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Expo 2015, il grande inizio. L'Esposizione Universale ancora al centro del BizTravel Forum
'L'evento degli eventi' – come è chiamato dai più - sarà una grande occasione non solo per Milano e la Lombardia, ma per tutto il sistema Italia. Come è emerso alla sessione plenaria al BizTravel Forum 2014.
Digitalizzazione, innovazione, apertura all'estero: sono queste le principali parole chiave dell'Expo2015 emerse durante la tavola rotonda intitolata 'Expo 2015, turismo e brand italy nella digital economy', tenutasi mercoledì 26 novembre nell'ambito del BizTravel Forum 2014, che ha costituito un'ottima occasione di confronto fra i diversi attori coinvolti nel grande evento di cui Milano sarà protagonista l'anno prossimo.
Il tavolo di confronto, coordinato dal giornalista Oscar Giannino, ha visto la partecipazione di: Piero Galli, direttore generale event & entertainment Expo 2015, Fabrizio Sala, sottosegretario all'Expo 2015 per la Regione Lombardia, Luca Patané, presidente Gruppo Uvet e Confturismo-Confcommercio, Damiano Sabatino, vice president Western Europe Travelport, ed Enrico Gasperini presidente Digital Magics.
Dieci miliardi di euro, di cui 4,5-5 solo dal turismo: è questa la stima dell'impatto che avrà sul sistema economico italiano l'Expo 2015, un evento che sta suscitando un grande interesse a livello internazionale.
“A oggi sono 148 i Paesi che hanno aderito - ha spiegato Piero Galli (Expo 2015) -, investendo in media 1,1 miliardi di euro per un padiglione proprio. Questo è un segno che i Paesi stranieri scommettono sul creare maggiori flussi di turismo in Italia. Inoltre, sui 7,5 milioni di biglietti per l'Expo venduti in prevendita, circa due terzi vengono dall'estero”.
Tanti dunque saranno gli stranieri, che verranno e che faranno anche i turisti nel nostro Paese. È dunque fondamentale che le infrastrutture, così come le istituzioni, siano pronte a ricevere un così grande flusso di persone, e che soprattutto lavorino oggi per gestirlo al meglio. Per questo l'ente organizzatore ha lavorato in questi mesi per facilitare gli iter burocratici nei vari Paesi in cui è necessario richiedere il visto per l'Italia, snellendo così procedure di solito molto lunghe.
Dal canto suo, anche nel settore turistico vi è chi ha capito fin dall'inizio le enormi possibilità che un evento come l'Expo crea per il sistema Italia. È il caso di Uvet, che già due anni si è strutturata al proprio interno per cogliere questa sfida, in nome della vocazione internazionale che da sempre la caratterizza (vedi notizie correlate a fondo pagina).
“Ci siamo organizzati per assistere i Paesi rappresentati all'evento, nella convinzione che un evento importante come questo capita una volta nella vita, forse. – ha spiegato il presidente Luca Patanè -. In particolare, li assistiamo nella logistica, nella comunicazione e nella realizzazione degli eventi che faranno prima e durante: esigenze, queste, davvero importanti e soprattutto continue per questi Paesi che scelgono di esserci”.
Inoltre, insieme allo Iulm, Uvet sta sviluppando un Destination Monitor sull'Expo, che servirà per dare l'esatta misura del successo o
dell'insuccesso dell'evento.
Ma anche le strutture alberghiere, dopo mesi di ristrutturazioni, “sono pronte a ricevere milioni dipersone” ha spiegato in un video Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, che ha messo per in luce le difficoltà fiscali in cui il settore si trova.
Tutto ciò avrà ovviamente un impatto impressionante innanzitutto sull'economia della città di Milano – “solo in Uvet assumeremo circa un migliaio di persone sia nei padiglioni che fuori”, dichiara Patané -, ma non solo: sarà infatti tutto il 'sistema Italia' a beneficiare di questa enorme macchina.
