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Interviste

IAA Italy Chapter. Comunicazione e futuro: il valore di un common ground. Sassoli (Auditel): “Servono scelte coraggiose, capaci di tenere insieme imprese, agenzie, mezzi e istituti di ricerca, le voci che compongono l’industry"

Così si esprime Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente della Società, nell’intervista dedicata al Progetto del Capitolo Italiano dell'International Advertising Association, dell'Osservatorio TuttiMedia e di Media Duemila. Sull'AI GEN: "Non basta produrre contenuti: bisogna produrre visioni".

“Oggi nessuno basta più a sé stesso”. Così si esprime Lorenzo Sassoli de Bianchi (nella foto), Presidente di Auditel, nell’intervista dedicata a "Comunicazione e futuro: il valore di un common ground”, il Progetto IAA Italy ChapterOsservatorio TuttiMedia e Media Duemila  annunciato alcuni giorni fa (leggi news), che ha lo scopo di raccogliere i punti di vista dei presidenti delle associazioni che rappresentano l'industria dell’advertising al fine di fornire un sostegno al comparto fondato su collaborazioni costruttivamente utili alla prosperità e alla creatività.

Sassoli de Bianchi, nel suo commento all'iniziativa,  sostiene inoltre che servono scelte coraggiose capaci di tenere insieme le voci diverse che compongono l'industria della comunicazione: imprese, agenzie, mezzi, istituti di ricerca. "Solo nella collaborazione costante, fondata su metodo e fiducia, si può costruire un futuro in cui le marche parlino con sempre più autorevolezza, i media raggiungano davvero chi ascolta, le ricerche illuminino le scelte e le agenzie aiutino i prodotti a trovare il loro posto nel mondo. È necessario realizzare alleanze non occasionali, ma fondate sulla condivisione di progetti a medio lungo termine. Ovviamente questa catena del valore funziona solo se ogni anello riconosce il valore dell’altro e ne condivide gli obiettivi” dichiara il manager.

Alla domanda "Perché è importante l’industria dell’advertising?" risponde: "Perché l’advertising è il modo in cui il linguaggio si traveste per entrare nel mondo, e il mondo — per capirsi — ha bisogno di raccontarsi. È la forma che assume il desiderio quando cerca casa. L’advertising muove innanzitutto l’economia, ma muove anche le storie: le rende visibili, condivisibili, memorabili. In un’epoca di eccesso visivo e di rumore, chi sa raccontare bene è chi resta. La pubblicità, quando è efficace è una lente sul presente e una bussola sul futuro”.

Riguardo al ruolo dell'IA generativa per il mondo della comunicazione Sassoli commenta: “È come avere accanto un genio insonne che lavora mentre dormi e ti mostra cento versioni di un’idea prima che tu abbia finito di formularla. L’IA generativa dilata il pensiero creativo, ma rischia anche di diluirlo. Perché non basta produrre contenuti: bisogna produrre visioni. Il rischio è confondere velocità con profondità, varietà con verità. In un mondo dove tutto può essere generato, l’unicità torna a essere un atto rivoluzionario. L’IA è un alleato potente, ma resta l’umano a dover scegliere la direzione. E ogni direzione è una presa di posizione sul mondo”.

Infine, parlando delle ragioni per le quali  in Italia non siamo più in grado di attrarre i giovani talenti, Sassoli dichiara: "Perché spesso, a chi ha lo sguardo rivolto al futuro, offriamo paesaggi immobili, carichi di attese, gerarchie opache, promesse rinviate. I giovani non cercano solo lavoro: cercano un senso, un posto dove il loro talento non sia addomesticato, ma acceso. In Italia mancano spesso le condizioni per rischiare, per fallire senza essere puniti, per imparare facendo. Mancano luoghi dove l’innovazione sia una pratica quotidiana e non un’etichetta vuota. Non è il talento a mancare: è il racconto del futuro che non sappiamo più immaginare. Per attrarre, dobbiamo tornare ad affascinare. E per affascinare, dobbiamo credere davvero che qualcosa di nuovo possa ancora cominciare qui”.

L’intervista integrale su Media Duemila (www.media2000.it)