Inchieste

Simone Merico (Filmmaster Events): "Le Olimpiadi 2020? Una grande occasione persa"

L'amministratore delegato di Filmmaster Events avrebbe dato più fiducia all'Italia e a Roma, mettendo in atto politiche stringenti di controllo e rispetto di budget e obiettivi. "In più credo che il modo in cui ci siamo ritirati all’ultimo minuto lo sconteremo con il Comitato Olimpico nelle prossime eventuali candidature".

Roma ha perso il treno olimpico: la decisione del premier Mario Monti ha posto fine al percorso di candidatura della Città Eterna all'evento internazionale. La notizia, non certo fresca, continua a lasciare la propria scia, alimentando un dibattito mai sopito tra i professionisti della event industry (vedi notizie correlate), i quali, a diverso titolo, avrebbero potuto trarre beneficio dalla manifestazione.
La crisi economica, il caso di Atene 2004 e i costi all'ultimo raddoppiati per l’Olimpiade di Londra sono stati decisivi nel verdetto finale di Monti, pur nella consapevolezza che i Giochi Merico_Simone.JPGpossano rappresentare una grande occasione di sviluppo.
Restano in corsa Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku.
La scelta verrà ufficializzata a Buenos Aires il 7 settembre 2013.

Cosa ne pensano le agenzie? Oggi la parola passa a Filmmaster Events, che, tra l'altro, aveva realizzato le indimenticabili Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino nel 2006. Ne parliamo con Simone Merico, Amministratore Delegato Filmmaster Events.

1) Cosa ne pensa della nostra 'ritirata' per la corsa alle Olimpiadi 2020?
E’ un peccato e una grande occasione persa. Il nostro dossier era molto conservativo e in una arco temporale di 8 anni, pur essendo la contingenza economica italiana molto sfavorevole, sarebbe stato un obiettivo importante di fiducia e prospettiva. In più credo che il modo in cui ci siamo ritirati all’ultimo minuto lo sconteremo con il Comitato Olimpico nelle prossime eventuali candidature.

2) È d'accordo con Monti o ritiene che l'evento avrebbe potuto incidere positivamente sul Paese?
Sinceramente non sono d’accordo. Avrei dato più fiducia all’Italia e a Roma. Avrei cercato di mettere in atto politiche stringenti di controllo e rispetto di budget e obiettivi in caso di assegnazione ma non avrei abbandonato. E’ una questione di pensiero a medio termine. Capisco il momento ma se non gettiamo il cuore oltre l’ostacolo e non crediamo in noi stessi, nella possibilità di cambiare e nella ripresa, sinceramente è demotivante.

3) Restano in corsa Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku. Per chi fa il 'tifo'?
Considerando che il mio pensiero è che fossimo noi i favoriti, Doha ha incredibili possibilità di investimenti ma grandi problemi di rivoluzionamento del calendario sportivo in caso di assegnazione, per cui difficile. Baku non credo sia favorita. Madrid è più o meno nella nostra condizione economica, conserva qualche chance ma bisogna vedere la fiducia che le verrà garantita. Tra Tokyo e Istanbul, dico Istanbul.