Media
Tradelab mette a confronto l'acquisto tradizionale di spazi media con le novità del Programmatic buying
La trading desk indipendente, illustra in un’infografica quali sono le principali differenze tra i due modelli di acquisto degli spazi media, per comprendere come il programmatic stia rivoluzionando il mondo pubblicitario. Considerato che negli Stati Uniti rappresenta il 52% dell’acquisto media display, il Belpaese fa ancora fatica ad integrare il nuovo modello. Ragion per cui si punterà a raddoppiare la sua quota (10%) entro la fine del 2015. Ad ogni modo, il confine tra i due è labile e anche se hanno molti aspetti in comune, la tendenza alla commistione potrebbe significare la fine del metodo tradizionale.
Tradelab, trading desk indipendente, illustra in un’infografica quali sono le principali differenze tra i due modelli di acquisto degli spazi media - quello tradizionale e il programmatic buying - per comprendere come quest’ultimo stia rivoluzionando il mondo pubblicitario.
Da almeno due anni, la crescita del Programmatic Advertising è diventata uno dei trend topic del marketing digitale.
Se è innegabile che questo metodo d’acquisto diventerà la norma, considerato che negli Stati Uniti già il 52% dell’acquisto media display viene effettuato in programmatic, l’Italia non ha ancora raggiunto tale maturità: il programmatic buying rappresenta il 10% del mercato e si prevede che per la fine del 2015 raggiunga il 20%.
L’importanza dell’acquisto programmatico risiede essenzialmente nella sua capacità di rispondere alle problematiche tipiche dell’acquisto tradizionale - mancanza di flessibilità, lunghi tempi di latenza tra una fase e l’altra, divisione strategica tra i differenti device - permettendo quindi di rilanciare il settore della display.
Tradelab in un’infografica comparativa sintetizza i passaggi chiave di entrambi i modelli.
Per quanto riguarda il primo, gli step principali sono sei: ricezione del brief, targeting dei siti affini da parte dell’agenzia, negoziazione tra agenzie e concessionarie, comunicazione costante tra agenzia creativa e media per adattare le creatività all’AD Specs della concessionaria, integrazione degli elementi grafici e tecnici dei formati, lancio della campagna senza possibilità di ottimizzazione.
Le tappe fondamentali per l’acquisto in programmatic attraverso i private deal sono 5: ricezione del brief, selezione dell’audience di riferimento insieme all’advertiser, creazione di private deal in ogni momento (Private Auction, First Look o Guaranteed Direct), lancio della campagna con scambi sugli AdExchange in automatico e offerte adattate in tempo reale e, infine, ottimizzazione della campagna grazie al tracking delle performance in real time.
Due sono le grandi novità introdotte nel processo di acquisto dal programmatic: la trasparenza dei costi e delle url dei deal negoziati e l’esistenza di soluzioni ibride che permettono di mantenere l’aspetto privato di un deal tra buyer e seller (come avviene nell’acquisto tradizione), senza dover rinunciare alla flessibilità, all’ottimizzazione in tempo reale e alla profilazione delle audience tipiche del programmatic.
Il confine tra questi due modelli d’acquisto è labile e anche se hanno molti aspetti in comune, la tendenza alla commistione potrebbe significare la fine del metodo tradizionale.
“Comprendere come sono cambiate le logiche di acquisto media è estremamente importante per tracciare il percorso verso cui il mondo pubblicitario sta andando, riuscendo così a coglierne tutte le nuove sfaccettature e quindi le grandi opportunità che il programmatic ci sta offrendo” afferma Gaetano Polignano (nella foto) - country manager di Tradelab.
AR
Da almeno due anni, la crescita del Programmatic Advertising è diventata uno dei trend topic del marketing digitale.
Se è innegabile che questo metodo d’acquisto diventerà la norma, considerato che negli Stati Uniti già il 52% dell’acquisto media display viene effettuato in programmatic, l’Italia non ha ancora raggiunto tale maturità: il programmatic buying rappresenta il 10% del mercato e si prevede che per la fine del 2015 raggiunga il 20%.
L’importanza dell’acquisto programmatico risiede essenzialmente nella sua capacità di rispondere alle problematiche tipiche dell’acquisto tradizionale - mancanza di flessibilità, lunghi tempi di latenza tra una fase e l’altra, divisione strategica tra i differenti device - permettendo quindi di rilanciare il settore della display.
Tradelab in un’infografica comparativa sintetizza i passaggi chiave di entrambi i modelli.
Per quanto riguarda il primo, gli step principali sono sei: ricezione del brief, targeting dei siti affini da parte dell’agenzia, negoziazione tra agenzie e concessionarie, comunicazione costante tra agenzia creativa e media per adattare le creatività all’AD Specs della concessionaria, integrazione degli elementi grafici e tecnici dei formati, lancio della campagna senza possibilità di ottimizzazione.
Le tappe fondamentali per l’acquisto in programmatic attraverso i private deal sono 5: ricezione del brief, selezione dell’audience di riferimento insieme all’advertiser, creazione di private deal in ogni momento (Private Auction, First Look o Guaranteed Direct), lancio della campagna con scambi sugli AdExchange in automatico e offerte adattate in tempo reale e, infine, ottimizzazione della campagna grazie al tracking delle performance in real time.
Due sono le grandi novità introdotte nel processo di acquisto dal programmatic: la trasparenza dei costi e delle url dei deal negoziati e l’esistenza di soluzioni ibride che permettono di mantenere l’aspetto privato di un deal tra buyer e seller (come avviene nell’acquisto tradizione), senza dover rinunciare alla flessibilità, all’ottimizzazione in tempo reale e alla profilazione delle audience tipiche del programmatic.
Il confine tra questi due modelli d’acquisto è labile e anche se hanno molti aspetti in comune, la tendenza alla commistione potrebbe significare la fine del metodo tradizionale.
“Comprendere come sono cambiate le logiche di acquisto media è estremamente importante per tracciare il percorso verso cui il mondo pubblicitario sta andando, riuscendo così a coglierne tutte le nuove sfaccettature e quindi le grandi opportunità che il programmatic ci sta offrendo” afferma Gaetano Polignano (nella foto) - country manager di Tradelab.
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