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Mediaset, 1° sem. in pareggio con giugno a +6% e nel 2016 sbarco pay sul satellite. Al vaglio progetti con Vivendi, mentre con Sky nessun accordo a breve

Segnali positivi che non permettono ancora di guardare lontano al punto da stimare la chiusura d'anno. Così ha commentato l'andamento del Gruppo di Cologno Monzese il Vp e Ad Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei nuovi palinsesti. L'evento è stato anche l'occasione per chiarire diversi punti chiave nella strategia Mediaset per il rafforzamento della propria leadership, tra cui la penetrazione del mondo radiofonico con la recente offerta per l'80% di R101.  ‘No comment’ su presunta offerta di Sky per Premium e presto l’accordo commerciale con Telecom Italia, senza ingresso nel capitale. Confermate invece le trattative con Vivendi per collaborazioni sui contenuti, pay e free.
 
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Il 2015 non è ancora l'anno della svolta. Le aziende fanno programmi a breve e la communication industry ancora arranca, nonostante le ottimistiche previsioni dell'UPA  in merito a una  chiusura d'anno  con inversione di segno e lieve crescita, tra l'1%  e il  2% , per il mercato pubblicitario italiano (leggi  news ). Questa l'opinione del Vp e Ad  Mediaset  Pier Silvio Berlusconi che, in apertura della serata di presentazione dei nuovi palinsesti autunnali (leggi  news ), ha lanciato un monito al  Governo Renzi  di cui lo scorso anno si era dichiarato 'tifoso'. 

"Mi sembra che le tanto annunciate riforme economiche abbiano accusato un forte rallentamento. E' successo qualcosa? No, appunto. E' il momento di darsi un mossa" ha commentato il manager, continuando: "Siamo ancora dentro la crisi più lunga che l'Italia abbia mai vissuto Da italiano e da imprenditore voglio e devo avere fiducia. Spero e credo che il nostro Governo voglia riprendere un'azione decisa e ispirata proprio alle riforme". Un mondo quello politico che, nonostante lo attragga per certi aspetti, non fa parte dei programmi futuri di Berlusconi Junior.

Ma veniamo ai punti cardine della nuova strategia del Biscione. Sono quattro: una tv sempre più centrale, con un rafforzamento della leadership d'ascolto delle reti del gruppo nel 2015 che hanno catturato il 38,1% di share in prime time sul target commerciale 15-64 (+2,1% verso il pari periodo 2014); il web, con 4,7 mln di video Mediaset visti online quotidianamente, che lo classificano primo editore italiano di video in rete; una tv a pagamento sempre più competitiva, che detiene il 28,4% di quota di mercato della pay tv in Italia (nel 2008 era il 5,2%); la capacità di sviluppare contenuti.

"Oggi Mediaset detiene il più grande sistema di media in Italia, raggiungendo 57 milioni di persone ogni settimana"  ha spiegato Pier Silvio. "Per questo ci stiamo attrezzando, non solo a livello editoriale, per rafforzare ulteriormente la nostra leadership. Sul fronte commerciale ad esempio applicheremo a breve le nuove tecnologie Big Data per creare profili di ultima generazione, aumentando il potere pubblicitario di tutti i nostri contenuti."  E quando saranno pronti, la concessionaria si è preparata per un loro ottimale utilizzo. Così ha dichiarato a margine della presentazione l'Ad Publitalia Stefano Sala, annunciando anche l'imminente loro debutto nel Programmatic Tv (leggi news).

In uno scenario ancora in difficoltà, quello pubblicitario, la tv del Biscione archivia giugno con una crescita del +6% e il primo semestre in pareggio. Segnali positivi che non permettono ancora, secondo Berlusconi, di guardare lontano al punto da stimare la chiusura d'anno.

L'evento di presentazione della nuova offerta editoriale del Gruppo è stato anche occasione per smentire o confermare news non ancora ufficiali relative a mosse strategiche su cui Mediaset si starebbe concentrando. Prima tra tutte l'offerta per l'acquisto dell'80% della radio di Mondadori R101 (leggi news).

