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Poligrafici Ed. approva il Bilancio 2014. Strategie 2015: contenimento dei costi, incremento dei ricavi pubblicitari, rinnovo della grafica e dei contenuti editoriali e investimenti su Internet
Nel corso dell’Assemblea, l’A.D. del Gruppo Andrea Riffeser Monti ha anticipato i punti chiave della strategia 2015, ha sollecitato il Governo ad effettuare sgravi agli editori che investono in innovazione, ha sollecitato la creazione di regole che definiscano degli abbonamenti per la lettura nei locali pubblici, sull’esempio delle reti televisive a pagamento e la liberalizzazione della vendita dei quotidiani, per dare la possibilità a chi vuole acquistare il giornale di trovarlo più facilmente.
Si è riunita oggi a Bologna l’Assemblea Ordinaria della Poligrafici Editoriale che ha approvato il Bilancio 2014, la prima sezione della Relazione sulla remunerazione, il Bilancio d’esercizio e il Bilancio consolidato 2014.
Nella riunione odierna l’Assemblea degli Azionisti ha esaminato il bilancio consolidato del Gruppo ed ha approvato il Bilancio dell’esercizio 2014, così come era stato proposto dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 23 marzo 2015. (Leggi la news Poligrafici Editoriale: nel 2014 ricavi netti a 207 mln e raccolta a 62,8 mln, -4,4%. Cresce la raccolta online).
L’Assemblea degli Azionisti ha espresso voto favorevole sulla prima sezione della Relazione sulla remunerazione così come predisposta dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 123-ter del D.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58.
Nel corso dell’Assemblea , l’A.D. Andrea Riffeser Monti (nella foto), sollecitato dalle domande dei soci, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
“Dopo anni molto difficili, nel corso dei quali ci siamo trovati ad affrontare una crisi mondiale che ha stravolto tutte le dinamiche dei mercati, il ritorno all’utile nel corso del 2014 ci permette di esprimere un cauto ottimismo. Stiamo raccogliendo i frutti di un importante lavoro che abbiamo svolto in questi anni, anche attraverso la riorganizzazione del management e lo sviluppo di alleanze strategiche, che ha permesso a QN Quotidiano Nazionale di diventare il secondo quotidiano di informazione a livello nazionale per copie vendute in edicola.
Le strategie per il 2015 possono essere riassunte in quattro punti chiave: contenimento dei costi, incremento dei ricavi pubblicitari, rinnovo della grafica e dei contenuti editoriali e investimenti su Internet.
Ma anche il Governo può, e deve, contribuire in maniera importante a questa ripresa, valorizzando il ruolo di informazione e trasparenza che sono chiamati a svolgere i quotidiani. È, però, fondamentale che agisca con determinazione, tagliando i meri contributi che non fanno altro che prolungare l’agonia di testate che ormai non hanno più lettori, per sostenere il settore, attraverso sgravi agli editori che hanno il coraggio di investire e alla liberalizzazione della vendita dei quotidiani. Non dimentichiamoci che, a discapito di un calo delle vendite dei quotidiani, i lettori rimangono costanti e l’unico modo per non perdere questo patrimonio è continuare ad essere fiduciosi ed avere la capacità di rinnovarci sempre, proprio per adeguarci alle esigenze del nostro pubblico. Da una ricerca di mercato che abbiamo recentemente commissionato, è palesemente emerso l’apprezzamento dei nostri lettori per gli sforzi fatti per rinnovare e semplificare le testate, il fatto che venga premiato uno stile di approfondimento e divulgativo semplice e veloce, la scelta del quotidiano come mezzo di informazione ritenuto più efficace della tv, ma anche anche la conferma di quanto ripeto da anni: il 30% dei nostri lettori non acquista il giornale perché lo legge al bar. Per arginare questo fenomeno ritengo sia ormai improcrastinabile una regolamentazione della lettura selvaggia attraverso la creazione di regole che definiscano degli abbonamenti per la lettura nei locali pubblici, sull’esempio delle reti televisive a pagamento. E, ribadisco, non si può rimandare oltre la liberalizzazione della vendita dei quotidiani, per dare la possibilità a chi vuole acquistare il giornale di trovarlo più facilmente. Le strategie per il futuro prevedono di stringere accordi con quotidiani locali che potranno arricchire la propria offerta grazie alle pagine del QN e concentrare le proprie risorse su quella locale”.
