 2008 è finito in profondo rosso: il colore dei capelli della vincitrice (non era mai successo) ed il peggiore ascolto della storia (due record in un colpo solo).

Per la 70a edizione il clan Mirigliani ha preso una decisione 'rivoluzionaria': affidare conduzione e direzione artistica ad una donna, Milly Carlucci. Pur rivitalizzato e attualizzato lo show è stato troppo lungo e ciò ha penalizzato l’ascolto, calato di quasi il 2%.



L’edizione di quest’anno

Per la 71a edizione del concorso l’organizzazione ha sostanzialmente confermato la struttura dell’anno scorso: tre serate, riduzione delle concorrenti da 100 a 60, conduzione affidata a Milly Carlucci. La vera novità, si fa per dire, è stata l’affiancamento di Emanuele Filiberto di Savoia, un principe che non disdegna di fare il valletto, il ballerino, il cantante e chissà cosa altro ancora in futuro.
Cautelativamente Sipra ha ulteriormente ridotto i costi a listino degli spot tabellari.
Sarà anche per la sua presenza, certo è che il bilancio di quest’anno è stato complessivamente positivo: +5,6% rispetto all’edizione 2009 (4,2 vs 4,0 milioni nel minuto medio).
Non per smontare l’effetto principe, che tra tante damine è come un pisello nel suo baccello (come dicevano Stanlio e Ollio), ma la crescita d’ascolto è in parte dovuta alla minor durata delle serate.
La prima serata, dedicata al cinema, è durata “solo” 3 ore e 28 minuti contro le 4 ore e 38 minuti dello scorso anno. Grazie a questo semplice accorgimento l’ascolto è aumentato del 12,2% (3,4 vs 3,1 milioni nel minuto medio). Da notare che a parità di orario l’ascolto è stato inferiore di quasi il 4%.





La seconda serata, dedicata alla moda, è durata come nel 2009, poco meno di 3 ore e mezza. L’ascolto è rimasto lo stesso della serata d’esordio, ma in calo del 10,1% rispetto al 2009 (3,4 vs 3,8 milioni nel minuto medio). A parità di orario l’ascolto è stato inferiore di oltre il 7%.




La serata finale è durata 3 ore e 36 minuti contro le 3 ore e 44 minuti del 2009. Qui però non è stato solo un fatto di gestione del tempo. Qui l’organizzazione ha calato l’asso Sophia Loren e c’è stato un maggiore interesse da parte del pubblico. Come si vede dal grafico l’ascolto è quasi sempre stato superiore a quello dello scorso anno e la media è balzata da 5,3 a 5,7 milioni nel minuto medio (+8% anche a parità di orario).




In conclusione, il bilancio d’ascolto è apparentemente positivo, ma guardando più in dettaglio i dati si notano molte smagliature. Tra l’altro la share complessiva è calata di 1 punto, da 24,8% a 23,8%. Infine, guardando anche ai dati degli ultimi anni è evidente che nonostante i cambi di conduttore, di direzione artistica, dei meccanismi di selezione ed eliminazione delle concorrenti, l’evento sta diventando sempre più di nicchia.




Roberto Roseano - Research Director e Consigliere Media Italia