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Rossignoli (Aeranti Corallo): inaccettabile la chiusura di 144 operatori di rete locali
Durante il convegno dell'Organizzazione di categoria svoltosi ieri a Roma il presidente e coordinatore ha contestato il Governo per le misure in tema di pianificazione ricordato che l’esclusione dalla pianificazione AgCom di 76 frequenze tv darebbe luogo alla chiusura di oltre un centinaio di operatori locali che, invece, godono di diritti d’uso delle frequenze rilasciati per vent’anni, dal Ministero dello Sviluppo economico a seguito di gare. Rossignoli ha inoltre chiesto nuovo piano di attribuzione delle numerazioni dell’ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre.
"E’ inaccettabile l’esclusione dalla pianificazione di 76 frequenze regionali, con conseguente chiusura di 144 operatori di rete televisivi locali che danno occupazione a oltre duemila lavoratori e che corrispondono a circa un terzo degli operatori di rete locali esistenti e a circa il cinquanta per cento di quelli operanti nelle regioni che si affacciano sulla costa adriatica. Perché tali 144 emittenti operano in virtù di diritti d’uso delle frequenze rilasciati, per la durata di vent’anni, dal Ministero dello Sviluppo economico a seguito di gare svoltesi negli anni 2011-2012, nelle quali dette emittenti sono risultate utilmente collocate nelle rispettive graduatorie. La problematica della compatibilizzazione radioelettrica con i paesi esteri confinanti è stata posta esclusivamente a carico delle tv locali in piena violazione delle norme che prevedono che almeno un terzo delle frequenze competa alle stesse tv locali". Lo ha dichiarato ieri, Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, durante il convegno annuale dell'associazione, a cui hanno partecipato anche il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, il commissario Agcom Antonio Nicita e il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso.
“La previsione di graduatorie per accedere alla capacità trasmissiva degli operatori di rete e per ottenere l’attribuzione di nuove numerazioni lcn, con validità di solo tre anni e basate su criteri in alcuni casi inidonei - ha continuato Rossignoli - conferma l’inadeguatezza del progetto definito con la legge di stabilità 2015. Rimettere in discussione ogni tre anni le assegnazioni della capacità trasmissiva e le attribuzioni delle numerazioni lcn rende insostenibile ogni impegno e investimento nell’emittenza locale”.
“Aeranti-Corallo - ha proseguito - ritiene che la legge di stabilità 2015 debba essere modificata sopprimendo la previsione dell’utilizzo di tali graduatorie ai fini di un nuovo piano di attribuzione delle numerazioni dell’ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre. E’ evidente, infatti, che dopo cinque anni di utilizzo delle attuali numerazioni, ogni eventuale variazione sarebbe estremamente penalizzante per tutte le tv locali. In caso di modifica delle numerazioni le trasmissioni di ogni tv locale non sarebbero, infatti, più ricevibili fino alla risintonizzazione dei televisori e dei decoder ubicati nell’area di operatività della tv stessa.”
“La crisi del mercato pubblicitario, i cambiamenti tecnologici e i nuovi modi di fare impresa radiotelevisiva imponevano scelte governative strutturali per accompagnare efficacemente il comparto in questa delicata fase in cui tutto è in continua evoluzione - ha affermato Rossignoli in apertura del convegno - Nulla, in questo senso, è stato fatto e addirittura sono state assunte, su iniziativa del Governo, una serie di scelte legislative che hanno, più volte, rimesso completamente in discussione spazi e ruolo dell’emittenza locale, generando una situazione di incertezza permanente che ha impedito e sta impedendo qualsiasi programmazione aziendale da parte delle imprese".
"L'interrogativo che si pone - ha concluso Rossignoli - è quello di comprendere se il Governo voglia ancora un sistema radiotelevisivo dove ci sia spazio per l’emittenza locale".