Ma l'Expo è una sfida anche per le istituzioni pubbliche. “Realizzare in Italia un evento come l'Expo, che sarà senza dubbio un enorme spot per tutto il Paese, non è affatto facile – ha dichiarato Fabrizio Sala (Regione Lombardia) -. Di conseguenza, dobbiamo attirare quanti più capitali stranieri possibili sul territorio ed è in questa direzione che stiamo lavorando, cercando di utilizzare al meglio l'appeal che l'Italia ha sull'estero”.
In un quadro in cui è necessario gestire i flussi di milioni di persone in pochi mesi, ma anche di miliardi di informazioni e servizi da veicolare, diventa fondamentale il ruolo del digitale. “Il ruolo di queste piattaforme fondamentale perché rende visibile a livello globale l'offerta locale”, ha spiegato Damiano Sabatino di Travelport, fornitore di servizi di distribuzione e commercio elettronico per l’industria globale dei viaggi, che sarà sponsor dell'evento.
Ed è proprio sul fronte digitale che l'Italia può fare la differenza. Un esempio chiaro è il protocollo E015 Digital Ecosystem, la piattaforma digitale di comunicazione fra le diverse banche dati aggiornata in real time, che permetterà di gestire al meglio i flussi di persone, a cui aderiscono ad oggi 250 imprese.
Expo è anche un'ottima occasione per lo sviluppo del digitale in Italia. Come spiega Enrico Gasperini, presidente Digital Magics e Audiweb, esperto del made in Italy digitale: “Dobbiamo immaginare che chi viene dall'estero è abituato a vivere in digitale molto più di quanto non lo siamo noi: quindi giudicherà la sua esperienza in base all'esperienza digitale. Dobbiamo quindi sfruttare questa occasione per digitalizzare il paese e per valorizzare il nostro capitale umano”.
Per questo, e proprio nell'ottica di valorizzare l'innovazione digitale italiana, Digital Magics e Uvet stanno sviluppando la piattaforma TripItaly, il primo portale italiano b2b e b2c per pianificare in maniera digitale il proprio viaggio in Italia.
Gli effetti dell'Expo però non si esauriranno una volta terminato il semestre dell'evento: è infatti opinione condivisa da tutti i relatori che esso sarà solo il motore di un cambiamento molto più ampio, duraturo nel tempo. “Siamo convinti che l'Expo sia per il nostro Paese un grandissimo spot – ha aggiunto Sala -. Per questo la nostra attività è concentrata non solo sull'Expo, ma soprattutto sul dopo Expo: sarà infatti fondamentale riuscire a mantenere questo turismo anche dopo i sei mesi della kermesse”.
L'Expo è, dunque, solo un grande inizio.
Ilaria Myr
Il tavolo di confronto, coordinato dal giornalista Oscar Giannino, ha visto la partecipazione di: Piero Galli, direttore generale event & entertainment Expo 2015, Fabrizio Sala, sottosegretario all'Expo 2015 per la Regione Lombardia, Luca Patané, presidente Gruppo Uvet e Confturismo-Confcommercio, Damiano Sabatino, vice president Western Europe Travelport, ed Enrico Gasperini presidente Digital Magics.
Dieci miliardi di euro, di cui 4,5-5 solo dal turismo: è questa la stima dell'impatto che avrà sul sistema economico italiano l'Expo 2015, un evento che sta suscitando un grande interesse a livello internazionale.
“A oggi sono 148 i Paesi che hanno aderito - ha spiegato Piero Galli (Expo 2015) -, investendo in media 1,1 miliardi di euro per un padiglione proprio. Questo è un segno che i Paesi stranieri scommettono sul creare maggiori flussi di turismo in Italia. Inoltre, sui 7,5 milioni di biglietti per l'Expo venduti in prevendita, circa due terzi vengono dall'estero”.
Tanti dunque saranno gli stranieri, che verranno e che faranno anche i turisti nel nostro Paese. È dunque fondamentale che le infrastrutture, così come le istituzioni, siano pronte a ricevere un così grande flusso di persone, e che soprattutto lavorino oggi per gestirlo al meglio. Per questo l'ente organizzatore ha lavorato in questi mesi per facilitare gli iter burocratici nei vari Paesi in cui è necessario richiedere il visto per l'Italia, snellendo così procedure di solito molto lunghe.