EC
Nella riunione odierna l’Assemblea degli Azionisti ha esaminato il bilancio consolidato del Gruppo ed ha approvato il Bilancio dell’esercizio 2014, così come era stato proposto dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 23 marzo 2015. (Leggi la news Poligrafici Editoriale: nel 2014 ricavi netti a 207 mln e raccolta a 62,8 mln, -4,4%. Cresce la raccolta online).
L’Assemblea degli Azionisti ha espresso voto favorevole sulla prima sezione della Relazione sulla remunerazione così come predisposta dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 123-ter del D.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58.
Nel corso dell’Assemblea , l’A.D. Andrea Riffeser Monti (nella foto), sollecitato dalle domande dei soci, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
“Dopo anni molto difficili, nel corso dei quali ci siamo trovati ad affrontare una crisi mondiale che ha stravolto tutte le dinamiche dei mercati, il ritorno all’utile nel corso del 2014 ci permette di esprimere un cauto ottimismo. Stiamo raccogliendo i frutti di un importante lavoro che abbiamo svolto in questi anni, anche attraverso la riorganizzazione del management e lo sviluppo di alleanze strategiche, che ha permesso a QN Quotidiano Nazionale di diventare il secondo quotidiano di informazione a livello nazionale per copie vendute in edicola.
Le strategie per il 2015 possono essere riassunte in quattro punti chiave: contenimento dei costi, incremento dei ricavi pubblicitari, rinnovo della grafica e dei contenuti editoriali e investimenti su Internet.
Ma anche il Governo può, e deve, contribuire in maniera importante a questa ripresa, valorizzando il ruolo di informazione e trasparenza che sono chiamati a svolgere i quotidiani. È, però, fondamentale che agisca con determinazione, tagliando i meri contributi che non fanno altro che prolungare l’agonia di testate che ormai non hanno più lettori, per sostenere il settore, attraverso sgravi agli editori che hanno il coraggio di investire e alla liberalizzazione della vendita dei quotidiani. Non dimentichiamoci che, a discapito di un calo delle vendite dei quotidiani, i lettori rimangono costanti e l’unico modo per non perdere questo patrimonio è continuare ad essere fiduciosi ed avere la capacità di rinnovarci sempre, proprio per adeguarci alle esigenze del nostro pubblico. Da una ricerca di mercato che abbiamo recentemente commissionato, è palesemente emerso l’apprezzamento dei nostri lettori per gli sforzi fatti per rinnovare e semplificare le testate, il fatto che venga premiato uno stile di approfondimento e divulgativo semplice e veloce, la scelta del quotidiano come mezzo di informazione ritenuto più efficace della tv, ma anche anche la conferma di quanto ripeto da anni: il 30% dei nostri lettori non acquista il giornale perché lo legge al bar. Per arginare questo fenomeno ritengo sia ormai improcrastinabile una regolamentazione della lettura selvaggia attraverso la creazione di regole che definiscano degli abbonamenti per la lettura nei locali pubblici, sull’esempio delle reti televisive a pagamento. E, ribadisco, non si può rimandare oltre la liberalizzazione della vendita dei quotidiani, per dare la possibilità a chi vuole acquistare il giornale di trovarlo più facilmente. Le strategie per il futuro prevedono di stringere accordi con quotidiani locali che potranno arricchire la propria offerta grazie alle pagine del QN e concentrare le proprie risorse su quella locale”.
EC