Inoltre, sul tema degli ascolti radiofonici, Rossignoli ha rilevato che proseguono i lavori del tavolo tecnico istituito dall’Agcom. La stessa Agcom dovrebbe rendere disponibile a breve un primo schema di linee guida per l’individuazione di una organizzazione sistematica della rilevazione degli indici dell’ascolto radiofonico che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della ricerca. “In tale sede - ha sottolineato Rossignoli - AERANTI-CORALLO ha evidenziato l’esigenza di una governance impostata in modo tale che ogni decisione circa la metodologia dell’indagine e i relativi costi debba essere necessariamente assunta con la condivisione di tutte le componenti del comparto (emittenza locale e emittenza nazionale)".
Rossignoli ha ricordato che la radiofonia locale ha oltre 21 milioni di ascolti lordi nel giorno medio (dati Radiomonitor anno 2014) e che in alcune regioni vi è una radio locale che ha più ascolti di ogni radio nazionale.
“La previsione di graduatorie per accedere alla capacità trasmissiva degli operatori di rete e per ottenere l’attribuzione di nuove numerazioni lcn, con validità di solo tre anni e basate su criteri in alcuni casi inidonei - ha continuato Rossignoli - conferma l’inadeguatezza del progetto definito con la legge di stabilità 2015. Rimettere in discussione ogni tre anni le assegnazioni della capacità trasmissiva e le attribuzioni delle numerazioni lcn rende insostenibile ogni impegno e investimento nell’emittenza locale”.
“Aeranti-Corallo - ha proseguito - ritiene che la legge di stabilità 2015 debba essere modificata sopprimendo la previsione dell’utilizzo di tali graduatorie ai fini di un nuovo piano di attribuzione delle numerazioni dell’ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre. E’ evidente, infatti, che dopo cinque anni di utilizzo delle attuali numerazioni, ogni eventuale variazione sarebbe estremamente penalizzante per tutte le tv locali. In caso di modifica delle numerazioni le trasmissioni di ogni tv locale non sarebbero, infatti, più ricevibili fino alla risintonizzazione dei televisori e dei decoder ubicati nell’area di operatività della tv stessa.”
“La crisi del mercato pubblicitario, i cambiamenti tecnologici e i nuovi modi di fare impresa radiotelevisiva imponevano scelte governative strutturali per accompagnare efficacemente il comparto in questa delicata fase in cui tutto è in continua evoluzione - ha affermato Rossignoli in apertura del convegno - Nulla, in questo senso, è stato fatto e addirittura sono state assunte, su iniziativa del Governo, una serie di scelte legislative che hanno, più volte, rimesso completamente in discussione spazi e ruolo dell’emittenza locale, generando una situazione di incertezza permanente che ha impedito e sta impedendo qualsiasi programmazione aziendale da parte delle imprese".
"L'interrogativo che si pone - ha concluso Rossignoli - è quello di comprendere se il Governo voglia ancora un sistema radiotelevisivo dove ci sia spazio per l’emittenza locale".
Inoltre, sul tema degli ascolti radiofonici, Rossignoli ha rilevato che proseguono i lavori del tavolo tecnico istituito dall’Agcom. La stessa Agcom dovrebbe rendere disponibile a breve un primo schema di linee guida per l’individuazione di una organizzazione sistematica della rilevazione degli indici dell’ascolto radiofonico che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della ricerca. “In tale sede - ha sottolineato Rossignoli - AERANTI-CORALLO ha evidenziato l’esigenza di una governance impostata in modo tale che ogni decisione circa la metodologia dell’indagine e i relativi costi debba essere necessariamente assunta con la condivisione di tutte le componenti del comparto (emittenza locale e emittenza nazionale)".
Rossignoli ha ricordato che la radiofonia locale ha oltre 21 milioni di ascolti lordi nel giorno medio (dati Radiomonitor anno 2014) e che in alcune regioni vi è una radio locale che ha più ascolti di ogni radio nazionale.


