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Quo M@dia: le news del futuro passano dal web
Dall'indagine condotta da Smart Research che sarà presentata il 30 settembre durante il convegno 'Media e informazione alla svolta digitale', emerge che il 12,3% del campione oggi si informa con uno smartphone, ma ben il 27,8 % prevede di utilizzarlo a questo scopo nel giro di un anno. Il 27,8% prevede di utilizzare l'Ipad per leggere news.
Il 30 settembre a Milano, presso la sala convegni del Sole 24 Ore, nell'ambito della Settimana della Comunicazione, si terrà il convegno organizzato da Quo M@edia: 'Media e informazione alla svolta digitale'.Alcuni dati dell'indagine condotta da Smart Research che verrà presentata al convegno rivelano un mutamento importante sulla fiducia e le metodologie di fruizione dell’informazione.Il campione di oltre 1000 persone reclutate tra chi usa internet da Smart Research nel mese di settembre 2010 rivela che la maggiore soddisfazione per l’attendibilità dell’informazione va ai siti aggregatori di notizie, e in particolare a Google News che batte tutti gli altri mezzi. All’ultimo posto le televisioni generaliste. Il confronto tra le fonti è diventato dunque un elemento fondamentale a scapito dei mezzi di informazione tradizionale. La ricerca rivela poi il cambiamento che la popolazione si attende nell’utilizzo dei mezzi con cui informarsi nel breve periodo, cioè nel prossimo anno.
Il dato rivela che siamo effettivamente in un momento cruciale della svolta digitale. Il 12,3% del campione oggi si informa con uno smartphone, ma ben il 27,8 % prevede di utilizzarlo a questo scopo nel giro di un anno. Per quanto riguarda Ipad e similari, oggi il 2,6% lo usa per informarsi, ma ben il 27,8% prevede che nel prossimo anno ne farà uso a questo scopo. Leggero calo per la televisione terrestre (da 67,3% a 61,9%) e lieve crescita di quella via satellite (da 26,4% a 30,7%).
Dice Nicola Pellegrini di Smart Research: “Da più parti si sottolinea che il web sarà lo strumento principale per la distribuzione delle news nel prossimo futuro. Che sarà così la ricerca lo dimostra. Ma la ricerca ci dice altro, ovvero che c’è un target a cui si dovrà prestare molta attenzione nel futuro: i consumatori di informazione 18-34 anni che vedono e credono poco nei Tg ma poi si informano e si fidano di internet abbattendo i mito che la rete non è attendibile e non dà fiducia”.