Perché il Biscione vi sarebbe interessato e a quali condizioni? Le risposte sono arrivate, seppure in maniera un po' criptica, da Berlusconi che ha precisato: "Si tratta di un'offerta vera e di mercato. C'è stata un'altra offerta ma il valore della nostra è più alto. Noi vogliamo fare passi avanti e, avendo già cinque radio nel portafoglio commerciale, non potevamo farci sfuggire questa opportunità in ottica crossmediale. Stiamo cercando di vendere pubblicità su tutti i media, ci sembra sbagliato arretrare in un settore che ha un bel futuro. Sono alcuni anni che guardo al settore delle radio, e il nostro interesse potrebbe allargarsi in futuro ad altre emittenti radiofoniche." Secondo indiscrezioni di stampa, Rtl102.5 avrebbe offerto circa 37 milioni per il 100% dell'emittente radiofonica, mentre con la stessa cifra la proposta di Mediaset riguarda l'80% dell'acquisizione.

Allargando lo sguardo ad altre operazioni, 'no comment' sui rumors che parlavano di un'offerta di Sky di 1 miliardo e 100 milioni di euro per il 100% Mediaset Premium. Pier Silvio ha sottolineato a tal proposito che: "non ci sono accordi con Sky che portino a qualcosa a breve”. E nemmeno teme l'espansione della tv di Murdoch in chiaro, dopo  l’acquisto da Viacom del canale numero 8 attualmente occupato da Mtv. Per il manager: "Anche noi siamo presenti sul satellite con un'offerta gratuita e a breve lo saremo anche con contenuti a pagamento. Probabilmente nel 2016. In tempi di Netflix si spendono centinaia di milioni per il numero 8 sul telecomando? Per noi a partita si gioca sui contenuti, non sul telecomando”.

Infine a chi ha chiesto un commento sulla fallita Opas Ei Tower (leggi news), Berlusconi ha spiegato: “La nostra operazione aveva più che senso. Non è andata in porto per le ragioni parapolitiche. Siamo interessati a operazioni che portino alla crescita, anche a quelle che non prevedono il controllo da parte di Mediaset".

Ribadendo ciò che è stato recentemente dichiarato alla presentazione delle novità di Mediaset Premium (leggi news), Berlusconi ha annunciato che “a breve” potrebbe invece essere definito l’accordo tra Telecom Italia e Premium per un'offerta commerciale congiunta. Sul possibile ingresso di Mediaset in Telecom Italia, il manager ha precisato: “Nella vita tutto può succedere, ma è molto difficile. Il tempo opportuno per farlo è passato”. Anche se i rapporti con Vincent Bolloré, il presidente della holding francese Vivendì da poco salita al 14,9% di Telecom Italia, “sono ottimi” ha detto Berlusconi, precisando che: “Stiamo approcciando dei possibili progetti di sviluppo insieme che non riguardano solo Premium o solo l’Italia, ma hanno a che fare più in generale con i contenuti sia free che pay. Nulla di imminente, non si firma domani qualcosa”.

Intanto la pay tv del Biscione ha avviato una politica commerciale aggressiva, con l'obiettivo di erodere ulteriormente la quota di mercato di Sky. Ecco i prezzi dell'offerta Premium: il pacchetto Doc, Cinema e Infinity costerà 26 euro al mese, ma il prezzo scende a 19 euro per i primi 12 mesi. Chi vorrà vedere le partite di calcio dovrà pagare 36 euro al mese (Doc e Calcio). Per l'abbonamento completo (Doc, Cinema, Infnity e Calcio) si sborseranno, invece, 42 euro al mese. Una promozione di 26 euro al mese per i primi 6 mesi è prevista per i nuovi abbonati.

Un'offerta altamente competitiva che, se dovesse realmente portare a ciò che Mediaset spera, probabilmente riaprirà le contrattazioni  tra gli unici due palyer in Italia sul campo della tv a pagamento. 

Maria Ferrucci