Dal canto suo, anche nel settore turistico vi è chi ha capito fin dall'inizio le enormi possibilità che un evento come l'Expo crea per il sistema Italia. È il caso di Uvet, che già due anni si è strutturata al proprio interno per cogliere questa sfida, in nome della vocazione internazionale che da sempre la caratterizza (vedi notizie correlate a fondo pagina).
“Ci siamo organizzati per assistere i Paesi rappresentati all'evento, nella convinzione che un evento importante come questo capita una volta nella vita, forse. – ha spiegato il presidente Luca Patanè -. In particolare, li assistiamo nella logistica, nella comunicazione e nella realizzazione degli eventi che faranno prima e durante: esigenze, queste, davvero importanti e soprattutto continue per questi Paesi che scelgono di esserci”.
Inoltre, insieme allo Iulm, Uvet sta sviluppando un Destination Monitor sull'Expo, che servirà per dare l'esatta misura del successo o
dell'insuccesso dell'evento.
Ma anche le strutture alberghiere, dopo mesi di ristrutturazioni, “sono pronte a ricevere milioni dipersone” ha spiegato in un video Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, che ha messo per in luce le difficoltà fiscali in cui il settore si trova.
Tutto ciò avrà ovviamente un impatto impressionante innanzitutto sull'economia della città di Milano – “solo in Uvet assumeremo circa un migliaio di persone sia nei padiglioni che fuori”, dichiara Patané -, ma non solo: sarà infatti tutto il 'sistema Italia' a beneficiare di questa enorme macchina.
Ma l'Expo è una sfida anche per le istituzioni pubbliche. “Realizzare in Italia un evento come l'Expo, che sarà senza dubbio un enorme spot per tutto il Paese, non è affatto facile – ha dichiarato Fabrizio Sala (Regione Lombardia) -. Di conseguenza, dobbiamo attirare quanti più capitali stranieri possibili sul territorio ed è in questa direzione che stiamo lavorando, cercando di utilizzare al meglio l'appeal che l'Italia ha sull'estero”.
In un quadro in cui è necessario gestire i flussi di milioni di persone in pochi mesi, ma anche di miliardi di informazioni e servizi da veicolare, diventa fondamentale il ruolo del digitale. “Il ruolo di queste piattaforme fondamentale perché rende visibile a livello globale l'offerta locale”, ha spiegato Damiano Sabatino di Travelport, fornitore di servizi di distribuzione e commercio elettronico per l’industria globale dei viaggi, che sarà sponsor dell'evento.
Ed è proprio sul fronte digitale che l'Italia può fare la differenza. Un esempio chiaro è il protocollo E015 Digital Ecosystem, la piattaforma digitale di comunicazione fra le diverse banche dati aggiornata in real time, che permetterà di gestire al meglio i flussi di persone, a cui aderiscono ad oggi 250 imprese.
Expo è anche un'ottima occasione per lo sviluppo del digitale in Italia. Come spiega Enrico Gasperini, presidente Digital Magics e Audiweb, esperto del made in Italy digitale: “Dobbiamo immaginare che chi viene dall'estero è abituato a vivere in digitale molto più di quanto non lo siamo noi: quindi giudicherà la sua esperienza in base all'esperienza digitale. Dobbiamo quindi sfruttare questa occasione per digitalizzare il paese e per valorizzare il nostro capitale umano”.
Per questo, e proprio nell'ottica di valorizzare l'innovazione digitale italiana, Digital Magics e Uvet stanno sviluppando la piattaforma TripItaly, il primo portale italiano b2b e b2c per pianificare in maniera digitale il proprio viaggio in Italia.
Gli effetti dell'Expo però non si esauriranno una volta terminato il semestre dell'evento: è infatti opinione condivisa da tutti i relatori che esso sarà solo il motore di un cambiamento molto più ampio, duraturo nel tempo. “Siamo convinti che l'Expo sia per il nostro Paese un grandissimo spot – ha aggiunto Sala -. Per questo la nostra attività è concentrata non solo sull'Expo, ma soprattutto sul dopo Expo: sarà infatti fondamentale riuscire a mantenere questo turismo anche dopo i sei mesi della kermesse”.
L'Expo è, dunque, solo un grande inizio.
Ilaria Myr


