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Rai, Renzi: "Entro marzo la riforma"

Intervenendo a In mezz’ora di Lucia Annunziata su Rai3, il presidente del Consiglio dichiara di voler spingere l'acceleratore sulla riforma del servizio pubblico radiotelevisivo attraverso un disegno di legge o, in condizioni di urgenza, con un decreto. Perchè la Rai "diventi più efficiente e più efficace; meno un luogo dove i partiti sono impegnati a spartirsi i vice caporedattori e più un luogo con la politica con la 'P' maiuscola". E le sue parole contro la legge Gasparri suscitano una dura reazione su twitter da parte del vicepresidente del Senato.
Renzi pronto a riorganizzare il servizio pubblico radiotelevisivo italiano. "Si parte a marzo con la Riforma Rai' ha dichiarato il premier prima durante il suo intervento all'evento "La scuola cambia', cambia l’Italià”, promosso dal Pd e poi come ospite a In mezz’ora di Lucia Annunciata su Rai3.

La via principale da seguire per modificare la governance resta il disegno di legge, purché lo si porti a casa in tempi brevi, altrimenti "se ci sono le condizioni di necessità e urgenza" non si esclude il ricorso al decreto, "come prescrive la Costituzione", ha sottolineato il premier.

Riguardo al testo della riforma Rai,  il governo lavora a un testo articolato su più fronti: la revisione delle norme sulla governance, con la creazione di un vero amministratore delegato, un cda ridotto, forse a cinque membri, nominato in base a criteri che lascino la titolarità al Parlamento, ma prevedano meccanismi per garantire indipendenza dai partiti; la riforma del canone, per ridurre l’evasione; l’anticipo del rinnovo della convenzione, in scadenza nel 2016.

Il punto di partenza, spiega Renzi,  è la convinzione che il governo dell’azienda "oggi nelle mani di procedure burocratiche complicatissime, diventi più efficiente e più efficace". "Vorrei che la Rai fosse il riferimento culturale in Europa" afferma. "La Rai deve essere meno un luogo dove i partiti sono impegnati a spartirsi i vice caporedattori e più un luogo con la politica con la 'P' maiuscola" .

E aggiunge: "Pensiamo che la Rai debba essere il grande motore dell'identità educativa e culturale del Paese e in quanto tale non possa essere normata da una legge che si chiama Gasparri".  Queste parole hanno scatenato una dura reazione del vicepresidente del Senato, che su twitter ha scritto "Matteo Renzi è un vero imbecille. E' di una abissale ignoranza, privo di basi culturali, solo chiacchiere, distintivo e insider trading". 


EC