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Interviste

Guastalla: "Comunicazione, non propaganda"

In vista delle elezioni Comunali di Milano, ADVexpress incontra alcuni professionisti della comunicazione candidati per le due principali coalizioni. Dopo Lucio Bergamaschi la parola al presidente e ad di G&G e membro Ferpi Gherarda Guastalla, candidata al Comune nella lista Ferrante.

In vista delle elezioni Comunali di Milano, che si terranno il 28 maggio prossimo, ADVexpress approfondisce il punto di vista e le proposte delle due principali coalizioni nel campo della comunicazione e dei rapporti tra istituzioni comunali e aziende del settore.

Dopo l'intervento di Lucio Bergamaschi (vedi notizia correlata), pubblichiamo oggi l'intervista a Gherarda Guastalla, presidente di G&G Relazioni Pubbliche e membro Ferpi, candidata al Comune di Milano nella lista Ferrante.

Gherarda Guastalla, come ha maturato la scelta di candidarsi alle elezioni comunali?

La scelta è motivata dal fatto che mi occupo di comunicazione da 40 anni, e la comunicazione è un aspetto che non è considerato in modo sufficiente dall'attuale mondo politico milanese. L'obiettivo della mia candidatura è quello di mettere a disposizione della città le mie competenze professionali, in modo che la comunicazione torni ad avere un ruolo strategico. Comunicazione intesa non come propaganda, come è accaduto fino ad oggi, ma come capacità di 'parlare', e di ascoltare. Storicamente si è passati dall'euforia della Milano da bere al grigiore di oggi, con una 'falla' di comunicazione gravissima negli ultimi dieci-quindici anni. Si può fare molto di più. Milano deve ricominciare a comunicare con i suoi cittadini e con il mondo intero. Una città è tanto più importante quanto è capace di valorizzare le sue eccellenze. A Milano, per ora, si parla solo di moda, design e della Scala per quanto riguarda la cultura. Questo è evidentemente riduttivo.

Quali sono i punti fondamentali del suo programma?

Innanzitutto questa città deve ritrovare il proprio ruolo, se non il proprio 'posizionamento', nel contesto nazionale e internazionale, ridefinendo in modo chiaro e preciso i propri caratteri distintivi, il proprio 'marchio'. Questa scelta, come tutte le altre, non deve essere imposta dall'allto. Mi piacerebbe, infatti, realizzare un sondaggio per sapere come i cittadini vedono la propria città, e come vogliono che essa sia presentata all'esterno, se come la città dell'arte, della scienza, del lavoro, o un insieme di questa cose. Per raccontarsi è fondamentale conoscersi, ed essere consapevoli delle proprie qualità.

Un secondo obiettivo fondamentale è tornare a dare ai cittadini la sensazione di essere ascoltati e considerati. Fino ad oggi i milanesi si sono ritrovati opere, anche di una certa rilevanza, fatte 'sulla propria testa'. Non esiste, inoltre una comunicazione tempestiva, leggibile e trasparente dei conti pubblici, tanto che i cittadini non sanno come vengono spesi i propri soldi. Esistono sportelli di facciata, senza le necessarie competenze e senza collegamenti reali con le strutture che 'rappresentano'. Molti servizi ci sono, ma i cittadini non lo sanno, con sprechi pazzeschi, come nel caso del 'radiobus notturno'. Ci sono infine musei di cui la maggior parte di noi ignora l'esistenza.

Terzo punto, fare in modo che i milanesi ritrovino l'orgoglio e la felicità di vivere in questa città, sviluppando un nuovo senso di 'appartenenza'. L'insoddisfazione diffusa si manifesta nell'aggressività reciproca che le persone dimostrano quotidianamente per le strade: il pedone che aggredisce il ciclista, il ciclista contro il motociclista, il motociclista contro l'automobilista e via di seguito. In realtà la qualità della vita, a Milano, è alta, e lo conferma l'immagine che la città ha vista da fuori.

Operativamente parlando, una delle prime iniziative per cui mi impegnerò, sarà la creazione di una 'Consulta della comunicazione', ovvero una struttura composta da professionisti, competenti nell'ambito di marketing, pubblicità e pr. Lo scopo, è sempre quello di avviare un nuovo ciclo sul tema del rapporto di Milano con i propri cittadini, oltre che con l'opinione pubblica nazionale e internazionale.

Cosa pensa del rapporto tra Comune e aziende del mondo della comunicazione?

In questo campo la soluzione più innovativa è quella del project financing, che io reputo una via necessaria da percorrere senza pregiudizi, ma con prudenza. Il partenariato tra pubblico e privato è una strada obbilgata, ed è necessario valutare, di volta in volta, dove, come e quando imboccarla, tenendo sempre ben presente, come primo obiettivo, i vantaggi della città.

In caso di elezione, manterrà gli incarichi che attualmente ricopre in G&G Relazioni Pubbliche e Ferpi?

Naturalmente, in caso di elezione, rinuncerò alle mie attuali cariche professionali.

Qualcosa da aggiungere per i suoi potenziali elettori?

Chi sceglierà di darmi fiducia, contribuirà all'elezione di un volto nuovo nel panorama politico milanese, una persona che non è in cerca di poltrone, ma è profondamente entusiasta di poter dare onestamente il proprio contributo alla crescita di questa città.

Matteo Vitali